:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | Video proposti | 4 mani  ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
BUONA ESTATE CON LE NOSTRE LETTURE CONSIGLIATE
Il vuoto è pieno di poesia, articolo di Donato Di Stasi
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Poesia della settimana

Questa poesia è proposta dal 18/09/2017 12:00:00
Pagina aperta 1483 volte, esclusa la tua visita
Ultima visita il Sat Jul 31 19:02:00 UTC+0200 2021

L’idromele - Parte prima

di Manuel Paolino (Biografia/notizie)

« indietro | versione per la stampa | invia ad un amico »
Invita un utente registrato a leggere la poesia della settimana »
# 0 commenti a questo testo: Leggi | Commenta questo testo »


 

Sognando la balena

 

Sono i luoghi che ancora non ho visto
sono Marrakech e le sue figlie
sono i sgargianti sepolcri
da cui le mani carezzevoli e sabbiose
spariscono nel nostro denso respiro
sono i luoghi di codesto
sottofondo incantatore
tra il sole che s’alterna
a quelle rocce cineree
dalle quali il poeta sogna la balena.

 

 

 

La giostra degli spiriti

 

Quante anime ho incrociato
alle volte vengono a visitarmi la notte
travestite
cammuffate un po’ dell’una
un po’ dell’altra
i fili si assorbono nella purezza
e si confondono nella giostra
degli spiriti.

 

 

 

Volo

 

Sei stato
ora sei
piuma minuscola
ch’eterna precipita.
(...)

 

 

 

E da quassù

 

Muoio dal desiderio di capire meglio Rimbaud,
di conoscere e dolcemente penetrare Mallarmé,
di scoprire i versi di Quasimodo,
d'immergermi in Huidobro (e nei suoi figli); di viaggiare
fino ai poeti della Repubblica Dominicana,
d'esplorare i misteri di Ermete Trismegisto;
di tradurre.

E da quassù,
posso vedere una città
brulicante di versi,
accendersi in un liquido - d'idromele -
dai molteplici sapori.

 

 

 

Opide allo specchio

 

Di fronte a uno specchio Opide
Pensava.
D'improvviso, come morso dal tempo,
Opide scrisse sull'immagine riflessa:

A quoi un poète est il bon?

Poeta nascitur non fit

Opide allo specchio
Ragionava, ragionava fra le righe
Fissando ora le dipinte lettere,
Ora lo spazio della sua fronte;
Fino a quando un giorno queste
Scomparvero ai suoi occhi investigatori,
Pietrificati nei suoi occhi,
Soli, appollaiati dinnanzi;

Prima ancora che verso l'alto
La sua bocca mutasse,
Allo specchio
Sorrideva Edipo.

 

 

 

In seminario

 

Sembra che qualcuno voglia raggiungere
Il centro della Terra, o la porta dell'inferno.

Correvamo senza sosta,
giovani e vecchi, correvamo con la palla
tra i piedi, correvamo con tutti i tempi:
sole alto, nebbia striata dagli spaghi
d'erba che fuoriusciva sconnessa
dalla terra, biblici diluvi e vento
bestiale dal nord-nord-est (soffiava
tra le due bianche porte arrugginite);
correvamo, giovani e vecchi.
Ieri una scavatrice riposava,
senza respirare, al fianco d'un nascosto,
profondissimo, insensato buco.
Sul corpo nudo del campo del seminario,
sembra che qualcuno voglia raggiungere
il centro della Terra,
o la porta dell'inferno.

 

 

[ da L'idromele - Parte prima, il seme bianco ]

 

 


# 0 commenti a questo testo: Leggi | Commenta questo testo »