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Biografia di Angela Venditti

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Tutto passa... tutto corre...

Biografia Letteraria Angela Venditti (.77) al 2017

 

Nata ad Avezzano (AQ) nel 1977, Angela Venditti (.77) trascorse l’infanzia e la giovinezza in un piccolo paese dell'appennino centrale abruzzese. Compiuti gli studi commerciali s'iscrisse all'università,  ma sostenuti alcuni esami, fu poi costretta ad interromperli. Si dedicò così a svolgere occupazioni diverse, e per sostenersi e per cercare di riprenderli e completarli, ma le incertezze del mercato del lavoro e la precarietà degli stessi non le permisero di pervenire alle sue aspettative, ed in un periodo storico in cui crisi economica e finanziaria, sotto i colpi sagaci della speculazione a tutti i costi, mettono a rischio il futuro e sempre più incerto il domani, sempre più certe si sono fatte le sue attitudini letterarie.

 

La sua opera prima fu una poesia di tre distici liberi in rima baciata, e risale ai tempi degli studi superiori (1996), come il suo primo sonetto che fu poi trasformato in versi liberi, su consiglio della sua insegnante di lettere. Poi, la sua attività poetica appena agli inizi cessò, e solo con la fine delle speranze di riprendere e completare gli studi universitari, dopo essere stata sottoposta al Laser ad eccimeri per correggere le deficienze visive che si trascinava dall’infanzia, riprese la sua vena poetica che non abbandonò più.

 

Dal 2003 al 2017 Angela Venditti (.77) ha scritto più di 300 poesie, un romanzo, un racconto, e vari saggi in corso di elaborazione, ha partecipato a numerosi Concorsi Letterari Nazionali ed Internazionali, ricevendo non pochi Diplomi di Merito, 2° Posto, Finalista, Semifinalista, selezioni per Antologie o per la visibilità su siti internet.

 

Al 2017, alla soglia dei quarant'anni, Angela Venditti (.77) vanta più di 50 opere premiate, selezionate, segnalate, pubblicate in Antologia, visibile su siti.

 

La poetessa è sempre stata attratta dalla mente dell’uomo comune, dalla sua psicologia, dalla sua disadorna volontà di raggiungere chissà quale obiettivo, sempre lamentoso, sempre insoddisfatto, sempre pronto a scaricare le responsabilità, sempre pronto a puntare il dito. Le sue poesie denunciano questi aspetti della vita dell’uomo, denunciano poi anche le ingiustizie, i comportamenti violenti, quelli subdoli, quelli sotto gli occhi di tutti che però alcun nota. E’ rabbiosa e pungente nelle sue esposizioni, ma è il suo punto di vista che esprime con cognizione di causa e con forza.

 

Non manca poi di essere più leggera, e nella forma e nel contenuto, con filastrocche e poesie per bambini che a volte musica per il piacere di comunicare.

 

Nell’esporre i suoi sentimenti, le sue opinioni, i suoi convincimenti, utilizza in particolar modo il metro classico, dalle prime quartine in versi liberi in rima, ora in rima baciata ora in rima alternata, ora in rima incrociata, ora in rima incatenata, ora in rima ripetuta, al suo preferito Sonetto che ora lo espone nel suo schema classico, ora lo fa suo nelle sue due quartine di endecasillabi in rima sì ma distinte.

 

Si è sempre impegnata nella stesura delle sue opere, leggendo e curando la sua forma stilistica, giungendo al compimento di metri quali gli Haiku giapponesi, che stanno divenendo molto popolari in Italia, ma soprattutto metri quali il Sonetto del Foscolo, il Madrigale del Pascoli, l’Ode Anacreontica del Carducci, le Quartine Saffiche sempre del Pascoli, le Terzine Dantesche dell’Alighieri, gli Endecasillabi Sciolti del Leopardi o del Parini, e i Versi Liberi dei molti del XX secolo, i meno usati da lei perché ritenuti apparentemente facili ma implicitamente molto difficili giacché nascondono l’insidia della banalità che, forse, propone anch'essa, ma che cerca di allontanare per quella cura della parola e del linguaggio usato dagli autori summenzionati che lei apprezza e nei quali trova valore e ispirazione. E poi Aldo Palazzeschi, Eugenio Montale, Vincenzo Cardarelli, Gabriele D'Annunzio, Gianni Rosari, autori preziosi, senza togliere nulla agli altri molti che comunque legge e apprezza.

 

Le poesie di Angela Venditti (.77) sono di pochi versi, alcune leggere, altre scorrevoli, altre ancora strutturate, piene di retorica, se vogliamo, di elaborazioni stilistiche, ma hanno un messaggio, e una voglia infinita del valore della parola. Alcune mostrano malinconia, una malinconia che ora va ora viene, uno stato d’animo che non è mai appagato perché l’uomo sociale è labile, volitivo e vigliaccamente imperituro. Sta comunque studiando e migliorando lo stile, il linguaggio, la morbidezza dei suoi messaggi, per essere letta e capita, riletta e apprezzata.


 

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2 :: Angela Venditti - 23/06/2015 19:12:00
[ leggi altri commenti di Angela Venditti » ]

no non la conosco

1 :: Walter Malnati - 25/04/2015 15:49:00
[ leggi altri commenti di Walter Malnati » ]

Conosci Angela Venditti nata a Isernia che scrisse a Milano negli anni 70 la poesia IL TUO VOLTO?