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Piero Passaro
- 04/05/2026 14:46:00
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Questultimo commento sicuramente la pi ricorrente analisi che possiamo fare sulla quasi definitiva sconfitta del pre-riflessivo e dellemotivo puro e irrazionale contro lo stradominio delle necessit comportamentali della vita capitalistica: poca spiritualit, poca riflessione emotiva, poco di tutto ci che ha elencato lei sapientemente e sul quale in linea di massima concordo. Il processo che vede quellinteriorit e la scoperta di essa soccombere alle gerarchizzazioni lampante e, come queste ultime, siano legate indissolubilmente alla societ dei consumi.
Mi permetta per di dirle che la "forza", questa emozione tutta artefatta derivativa dalla lanterna accesa in noi catto-capitalistica e borghese, non per forza, come nel mio caso, il risultato di ricerca di un controllo delle emozioni e di una loro relativa "regolazione". Prover a porre questo concetto con periodi figurativi: nelle emozioni, dal punto di vista di intensit, c chi portato a provare di pi di altri, talmente di pi da farsi travolgere in modo totale, la logica viene meno e si finisce per consumarsi. Questo ragionamento lo accuso come "negativo" per le emozioni che definiremmo negative si, ma anche per quelle "positive" risulta molto impegnativo gestare.
Se volevossimo discutere in termini matematici o numerici poniamo il numero 100 come intensit mediana alta una data emozione; io posso garantire che lindividuo che prova 1000 c, esiste, e talvolta vorrebbe solo poter controllare quella sua istintiva predisposizione allemozione. "Controllare" per non soccombervi (giusto per farle capire che il controllo un processo di auto-conservazione per lanima e non un criterio esterno auto-indotto).
Lei potrebbe suggerirmi che invece del controllo, lequilibrio e la consapevolezza di s stessi sono la chiave per accedere o no furiosamente a tali emozioni. Le posso dire che dopo anni di grandi cambiamenti interiori, quellequilibrio, per me, non esiste o la macchietta di un imporsi di evitare lo scatenarsi di tale emozione.
Qui, infine, torno alla sua brillante deduzione: pettinare lemozione si porrebbe come un nuovo profilo di far esistere quellemozione; svuotare la semantica di una sentimento per calcarne una nuova. Forse un discorso troppo utopico.
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Rita Mura
- 02/05/2026 14:39:00
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E triste pensare allemozione posta da parte, saremo macchine se prima di tutto non poniamo centralit al nostro pensiero intimo ma soprattutto sentito.
La societ ci pone una corsa senza tempo, traguardi da raggiungere, dimostrazioni che non hanno tempo verso s e occhi verso laltro.
Ritengo gi da tempo che in noi oramai persistano diverse fasi emotive adattate e controllate, lemozione del sorprendere e dimostrare, la leadership sociale e il nostro essere naturale e senza tempo che s ritrovato pu creare unemotivit fluida, rivolta ad un benessere di equilibrio e con occhi sorprendentemente diversi.
Qui riaffiora laltro, visto come persona non distratta, senza gradi o scale gerarchiche ma come intensa trasmissione vitale interiore e intellettuale.
Non si crea ricerca gerarchica o dimostrazione del diverso. Lemozione rende equiparati tutti in un sentire profondo, raramente sorprendentemente conosciuto con verit non create ma naturali.
Esistono fasi di sensibilit ancora sconosciute e lontane, talmente delicate che scompaiono nella moltitudine arrogante e prossima alla forza. Sono proprio queste che avrebbero tanto da insegnare ma vengono schivate perch troppo deboli ma sorprendentemente vere per la societ odierna.
Pertanto il controllo della volont emotiva non nasce da s ma conseguenza di una finzione voluta da un consumismo che vede ma non sente il bisogno di conoscere o incontrare lintima e personale anima arricciata in s, non mostrata ad un mancato interesse societario.
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Piero Passaro
- 02/05/2026 11:38:00
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Trovo linterazione con le proprie emozioni un vero proprio intellettualismo emotivo. Sfumare le emozioni vuole significare, in fondo e secondo fasi di ragionamento, conferire un dominio della volont sulle proprie emozioni. La vittoria del riflessivo sul pre-riflessivo. Mi interessa molto tutto questo.
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Rita Mura
- 01/05/2026 13:38:00
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Ringrazio @Piero Passaro per il commento e ancor pi per la riflessione. Provare le sfumature su unemozione, vuol dire innanzitutto, raggiungere la consapevolezza della sua esistenza, viverla a pieno tra corpo e mente. Solo nella consapevolezza di un equilibrio e di un "controllo" (il pi delle volte impossibile), si pu spettinare unemozione, trasformarla. Spettinare unemozione perci dirigere unespressione verso una propria direzione, arricciandola interiormente o rendendola unica e reale. Ogni persona varca livelli di controllo delle emozioni, di chiusura, bisogna solo ponderare il senso di "intensit emotiva", sopraffatta dallessere unicit semplice di bellezza naturale o trasformazione artificiale richiesta.
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Piero Passaro
- 29/04/2026 14:15:00
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Spettinare intenso come provare le sfumature di tale emozione?
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