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Biografia di Gerardo Allocca

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Se non ora, per sempre. Il tempo può attendere quest’eternità

Che dire di me? Sono al mondo da 62 anni, 40 circa li ho spesi per la letteratura. Ma non faccio l’autore di mestiere, figurarsi se questo paese così com’è male combinato me lo avrebbe concesso!

A ben altri lo permette, ben peggiori, facendo valere il suo ossequio all’ingiustizia e alla particolarità. No, faccio il professore di scuola superiore, agli sgoccioli della carriera. Fiero di essere campano, del nolano, precisamente di Saviano, per un certo periodo mi sono affaccendato a intrecciare legami con gli editori italiani, in genere milanesi, ma, vedendo di che pasta erano fatti e che per loro essere napoletano non è lo stesso che essere italiano, alla fine ho mollato e li ho mandati al diavolo.

Così mi ritrovo, alla mia età, ad aver composto 3 romanzi (Il violino, la giostra catechetica e resoconto scrupoloso, Visita di Sirdi, Lungo il muro) più uno in forma di racconti lunghi (Teologia), una collezione di novelle brevi (Flash), centinaia di poesie (alcune uscite in volume sotto il titolo di Versi superstiti e molte altre che ancora devono vedere la luce), ma, e mi è sfuggito un volumetto misto di poesia e prosa, mia opera prima (La fabula e la cetra), mi ritrovo, dicevo, in realtà ad essere un illustre nessuno della letteratura, grazie all’assoluto silenzio nei miei confronti da parte dei mezzi di informazione pubblica, e a non averci scucito neppure un soldo, ma piuttosto rimesso qualcuno anzichenò. Sto scrivendo un nuovo libro, Gli affari del dottor Penta e, quando posso, mi dedico ai versi. Non credo che finirà qui.


 

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