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’STEFANO BOLLANI: Il pianista che … balla’

Argomento: Musica

di Giorgio Mancinelli
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Pubblicato il 01/04/2014 17:52:47

STEFANO BOLLANI: Il pianista che … balla!
(un non-sense sperando che non me ne voglia)

Come hai detto che si chiama?
Stefano Bollani.
E balla?
Sì.
Allora è Stefano Balla-ni, sì mi sembra di aver sentito questo nome.
Ma no, quello è Balla, e si chiamava Lorenzo, scriveva musica sui quadri.
In che senso?
Dal violino con l’archetto alla pittura col pennello, in fondo il passo è breve.
E questo Bollani invece balla?
Sì balla e salta anche, mentre è impegnato a suonare la musica che fuoriesce dal piano, come neppure l’equilibrista Balla faceva coi colori.
Ne sei certo?
Certo che sì, rincorre le note come un acchiappafarfalle che si volatilizzano davanti ai suoi occhi grandi da rabdomante, e spesso gli riesce pure di afferrarle, ma poi le lascia libere di andare, perché fondamentalmente è un generoso e allora, sai come capita quando uno è generoso …
No.
È capace di regalargli altre note su cui volare ed esse spesso gli sfuggono di mano, e le vedi che gli girano intorno alla testa e intorno al piano come per una festa.
Sul serio?
Certo che sì, inoltre canta, recita, sgomita, scalcia, cabarettizza al piano-bar, jazzizza con Barzizza, sbuccia i bruscolini con Angelini, gioca a scopone con Carosone, rifà Conte come neppure Conte fa. Una sorta di clown che applaude e si applaude, mentre in veste di presentatore, appunto, presenta altri artisti, suoi colleghi invidiabili e sempre straordinari.
Hai detto un clown?
Beh, lo dicevo in un certo senso, ma penso che se mettesse un naso rosso mentre suona, lo si potrebbe scambiare per quello …
Un clown naso rosso e coccia pelata?
No, per quello ha tanti capelli, riccioluti accrocchiati all’indietro, baffi e barba da orco buono, anzi no, da burattinaio, che poi, se ripenso a Pinocchio sono un po’ la stessa cosa, no?
Per caso è anche scrittore?
Certo che sì, ha scritto una favola ‘La sindrome di Brontolo’ che ha letto mentre la scriveva, dimenticandosi però degli altri sei nani che ancora lo stanno aspettando alla miniera, con Biancaneve che a braccia conserte li attende per la cena, che se lo beccano …
E basta così?
Certo che no, ha scritto anche un divertente ‘Parliamo di Musica’ che indubbiamente hanno letto in molti ma che nessuno citandolo ammette di aver fatto.
Divertente perché, è comico?
In un certo senso sì, perché vedi, quando lui racconta o si racconta, ride.
Come la jena-ridens?
Giammai, che dici, sempre sorride.
Ci sono, come ‘L’uomo che ride’ di Hugo?
Domando, perché uno non può ridere come si ride, per la contentezza di aver fatto qualcosa che lo entusiasma, o per il piacere d’incontrare qualcuno … non capisco.
Contento lui!
Contenti noi di sentirlo suonare, udirlo cantare, vederlo ballare, scalciare, sollevarsi e ricadere, recitare, sorridere che è un piacere …
Perché, recita pure?
Certo che sì, un teatrante ambulante, senza carretta però, recita con le mani, coi piedi, cogli occhi, insomma è uno che fa le facce …
Che fa le facce …?
Beh, uno che piange con Chopin, che ride con Mozart, che s’abbatte con Gershwin, che improvvisa Poulenc che improvvisa su di sé, che s’inc..a con Weill, e balla il Tango con Stravinskij …
Dici sul serio, oppure …?
Certo che no, che però lo si è visto ballare come un ‘carioca’ a Copacabana, quello si.
A Copacabana?
Beh, non ricordo esattamente quando perché, se tu non lo sai a Rio è sempre carnevale, così capita anche a me di fare un po’ di confusione. Era forse l’anno in cui Jacob do Bandolin accompagnava Elizeth Cardoso, o forse suonava con Pixinguinha … ma non ne sono certo.
Ma sono artisti del passato, mentre tu mi parli di un ballerino dei nostri giorni, è così?
In un certo senso …
Ma scusa, questo Bollani quanti anni ha?
Più o meno cento, duecento, trecento, settecento, non vorrei sbagliarmi ma c’era già al tempo di Guido d’Arezzo.
Stai scherzando, spero, o mi stai prendendo per il …
Certo che no, lo ha appena detto lui in TV, aspetta mi sembra fosse ‘Sostiene Bollani’.
Penso proprio tu non ci stia con la testa, forse ti confondi con ‘Sostiene Pereira’ di Fernando Pessoa.
Certo che no, casomai di Marcello Mastroianni.
Non vorrei insistere ma ho l’impressione che fai un po’ di confusione, semmai di Antonio Tabucchi.
Chi sia questo Pereira proprio non lo so, però Bollani al piano, spacca.
Ma non è uno che balla?
Certo che sì, anzi no, suona Ravel e poi tutti quegli altri …
Quegli altri chi?
Telonious Monk, Stevie Wonder, Liberace, Duke Ellington, Riccardo Chailly, George Gershwin, Sergej Prokofiev, e pure quegli altri. Sì, aspetta com’è che si chiamano? Quello muto … John Cage; e quell’altro, sordo … Rava no, forse Tavolazzi, neppure Fresu, tantomeno Corea. Berio, no Beethoven! Ecco chi è, oh ma sai, proprio non mi veniva in mente.
Non credo di conoscerli, scusa che musica suonano?
Certo che no, sono tutti ‘jazzisti’ di rilievo, non puoi conoscerli. Tu ascolti solo Verdi, Jovanotti, Mascagni, Renga, Puccini, Pausini, Vasco … vuoi mettere la musica Contemporanea, la New-age …
Mentre tu, per caso non è che ti sei messo in testa di avere ancora 20 anni?
Certo che sì, Bollani suona almeno da 20 anni, e se non lo conosci è un tuo problema.
Ah, ma allora è un giovane, me lo hai presentato come fosse Matusalemme.
Certo che no, anzi sì, è giovanissimo e ha ancora molte cose da dire … scusa, da suonare.
Mentre balla!



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