Sostieni il nostro comune progetto: diventa Socio e/o fai una donazione
:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | Video proposti | 4 mani  :: Posta ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
Premio "Il Giardino di Babuk - Proust en Italie" VII Edizione 2021
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Poesia della settimana

Questa poesia è proposta dal 27/07/2020 12:00:00
Pagina aperta 441 volte, esclusa la tua visita
Ultima visita il Thu Dec 3 19:47:00 UTC+0100 2020

Con fare menestrello - inediti

di Nicola Romano (Biografia/notizie)

« indietro | versione per la stampa | invia ad un amico »
Invita un utente registrato a leggere la poesia della settimana »
# 0 commenti a questo testo: Leggi | Commenta questo testo »


 

*

 

Col fruscìo ancora afoso

   di settembre

sei apparsa all’improvviso

   nell’alveo addormentato

del mio tempo

   come di rosa porpora

che stupisce il passante

   e inebria la quiete dei giardini

Eri una forma prossima alla luna

   celata in mezzo

ad attimi inattesi

   dentro giornate risapute e vuote

e all’istante affiorarono

   parole sguardi e fiocchi di sorrisi

 

finché radiosa declinò la sera

   col dirsi a rivederci

a presto ciao

   sviati solamente dalla fretta

per quel cielo

   in gramaglie su Torino

 

 

*

 

Un segno

   - come di chiodo

sulla nera ardesia

   o ghirigoro spray

sul marmo bianco -

   è rimasto

vistoso ed indelebile

   nelle precoci sere

dell’autunno

   (e che adesso s’invena

là dove cresce il cuore)

   Tra polveri di strade

e babele di visi

   un pensiero si perde

appresso a un nome

   e massiccia è la voglia

di tornare ai tuoi occhi

   se lascio e ti raggiungo

con questo non partire

 

 

*

 

T'intendo
   un bene raro e mia polena
quando scorri a cercare
   tra le nebbie d'altura
una rotta che abbia tanto sale
   e poche incomprensioni
visto che sorte unisce

   quel che vuole

Di fatto basterebbe

   un orlo di banchina

e un calmo approdo

   dove stretto

si permuta un abbraccio

   e dove ormeggio avranno le parole
intanto chiuse

   al caldo delle mani

 

 

[ inediti di Nicola Romano ]

 


# 0 commenti a questo testo: Leggi | Commenta questo testo »