Sostieni il nostro comune progetto: diventa Socio e/o fai una donazione
:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | Video proposti | 4 mani  :: Posta ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
Premio letterario "Il Giardino di Babuk - Proust en Italie" - V edizione (2019)
PUBBLICATI I NOMI DEI FINALISTI
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Poesia della settimana

Questa poesia è proposta dal 04/01/2010 12:00:00
Pagina aperta 2098 volte, esclusa la tua visita
Ultima visita il Fri Mar 22 16:38:00 UTC+0100 2019

A Estrela - La Stella

di Sophia de Mello Breyner Andresen (Biografia/notizie)

« indietro | versione per la stampa | invia ad un amico »
Invita un utente registrato a leggere la poesia della settimana »
# 5 commenti a questo testo: Leggi | Commenta questo testo »


(Poesia tratta da "Livro Sexto", Editorial Caminho. Traduzione di Roberto Maggiani)

*

A ESTRELA

Eu caminhei na noite
Entre silêncio e frio
Só uma estrela secreta me guiava

Grandes perigos na noite me apareceram
Da minha estrela julguei que eu a julgara
Verdadeira sendo ela só reflexo
De uma cidade a néon enfeitada

A minha solidão me pareceu coroa
Sinal de perfeição em minha fronte
Mas vi quando no vento me humilhava
Que a coroa que eu levava era de um ferro
Tão pesado que toda me dobrava

Do frio das montanhas eu pensei
«Minha pureza me cerca e me rodeia»
Porém meu pensamento apodreceu
E a pureza das coisas cintilava
E eu vi que a limpidez não era eu

E a fraqueza da carne e a miragem do espírito
Em monstruosa voz se transformaram
Disse às pedras do monte que falassem
Mas elas como pedras se calaram
Sozinha me vi delirante e perdida
E uma estrela serena me espantava

E eu caminhei na noite minha sombra
De desmedidos gestos me cercava
Silêncio e medo
Nos confins desolados caminhavam
Então eu vi chegar ao meu encontro
Aqueles que uma estrela iluminava

E assim eles disseram: «Vem connosco
Se também vens seguindo aquela estrela»
Então soube que a estrela que eu seguia
Era real e não imaginada

Grandes noites redondas nos cercaram
Grandes brumas miragens nos mostraram
Grandes silêncios de ecos vagabundos
Em direcções distantes nos chamaram

E a sombra dos três homens sobre a terra
Ao lado dos meus passos caminhava
E eu espantada vi que aquela estrela
Para a cidade dos homens nos guiava

E a estrela do céu parou em cima
De uma rua sem cor e sem beleza
Onde a luz tinha a cor que tem a cinza
Longe do verde azul da natureza

Ali não vi as coisas que eu amava
Nem o brilho do sol nem o da água

Ao lado do hospital e da prisão
Entre o agiota e o templo profanado
Onde a rua é mais triste e mais sozinha
E onde tudo parece abandonado
Um lugar pela estrela foi marcado

Nesse lugar pensei: «Quanto deserto
Atravessei para encontrar aquilo
Que morava entre os homens e tão perto»


*


LA STELLA

Camminai nella notte
Tra silenzio e freddo
Soltanto una stella segreta mi guidava

Grandi pericoli nella notte mi apparvero
Della mia stella giudicai di crederla
Veritiera essendo essa solo riflesso
Di una città adornata al neon

La mia solitudine mi parve corona
Segno di perfezione sulla mia fronte
Ma vidi allorché nel vento mi umiliava
Che la corona che portavo era di un ferro
Così pesante che tutta mi incurvava

Del freddo delle montagne pensai
«La mia purezza mi perseguita e mi circonda»
Tuttavia il mio pensiero imputridì
E la purezza delle cose scintillava
E vidi che la limpidezza non ero io

E la fiacchezza della carne e il miraggio dello spirito
Si trasformarono in mostruosa voce
Dissi alle pietre del monte che parlassero
Ma esse come pietre si zittirono
Solitaria mi vidi delirante e perduta
E una stella serena mi sbalordiva

E camminai nella notte la mia ombra
Di smisurati gesti mi circondava
Silenzio e paura
Camminavano nei confini desolati
Allora vidi arrivare al mio incontro
Coloro che una stella illuminava

E così essi dissero: «Vieni con noi
Se anche tu vieni seguendo quella stella»
Allora seppi che la stella che seguivo
Era reale e non immaginata

Grandi notti rotonde ci circondarono
Grandi brume ci mostrarono miraggi
Grandi silenzi di echi vagabondi
In direzioni distanti ci chiamarono

E l’ombra dei tre uomini sulla terra
Camminava a lato dei miei passi
E io meravigliata vidi che quella stella
Ci guidava verso la città degli uomini

E la stella del cielo si fermò in cima
A una strada senza colore e senza bellezza
Dove la luce aveva il colore della cenere
Lontano dal verde azzurro della natura

Lì non vidi le cose che amavo
Né lo splendore del sole né dell’acqua

A lato dell’ospedale e della prigione
Dentro l’usura e il tempio profanato
Dove la via è più triste e più solitaria
E dove tutto sembra abbandonato
Fu segnato un luogo per la stella

In questo luogo pensai: «Quanto deserto
Attraversai per incontrare colui
Che abitava dentro gli uomini e tanto vicino»

# 5 commenti a questo testo: Leggi | Commenta questo testo »