Sostieni il nostro comune progetto: diventa Socio e/o fai una donazione
:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | Video proposti | 4 mani  :: Posta ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
Antologia proustiana 2020: Quarantena a Combray [invito a partecipare]
LaRecherche.it sostiene "la via immortale", da un’idea di Lello Agretti
Premio "Il Giardino di Babuk - Proust en Italie" VI Edizione 2020
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Poesia della settimana

Questa poesia è proposta dal 20/07/2015 12:00:00
Pagina aperta 1720 volte, esclusa la tua visita
Ultima visita il Mon Jul 6 14:37:00 UTC+0200 2020

Nel culmine dell’estate - inediti

di Maurizio Soldini (Biografia/notizie)

« indietro | versione per la stampa | invia ad un amico »
Invita un utente registrato a leggere la poesia della settimana »
# 8 commenti a questo testo: Leggi | Commenta questo testo »


 

***

 

Non cresce l’erba e solo è il dente di leone

- un soffio è sufficiente per dissolverlo -

e in una sfera di piume s’apre a seminario.

 

Corre lungo la staccionata una blatta,

nel sole s’inerpica uno straccio di vento

e il solstizio verticalizza la luce di riflesso.

 

Le parole si frammentano in un diluvio,

finché spiove dall’alto e sbava la lumaca

al sortilegio del canto a venire nel frutto.

 

Nel corrimano sopra il ballatoio

si consuma la fretta dell’andirivieni

e il culmine di vita entra nella solitudine.

 

Il sapore è attonito nel sale dell’estate

e brucia come un pane nel fervore

la scommessa che il sogno è tutto vero.

 

 

***

 

Nessuno può sapere il margine del vento

che sopperisce nel basalto della scoscesa,

se il primo passaggio sventa il colpo

e schiude nel bregma l’idea che alleggerisce

il passo sopra l’incertezza del vulcano.

A dare fiamma all’attimo che svela

se ansia o fretta di arrivare sono piane

o trema il computo della salvezza.

E spiazza la radura dopo il tuono.

 

 

***

 

ammonimenti a spingerci nei cugni

delle ricuciture ne avremmo avuti

a iosa da chi stenta l’ago e il filo

 

ma la strettoia si fa muta se la parola

si tramuta in un lacerto di menzogne

meglio lo strappo del dire aperto

 

senza sotterfugi di rimpianti e pesi

solo un sostare nel silenzio di aria

e scivolare lieve nella larga via

 


# 8 commenti a questo testo: Leggi | Commenta questo testo »