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Poesia della settimana

Questa poesia è proposta dal 03/03/2014 12:00:00
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Marzo

di Emilio Praga (Biografia/notizie)

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De memoire de rose on n’a jamais
vu mourir de jardinier.

Stendhal.

 

Sull’infanzia dei germi e delle fronde
     Il marzo sbuffa; alle ospitali gronde,
     Alle tiepide tane
     Fa ogni sbuffo assassino
     Delle speranze dell’aprii bottino,
     E alle rive lontane
     Caccia un popol di morti e di feriti.
     Son sibili e garriti
     E fischïate fesse:
     Fin le tegole anch’esse,
     Forse per l’abitudine dei nidi,
     Si credon rondinelle e volan via.
     Fra le spighe gli steli e gli arboretti
     È un lottar di equilibrio e di scambietti
     Per non schiantarsi, agli schiaffi potenti
     Opponendo gli inchini e i complimenti.

 

E una lepida quercia a una rugosa
     Sua vicina dicea: ― Monna Ghiandosa,
     Rammentate il seicento?
     Fu in maggio, se non erro,
     Di quell’annata, la maggior tempesta.
     Un mio ganzo, un bel cerro,
     Asfissiato morì nel turbinìo,
     E noi, bontà di Dio!
     Siam vive e sane, e brille
     Toccheremo il duemille! —
     E che pensava il fiorellin divelto
     Udendo il cicalìo della vegliarda?
     Egli che all’alba ancor non era nato
     Morir canuto a sera avea sperato...
     Nel fango invece a mezzodì giacea,
     E dolorando l’anima rendea.

 

 

[ Tratta da Penombre (1864), sezione Vespri  ]

 


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