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Commenti al testo di Laura Turra
C����� un tempo piegato

Sei nella sezione Commenti
 

 Laura Turra - 03/11/2018 23:45:00 [ leggi altri commenti di Laura Turra » ]

Ti ringrazio moltissimo, Fausto, per il tuo commento che per me un arricchimento. Ogni tua visita rimane sempre un piacere. Un abbraccio

 Fausto Torre - 03/11/2018 19:46:00 [ leggi altri commenti di Fausto Torre » ]

cara Laura, non puoi che toccarmi con questi versi, perch c’ quel senso del tempo cui sono particolarmente sensibile.
Hai fatto benissimo a mettere ombra muta. A volte ci che potrebbe sembrare ridondante invece forza, intensit. Spesso nei tuoi testi trovo un uso consapevole e maturo di figure poetiche per niente scontate. Dovrebbe essere proprio questo a fare la differenza...

 Laura Turra - 01/11/2018 15:14:00 [ leggi altri commenti di Laura Turra » ]

Grazie davvero Cristina per il tuo commento nel quale mi ritrovo completamente e che mi pacifica. Un abbraccio

 cristina bizzarri - 01/11/2018 13:09:00 [ leggi altri commenti di cristina bizzarri » ]

"Cala il silenzio, sfumano le ore
come una specie di lunga sera,
l’ombra muta delle cose
sperse in un tempo sospeso.
Rimane lautunno."

Questa seconda parte, davvero bellissima, compie, acquieta e rasserena la prima, in cui la natura sembra avere il potere di far strage di tutto. Ma non cos: questo silenzio della sera un dio-con-noi, un suo inviato/a in cui sostare, arrendersi, rigenerarsi.




 Laura Turra - 30/10/2018 18:32:00 [ leggi altri commenti di Laura Turra » ]

Carissimo Gil, la tua sintonia nel sentire si esprime cos profondamente e in modo cos chiaro da sembrare cosa naturale. Eppure il tuo un dono di pochi. Hai un bellissimo sguardo. Ti ringrazio e ti abbraccio forte

 Gil - 30/10/2018 17:17:00 [ leggi altri commenti di Gil » ]

una poesia potente, entra nell’anima e diventa sia grido sia voce di una condizione esistenziale, quindi metafora. Grido, perch, l’occhio "veggente" del poeta, osserva ci che accade attorno e fa, degli alberi sconfitti dal vento, il segno di una sconfitta della nostra umanit, la perdita di un umanesimo non pi rintracciabile nella violenta rottura di un equilibrio relazionale con la Natura, i versi nascono da eventi inconsueti, nuovi nel contesto in cui vengono registrati con timore e tremore; voce, poich quel tempo atmosferico col le sue sconvolgenti manifestazioni, una lunga sera che lascia dell’autunno l’impressione di un’impossibilit di appello, vuole forse ancora dire di quel vago sentimento di tristezza che prende il nostro animo di fronte alla vita quando si piega al vento della nostra finitudine, quando l’autunno narra non di s ma di una primavera che forse non torner, di un’estate appena trascorsa, che ha "ferito" il cuore con la sua esuberante bellezza, che ha dischiuso orizzonti di novit, eppure ora nel grigio della pioggia immerge nella nostalgia l’anima.

Ho balbettato qualcosa, forse andando fuori tema, forse tradendo il testo; nulla per pu "toccare" lo splendore, seppure sturggente, di questi versi.

Dev.mo Tuo