:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | Video proposti | 4 mani  ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
Premio Il Giardino di Babuk - Proust en Italie - VIII edizione 2022
invia la tua opera in concorso (Poesia e Racconto breve)
 
« torna indietro | leggi il testo | scrivi un commento al testo »

Commenti al testo di Giulia Bellucci
Sol lucet omnibus

Sei nella sezione Commenti
 

 Giulia Bellucci - 24/01/2020 16:07:00 [ leggi altri commenti di Giulia Bellucci » ]

Sì Salvatore, hai centrato esattamente il pensiero che volevo esprimere e il tuo non è assolutamente sproloquiare. Considerazioni le tue che sono pienamente condivise da me.
Ricambio con stima sempre il tuo saluto.

 Salvatore Pizzo - 23/01/2020 14:37:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Pizzo » ]

Quasi un grido, questo tuo interrogarti, mia cara Lucia. E proprio in questi giorni, in cui ci si avvicina alla celebrazione del giorno della memoria. Giorni in cui è venuto a mancare anche il filosofo Emanuele Severino: pensatore come pochi oggi, e che ci viene meno nel conto del più o meno della sapienza. E’ per questo, per l’affermazione del Severino che siamo"eterni", congiunta con l’olocausto, memoria che ricorre della caducità dell’essere, che mi vien da rispondere al tuo interrogarti con uno sconsolato allargarsi di braccia: è vero che saremo eterni, come affermato dal Severino, ma è anche vero che lo siamo come le foglie soldati di Ungaretti. E’ forse in ciò il nostro essere eterni: nel rinascere in primavera, pure ricordando come si è marciti, prima di rinascere. Solo che non credo che si abbia idea di quale sia il "punto" in cui ci si trovi in questo filo eterno che è l’essere. Del resto nemmeno Dante ci soccorre in ciò. Come quando afferma ch’è dura dire qual’è la giusta via,ci ritroviamo spersi nella landa spaziotemporale: ora andiamo avanti, ora indietro, molto più spesso ci giriamo attorno, entrandoci in quell’orrore ch’è l’essere, per poi riuscirne convinto di avere acquisito maggior consapevolezza, tranne poi ripetersi con accenti più pesanti e tragedie dalle dimensioni sempre più vaste...
Grazie e di cuore anche per avermi dato da pensare. Tu perdona questo mio sproloquiare.
un caro saluto