:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | 4 mani  ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Poesia della settimana

Questa poesia proposta dal 01/11/2021 11:27:00
Pagina aperta 360 volte, esclusa la tua visita
Ultima visita il Sun Mar 3 10:32:00 UTC+0100 2024

Quelli che fabbricano immagini

di Isaia

« indietro | versione per la stampa | invia ad un amico »
Invita un utente registrato a leggere la poesia della settimana »
# 0 commenti a questo testo: Leggi | Commenta questo testo »


 

Quelli che fabbricano immagini scolpite sono tutti vanità;

i loro idoli più cari non giovano a nulla;

i loro propri testimoni non vedono, non capiscono nulla,

perché essi siano coperti di vergogna.

Chi è che fabbrica un dio o fonde

un’immagine perché non gli serve a nulla?

Ecco, tutti quelli che vi lavorano saranno confusi,

e gli artefici stessi non sono che uomini!

Si radunino tutti, si presentino!…

Saranno spaventati e coperti di vergogna tutti insieme.

Il fabbro lima il ferro, lo mette nel fuoco,

forma l’idolo a colpi di martello,

e lo lavora con braccio vigoroso;

soffre perfino la fame, e la forza gli viene meno;

non beve acqua, e si stanca.

Il falegname stende la sua corda,

disegna l’idolo con la matita,

lo lavora con lo scalpello, lo misura col righello,

e ne fa una figura umana, una bella forma d’uomo,

perché abiti in una casa.

Si tagliano degli alberi di cedro,

si prendono degli elci, delle querce,

si fa la scelta fra gli alberi della foresta,

si piantano dei pini che la pioggia fa crescere.

Poi tutto questo serve all’uomo per far del fuoco,

ed ei ne prende per riscaldarsi,

ne accende anche il forno per cuocere il pane;

e ne fa pure un dio e l’adora;

ne scolpisce un’immagine dinanzi alla quale si prostra.

Ne brucia la metà nel fuoco, con l’altra metà allestisce la carne,

ne cuoce l’arrosto, e si sazia.

Ed anche si scalda e dice:

“Ah! mi riscaldo, godo di veder questa fiamma!”.

E con l’avanzo si fa un dio, il suo idolo,

gli si prostra davanti, l’adora, lo prega e gli dice:

“Salvami, poiché tu sei il mio dio!”.

Non sanno nulla, non capiscono nulla;

hanno impiastrato loro gli occhi

perché non vedano e il cuore perché non comprendano.

Nessuno rientra in se stesso

ed ha conoscimento e intelletto per dire:

“Ne ho bruciata la metà nel fuoco,

sui suoi carboni ho fatto cuocere il pane,

vi ho arrostito la carne che ho mangiata,

e farò col resto un’abominazione?

e mi prostrerò davanti ad un pezzo di legno?”.

Un tal uomo si pasce di cenere,

il suo cuore sedotto lo travia,

cosicché lui non può liberare l’anima sua e dire:

“Questo che tengo nella mia destra non è una menzogna?”.

 

“Ma il nostro Dio è nei cieli; egli fa tutto ciò che gli piace.

I loro idoli sono argento ed oro, opera di mano d’uomo.

Hanno bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono,

hanno orecchi e non odono, hanno naso e non odorano,

hanno mani e non toccano, hanno piedi e non camminano,

la loro gola non rende alcun suono.

Come loro siano quelli che li fanno, tutti quelli che in essi confidano.

Oh Israele, confida nell’Eterno! Egli è il loro aiuto e il loro scudo(Salmo 115:3-9).

 

 

[ da Isaia 44;9-20 ]

 


# 0 commenti a questo testo: Leggi | Commenta questo testo »