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Commenti al testo di Maurizio Soldini
Non si fa il poeta; poeta si è

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 gian piero stefanoni - 23/09/2015 10:15:00 [ leggi altri commenti di gian piero stefanoni » ]

Caro Maurizio, grazie: ci hai ricordato chi siamo e dove dovremmo andare.. bella spolverata.. Ti abbraccio..

 mariella tafuto - 20/08/2015 10:48:00 [ leggi altri commenti di mariella tafuto » ]

Molto interessante. Per quel che mi concerne vivo: sento, rifletto, osservo, afferro, lascio, vinco, perdo, attendo,combatto, ozio,mi diverto, mi distraggo, mi concentro, mangio, dormo, soffro, protesto, faccio la pace e la guerra, l’amore e l’odio; e scrivo. E taccio. Non amo che raramente i poeti performanti, gli slam, i reading, ma forse per miei limiti. Preferisco leggere e lasciarmi folgorare, irretire, sedurre, o respingere, dalla parola muta. Lascio il mio silenzio ad altri silenzi, ciò che osservo ad altri sguardi, ciò che sento al sentire altrui. In silenzio costruisco ponti o barriere, in silenzio li distruggo, li scalo, li percorro. E nel silenzio incontro i miei simili e li riconosco, spesso accogliendoli, talvolta rifiutandoli, o chi da me è diverso, e anche in forza di questo mi attrae o mi respinge, mi accoglie o mi rifiuta.
Si è poeti soprattutto quando non si posa a fare i poeti, credo. Ed essere poeti a nulla serve, la poesia stessa a nulla serve. Perché non è serva, non ha mercato e non ne fa. Proprio per questo è necessaria.

 Emilio Capaccio - 19/08/2015 12:11:00 [ leggi altri commenti di Emilio Capaccio » ]

Maurizio Soldini ha esposto lucidamente in questo breve ma edificante articolo uno dei punti più controversi e affascinanti dell’eterna querelle sui significati e sulle molteplici definizioni di "poeta" e "poesia". Alla luce delle sue considerazioni, largamente condivisibili, è fatto obbligo ricordare che sovente modesti "autori" si fregiano del titolo di "poeta" e forse proprio da questa mancanza di rispetto per l’arte che scaturisce costantemente la necessità di ribadire che "poeta" è una condizione dello spirito, non una professione con cui alimentare una vampa di vanità.

 enrico dignani - 12/08/2015 10:00:00 [ leggi altri commenti di enrico dignani » ]

Ci sono più possibili livelli di approfondimento della verità*; questi sono:
Il livello ontico: (scienze formali: matematica, fisica, storiografia). Livello frazionato nella molteplicità degli essenti ognuno dei quali, frazionati in gruppi, diventa scienza.
Il livello ontologico: (metafisica occidentale). La metafisica va oltre il semplice livello fisico e ontico, perché vuole rendersi conto del significato di ogni essente in quanto tale. Per cui c’è un’indagine dell’essenza dell’essente. Non si arriva ancora al fondo della ricerca della verità, perché ci si ferma alla supposizione dell’essere, visto come totalità degli essenti.