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Come d’uno che salga le scale


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Pubblicato il 01/03/2021 12:00:00

 

fotografia di Håkon Sataøen, da Unsplush

 

 

Come d’uno che salga le scale e rifaccia
a memoria il percorso della giomata
di ciò che vive in lui frammisto:
l’alzarsi presto e il coricarsi
col pensiero degli amori e dei danari.


Ma come sono gravi gli anni
e che paura che ci fanno gli inumani
atti scaltri di violenza
le forme di assassinii intelligenti.


E come siamo inadeguati, pure,
ad avere intorno cose e gente
che non ci può mai assomigliare.


Il panorama solo ci appartiene
è l’imperfetto veramente
di uomini e barattoli di case.


Allora è meglio che sia
come d’uno che salga le scale fischiando
e arrivato alla porta di casa la passi
se ne vada più sopra, su un alto terrazzo
a vedere cosa c’è nel cielo
e cosa manca agli uomini.

 

 

[ poesia tratta dalla rivista TRAME, gennaio-giugno 1995, Anno VII,  N. 14. Redazione Roberto Deidier, Marina Guglielmi ]

 


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