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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Poesia della settimana

Questa poesia è proposta dal 31/10/2011 12:00:00
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Nove poesie inedite

di Gian Piero Stefanoni (Biografia/notizie)

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A QUALE INCONTRO, A QUALE INVITO

 

A quale incontro, a quale invito chiami

nella tua prospettiva dombra, nella tua finzione,

viale perfetto e certo, sogno di unanima?

 

Forse ancora ci appartieni, ci riconosci

nella forma con cui ci attendi, nella distesa

con cui vezzeggi ritorno e mondo in fede saldissima.

 

Nel frullo che appena scorgiamo tu mostri

la pazienza dellalbero e il coro ora sommesso

ora pieno delle ali e dei rami in pio divenire.

 

A non recedere, allora, a non mancare

per questa preghiera, in questa immagine

provenendo da un eco, dellacqua

e dellamore allocchio nel mistero tu parli.

 

 

AL TEMPO, PER SUPPLICA

        qui disponendo

 

Io non prego te, Amore: ma il tempo

che a ogni passo nel respiro io manco

mentre pi forte e partecipe avanzo, al desiderio

di lei giammai bastevole o stanco.

 

Che il letto sia il campo dovuto

dove il mistero fatta lanima compie

nel ritorno la perfezione dellacino

che si offre alla rottura del tralcio.

 

Qui, dove da corpi in abbraccio

un uomo e una donna mi han concepito,

a loro io torni, nella forma e nel senso

 

dellalbero, ch verso il Padre glorificando

e mietendo, ad uno stesso fremito di vita

e di morte giacendo noi siamo chiamati.

 

 

STAZIONE DI TRASTEVERE

        campo del sangue

 

Perch ti giri, e ci guardi ora

che tutto hai deciso, ora

che il tuo cuore rallenta

fino a fermarsi a battiti trenta?

 

Vorresti forse scambiare la parte,

provare tu ad esser salvato

voltando il passo ad una bocca spergiura?

 

E scrivere adesso, sempre pi forte:

stato Giuda a portare alla morte.

 

 

E42

 

Non capire che questamore che hai,

questamore che sei, non sei tu

ma Lui che in S a Te, apparendo

e muovendosi nella tua luce pi alta.

 

Il male urla forte ma la speranza urla

 ancora pi forte- salza stridendo

 dai polsi la nuova Roma- gi rovistando,

gi piegando tra i pensieri e gli scarti

 i suoi vecchi- insieme a Te colpiti

casa e pensione ai figli.

 

 

VIA VITELLIA

 

Come voli basso, come Ti rendi

alla terra sfiorando i balconi.

 

Ci dici, forse, che non

ancora il tempo della salita

pur ora che allimbrunire risalgono

i passi di questo Venerd Santo presso gli altari.

 

Non adesso quel tempo

mentre nuovi fiori si ricompongono agli occhi

due giorni al sepolcro prima che rompano.


 

PIAZZA SONNINO

 

I demoni di ieri, i demoni di oggi,

non lottare, di al tuo cuore giusto pensiero,

giusta anima e il riflesso in voce

del tuo bene,

                     volto in schiera

alla terra con gli altri, amore doro

che ci ridona alle arcate- nudi per Lui intonando.

 

 

PIAZZA DELLA ROVERE

 

Ma Tu vuoi da noi la forza

che rompe, che nellamore

testimoni al Figlio il piccolo giglio

che abita il mondo e Te, grazie a Te,

 

il nostro essere corpo e casa e Tevere

nella luce che affluisce alle ombre,

il nostro incanto comunque

quando sospesa si gioca la vita.

 

 

LA SOSTA

 

Quanti fiori per noi morti,

quante attese che non verranno ripagate

per incostante - o scacciata -

misericordia: di nuovo nelledema,

senza pi Te, che ci facesti Adamo.

 

 

TERRA VECCHIA

 

E Sei due

o tre nella penombra

con cui ci accogli

e ci restituisci - in attesa

da mulattiere e declivi -

ognuno per locchio dellaltro

respiro, venendo dalle nuvole alte.

 

Fara San Martino (Chieti), settembre 2009



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