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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Poesia della settimana

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Esperança e Ano-Novo

di Mario Quintana

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Esperança

 

Lá bem no alto do décimo segundo andar do ano
Vive uma louca chamada Esperança
E ela pensa que quando todas as buzinas
Todos os tambores
Todos os reco-recos tocarem:
— Ó delicioso voo!
Ela será encontrada miraculosamente incólume na calçada – outra vez criança
E em torno dela indagará o povo:
— Como é o teu nome, meninazinha dos olhos verdes?
E ela lhes dirá
(É preciso dizer-lhes tudo de novo)
Ela lhes dirá bem alto, para que não se esqueçam:
— O meu nome é ES – PE – RAN – ÇA…

 

Ano-Novo

 

Agora nesta margem do Ano-Novo
Me sacudo todo como um cão molhado.
No meio do parque há um letreiro: ANO-BOM. O povo
Acredita,
O povo tem um sorriso que vai de orelha a orelha:
Meu Deus, até parece degolado!
Toda a rosa-dos-ventos se desfolha
E o ar está cheio de nomes amados
– uns tristes de tão longe…
Porém o rastro que eles deixam é sempre azul.
Estou só, ó Vida,
Só e livre.
Das palmas das minhas mãos brota o vôo de um
pássaro!
Enquanto
lá do fundo da infância que eu não tive –
Um menino apresta o arco…

 

*

 

Speranza

 

Lassù, al dodicesimo piano dell'anno,
vive una pazza di nome Speranza
e pensa che quando tutti i corni
tutti i tamburi
tutti i sonagli suoneranno:

— Oh, volo delizioso!

Sarà ritrovata miracolosamente illesa sul marciapiede – di nuovo bambina
e intorno a lei la gente chiederà:

— Come ti chiami, bambina dagli occhi verdi?

e lei glielo dirà
(bisogna dirlo a tutti di nuovo)
glielo dirà a voce molto alta, perché non lo dimentichino:

— Il mio nome è SPE – RAN – ZA…

 

 

Anno-Nuovo

 

Ora su questa riva dell'Anno-Nuovo
mi scrollo tutto come un cane fradicio.
In mezzo al parco c’è un cartello: BUON ANNO. La gente
ci crede,
la gente ha un sorriso che va da orecchio a orecchio:
Dio mio, sembra quasi sgozzato!
Tutta la rosa dei venti perde i petali
e l’aria è piena di nomi amati

– alcuni tristi per la distanza…
Ma la scia che lasciano è sempre azzurra.
Sono solo, o Vita,
solo e libero.
Dai palmi delle mie mani spunta il volo di un
uccello!
Mentre
là dal fondo dell’infanzia che non ho avuto –
un bambino tende l’arco…

 


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