Sostieni il nostro comune progetto: diventa Socio e/o fai una donazione
:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | Video proposti | 4 mani  :: Posta ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
Premio "Il Giardino di Babuk - Proust en Italie" VII Edizione 2021
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Sei nella sezione Poesia_settimanale
gli ultimi 15 titoli pubblicati in questa sezione
gestisci le tue pubblicazioni »

Pagina aperta 210 volte, esclusa la tua visita
Ultima visita il Sun Feb 28 06:19:12 UTC+0100 2021
Moderatore »
se ti autentichi puoi inserire un segnalibro in questa pagina

due poesie


Testo proposto da LaRecherche.it

« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 0 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »




Pubblicato il 26/10/2020 12:00:00

 

Zingari

 

Forse è la vita vera.
Il carro dipinto,
i cavalli selvatici docili, ebbri di vento,
le belle figlie in cenci,
la mensa a bivacco furtiva sotto gli astri,
la strada bianca del mondo.
Io tornerò nella prigione potente
dove comando
e sono comandato:
io sfrenerò di rabbia i miei puledri ideali
sulla pista del sogno, a cuore morto, a stanca sera:
e per l’amore
mendicherò la mendicante mia a qualche buio di strada.
Io pago la carne con mano che sembra
chiedere anzi donare elemosina.
E la mia vita
è una rete di fogne
dove altro non luce che l’occhio del sorcio.
O Zingari, scoiatemi vivo, allo spiedo arrostitemi
fra due tronchi di selva!
Sono un poverissimo figlio di civili
che adora la barbarie.

 

[ da Aeroplani. Canti alati, Edizioni di Poesia, Milano 1909 ]

 

 

 

Primi lampioni

 

Esco alla notte
contro gli amici lampioni.
Son eli occhi dei nuovi mostri terreni. Sfavillano
la luce ignota a' miei avi. Mi fan l'aria moderna
onde questo respiro d'uomo semplice
diventa verso libero di poeta complesso.
Amo le ombre lunghe a sbarra dei lampioni
e vi cammino con piedi sicuri e sogni di vertigine
come l'equilibrista sul filo teso al precipizio.
E più amo i fogliami d'alberi del viale
che la luce elettrica dipinge ad acquerello
sul cartone prolisso dei lastricati.
E più amo la mia ombra che pare
lo svelto impaccio della mia stessa anima fra' miei piedi.

 

[ da Versi liberi, Treves, Milano 1913 ]

 

 

immagine da Wikipedia


« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 0 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »

 

Di seguito trovi le ultime pubblicazioni dell'autore in questa sezione (max 10)
[se vuoi leggere di più vai alla pagina personale dell'autore »]

La Redazione, nella sezione Poesia_settimanale, ha pubblicato anche:

:: Come d’uno che salga le scale (Pubblicato il 01/03/2021 12:00:00 - visite: 15) »

:: Mätarlarven (Pubblicato il 22/02/2021 12:00:00 - visite: 89) »

:: Coro (Pubblicato il 15/02/2021 12:00:00 - visite: 44) »

:: Trilogia d’un tormento (Pubblicato il 25/01/2021 12:00:00 - visite: 167) »

:: È tempo per la distruzione (Pubblicato il 18/01/2021 12:00:00 - visite: 202) »

:: L’inganno della superficie (Pubblicato il 11/01/2021 12:00:00 - visite: 225) »

:: Grade românica (Século XIII) (Pubblicato il 31/12/2020 12:00:00 - visite: 210) »

:: Oggi ti sono passato vicino (Pubblicato il 21/12/2020 12:00:00 - visite: 245) »

:: Radici (Pubblicato il 14/12/2020 12:00:00 - visite: 192) »

:: Poesie scritte camminando (Pubblicato il 07/12/2020 12:00:00 - visite: 732) »