:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | Video proposti | 4 mani  ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
Antologia proustiana 2021 [Invito a partecipare]
Premio "Il Giardino di Babuk" VII Edizione 2021: le interviste agli autori
 
« torna indietro | vai al video | scrivi un commento al video »

Commenti al video proposto da Roberto Maggiani
Non specificato

Sei nella sezione Commenti
 

 Roberto Maggiani - 16/02/2015 18:22:00 [ leggi altri commenti di Roberto Maggiani » ]

Grazie cara Cristina per questo tuo riscontro di pensiero e commozione, mi sento compreso nell’intento di questa scrittura. Concordo anche su quanto dici riguardo alla lettura, in generale come lettore non ho grosse pretese, tendo a scandire le parole. Un abbraccio.

 Cristina Bizzarri - 15/02/2015 09:40:00 [ leggi altri commenti di Cristina Bizzarri » ]

E invece no. Non è una dedica rassicurante, un invito anche originale ma pur sempre nella scia teneramente "zucchero a velo" delle poesie scritte da zii innamorati per i loro nipoti che rappresentano, nel desiderio trasformato, il figlio. No, è un discorso serio, onesto fino allo spogliarsi di ogni luccichio che, pure, potrebbe anche starci, qui. Sono parole affettuose di un affetto forte e sincero, sono un diario dell’anima che non ha certezze se non nell’amore - qui sì si può dire - che dà senso e gioia alla vita. E tocca un culmine questa poesia quando addita al bambino il termine del percorso, che un giorno avverrà anche per lui, e sarà penoso il momento del distacco. E la grandezza del testo sta in quello "sperare", che a mio avviso è molto più di credere, perché credere presuppone un salto logico, ma all’interno della volontà, mentre lo sperare è di tutto l’essere, è un tendere continuo che ci abita fin dentro le cellule, è sentirsi trasportati malgrado noi verso dimensioni sconosciute. E questo rimane a Pietro, una testimonianza che si vuole sincera fino all’essenza, fino alla gioia come scelta d’amore.
Mi ha profondamente commossa, anche perché questo "sperare" lo condivido. Un piccolo appunto sulla lettura, che ho trovato un po’troppo rigorosamente scandita, un po’ troppo pudicamente fredda, ma è anche vero che così le parole assumono tutto il loro significato.