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Una notte magica [ Magie e cunicoli spaziotemporali ], Aa. Vv.
Presentazione il 22 settembre 2019, ore 17 presso il Villaggio Cultura – Pentatonic
 

Biografia di Andrea Olivo

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La parola può tutto. (Gorgia)

 Comincia a scrivere all’età di trentaquattro anni in seguito a un infortunio che ne compromette la carriera da contrabbassista. Arriva quarto con il suo primo racconto al concorso letterario LaRecherche (2015), che confluisce nell’e-book Il Giardino di Babouk. Finalista nel 2016 di altri concorsi, riceve menzioni d’onore e segnalazioni da parte della giuria, fino a vincere nel 2017 il Premio letterario nazionale Bukowski nella sezione racconto. Nell'aprile 2019 pubblica la silloge di racconti "Lo svago bianco" con la casa editrice Giovane Holden, presente al Salone del libro di Torino. 

Di seguito è riportata la sinossi dell'opera.

 

    E’ una giungla sociale la Milano odierna. E’ la Milano che emargina, nasconde, la Milano che non si vede perché troppo vista, nascosta in chiaroscuri dietro quella laboriosa e profumata dei saloni e dei locali alla moda, dei grandi cartelloni pubblicitari che offrono modelli di vita impossibili; è la Milano che corre, che inciampa, che non si ritrova; è la Milano borderline delle piccole tragedie umane narrate dalla cronaca quotidiana, cui prestiamo poca attenzione derubricandole a voyerismo, ma in realtà sineddoche di un disagio sempre più diffuso che ci guarda e riguarda da vicino con gli occhi di adulti immaturi e di ragazzi maturati troppo in fretta. E’ una Milano popolata da tossicodipendenti, che non fanno più notizia, da ludopatici, ragazzi squillo, cuori solitari e anime perse, verghianamente uniti dalla sconfitta sociale.

Dieci racconti, dieci storie, dieci protagonisti che riportano uno sguardo disincantato, realista, a volte grottesco, ma sempre con quel grammo di amore e poesia addosso su tutto questo. Milano è il palcoscenico, la luce è quella dei lampioni, delle insegne al neon dei locali notturni; poi compare la luna, curiosa, sadica, patibolare spettatrice e giudice silente a illuminare le piccole grandi tragedie urbane di questa parte di umanità abbandonata a se stessa.

 

 

 


 

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