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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Poesia della settimana

Questa poesia proposta dal 21/06/2021 12:00:00
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La vita altrove

di Milan Kundera

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Al che l’uomo bruno replicò che è moderna solo l’arte che aiuta a lottare per un mondo nuovo, e non era certo questo il caso del surrealismo, giacché le masse popolari non lo comprendevano.


La discussione era interessante;

l’uomo bruno sviluppava i suoi argomenti

con garbo e senza tono autoritario,

sicché la polemica non degenerò mai in litigio,

neanche quando Jaromil,

inebriato dall’attenzione che si concentrava su di lui,

ricorse a un’ironia alquanto convulsa;

del resto nessuno espresse un giudizio definitivo,

nella discussione intervennero altre persone

e l’idea che Jaromil sosteneva fu ben presto sommersa da nuovi temi di discussione.


Ma era poi così importante che il progresso esistesse o no,

che il surrealismo fosse borghese o rivoluzionario?

Era così importante che avesse ragione lui

o avessero ragione gli altri?

 

L’importante era essersi unito a loro.

 

Disputava con loro, ma provava nei loro confronti un’ardente simpatia.

 

Non li ascoltava neanche più e pensava a una cosa soltanto,

che era felice:

aveva trovato un gruppo di persone in cui lui non esisteva come figlio di sua madre o come compagno di classe, ma come se stesso.

 

E si disse che si può essere totalmente se stessi

solo quando si è totalmente in mezzo agli altri.

 

 

[ La poesia qui proposta è un libero adattamento in versi della scrittura in prosa tratta da La vita è altrove, Milan Kundera, Adelphi, traduzione di Serena Vitale, pagina 141 ]

 

 


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