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Poesia della settimana

Questa poesia è proposta dal 06/10/2026 13:26:00
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Atfàl Ghàzza (i bambini di Gaza)

di Gian Piero Stefanoni (Biografia/notizie)

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I.

 

Dove siete bambini di Gaza,

 

dove siete mentre lanciano fiori

mentre offrono vini nella processione

del mistero e del pane?

 

Nell'esultanza

e nel canto del montone;

nel rinnovamento della promessa,

nell'arresto della mano

e nel suono del corno.

 

Sacrificati al posto di Isacco

nella legatura finale del giudizio.

 

II.

 

Se non si può parlare di voi

non possiamo parlare di Dio

dove Abramo ha iniziato

a contare le stelle.

 

Ma possiamo parlare di nomi,

quelli che conosciamo

e che si omettono.

 

Quelli che l'inferno non desidera

e non raccoglie.

 

Non però di quelli

di cui è facile dire,

e che la storia ha già condannato

ma di chi li accompagna

nelle infide risposte dei loro bisogni.

 

Così nel muro della memoria omicida

trascrivo che dove si attendeva giustizia

è stato sparso il sangue,

che gli amici dei nemici si vedono

nel momento del bisogno.

 

Trascrivo a loro voce

che se la vita ha il suo diritto

il diritto può avere poca importanza.

Trascrivo e registro

nella cova dall'ombra, uomini

e donne che danno ai figli

serpenti, bambini che fuggono

bambini- per la richiesta

di continuare il lavoro bambini

che ne seppelliscono altri per

una fuga in Egitto a loro negata.

 

Ma notifico anche la pazienza

del sangue prima dello sbocco,

l'occhio che nello spegnersi

riporta a sé la terra

e questo non si può sottrarre.

Questo non si può fermare.

 

Perché come scritto

se i fogli bruciano le lettere volano,

e nel soffio di queste morti

risuona la vostra accusa.

 

Questo luogo è nato

per riconoscere i demoni.

 


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