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Amore

di Luciano Folgore (pseudonimo di Omero Vecchi) 

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Pubblicato il 16/02/2016 15:12:07

 

 

Innamorati,

empiti gli occhi e l'anima

di questo senso d'acqua e di sole

che dove passa

lascia impronte

di rugiada e di polline.

Esci all'aperto,

senza che nessuno ti accompagni,

appena fuori della tua indifferenza

trovi che tutto ti aspetta e ti vuole:

l'erba, l'aria, la strada, il cielo

e un desiderio di felicità

che non si vede,

perché troppo vicino agli occhi,

forse dentro,

come il sangue, come lo spirito.

 

 

Innamorati

per questa adolescenza

meravigliosa ed attonita

che nasce eternamente dal fondo,

che viene dall'infinito

della letizia e del pianto.

L'arcobaleno è un ponte di luce

tenuto da lacrime di pioggia

sulla nera vertigine della terra.

 

 

Esci all'aperto ed offriti

all'avventura dell'ombra e del sole.

Lasciati prendere

dall'impeto caldo della primavera,

e non importa che tu sia trascinato

dove non sai,

anche se dovessi vivere

un solo minuto

avresti goduto tutto,

avresti traversato l'immensità

come un pensiero di Dio.

 

 

Questo è l'amore,

e se non trovi la porta

per uscire dalla tua noncuranza

e camminare specchiato

dall'erba, dall'acqua, dall'aria,

a che ti serve la musica

che ti fa vortice dentro?

A che ti servon le lacrime

che ereditasti nascendo?

Innamorati e sii creatura

saresti pietra altrimenti,

cieca pietra senza tempo,

peso inutile

sulla palpitante carne del mondo.

 

 

Innamorati,

abbandonati,

esci;

oggi ogni cosa t'attende e ti vuole,

ecco due occhi, due mani,

una bocca,

una parola di paradiso: Amore! 

E tutto il resto non è che una favola:

la favola disperata del nulla

senza gioia, senza lacrime, senza Dio.

 

Luciano Folgore - 1886-1966


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