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Poesia della settimana

Questa poesia è proposta dal 30/06/2014 12:00:00
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flordimanto

di Gianna Pinotti

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Fotoni onirici

 

Onirici sentieri ridipinti

negli occhi neri e sempre vinti

da tinte visionarie e antiformali,

onirici sentieri privi d'ali.

Figure nelle stelle, segni sogno

chiusi guerrieri guide non agogno,

mangio nel tempo di porpore e di miele

manne native, pagane e antifiele.

Onirici filati dipanati

di riti sconosciuti e trapelati;

inutile spiegar le sorti e i mondi,

a chi abita nei regni che non sondi,

disciogliere col ghiaccio la parola

a chi di protofedi si innamora.

Lama di mano acceca la pendenza

fedel carezza fotonica mi sfiora,

recido fior di planetaria essenza,

scrivo a spirali la tema che l'onora.

 

 

Lenti oscure

 

La più grande arsura che mi viene

corre nel cenno che sembra rinnegare

la grande forza scorrevole di piene

d'energia floriale in direzione mare.

 

(Che cosa oscura quelle lenti

nell' evidente meta, e le contorte menti

frontali pali alla natura

mia inquieta?)

 

La più grande arsura che mi viene:

anticipando ormai la rifrazione

corro per dirvi, urlare la questione

respiro lungo senza tornare azione.

 

(Che cosa annulla quegli intenti

nell'innocente meta, e le di storte menti

salti abissali nella fossa

terra e creta?)

 

La più grande altezza che trattiene

resta nel fuoco, nel rosso timbro

del mio giuoco.

 

La grande insensatezza che non tiene

sta nella carta, nel nero dito

di quel vendicativo

che vi scarta.

 

 

Vani corpi

 

Cosa disegna questo fiore

chi mi discosta il fondo

ormai matto tremore

ormai lontano dal voler

brunire il tondo a cuore?

Amor movesse il mondo!

Come tornare, come

librare il moto primo

e primordiale nuoto?

Cammino nel deserto

ricado in fondo a valle,

il tuffo è irrigidito

ghiaccio che blocca

più solido le spalle.

Nel buio del profondo

tasto i miei vani corpi

è il fuoco che mostruoso

rivendica i suoi torti.

 

 

 

[ Tratte da flordimanto, Edizioni Gazebo ]

 


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