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’SUDOKU KILLER’ Caterina Palazzi 4tet - una rivisitazione

Argomento: Musica

di Giorgio Mancinelli
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Pubblicato il 22/10/2014 00:55:00

'Sudoku Killer' by Caterina Palazzi 4tet

con Caterina Palazzi (bass), Giacomo Ancillotto alla chitarra, Danielle Di Majo al sax soprano e Maurizio Chiavaro alle percussioni.

Se la logica matematica si trasformasse in parole che avessero senso, forse avremmo capolavori di letteratura che non avremmo potuto immaginare, o forse di poesia numerica logicamente costruita. Pur tuttavia, onde evitare certe trappole, ci rifugeremmo comunque in altre discipline meno disciplinate di queste che rendessero esplicite le strutture del linguaggio e del pensiero che usiamo quotidianamente. Ma se la logica costruisce, oltre che a decostruire, ècco che la musica è il vero antidoto all’eccesso di logica in cui abbiamo finito per intrappolarci. E il sudoku cos’è, che c’entra? È a tutti gli effetti, un gioco matematico che abbiamo preso come passatempo e che, in qualche modo ci diverte, ma è anche la cifra su cui la bassista del gruppo Caterina Palazzi compone i suoi rigorosi brani strumentali e che oggi costituiscono il bagaglio sonoro-musicale più avanzato delle giovani generazioni: picture music – tuned space – house music. E che, a partire dall’ormai cult “Imaginary Landscape n.1” di John Cage, passando per Klaus Schulze di “Dune” e “Train”, fino a “Sphere” di Keith Jarret, a Bill Frisell, John Zorn Masada, Nirvana e quanti altri li hanno seguiti su questa scia, e che ormai ci avvolge come nebbia sonora addensandosi in vibrazioni portatrici di forme nuove di comunicabilità.
È questa una delle chiavi di ascolto possibili della nuova tendenza Jazz che appunto attraversa una fase di urbanizzazione che recupera dalla musica etno quello che ci riguarda di dentro, per riproporcelo in una fusione d’avanguardia piacevolmente inusuale, misto di rock (talvolta duro) e neo-bop minimalista. Ed è in questa ricerca che Caterina Palazzi, creatrice di suggestioni numeriche va a porsi, nella diagnostica di un più idoneo linguaggio comunicativo che potrebbe riservarci, in un futuro non troppo lontano, sorprendenti sonorità nascoste “oltre la musica”, comunque non come sola espressione intellettualistica, bensì un nuovo linguaggio musicale che sarà tanto più efficace, quanto l’insieme delle emozioni e delle sensazioni saremo stati in grado di afferrare. L’innesco è stato attivato ieri sera 25 Novembre nel rinnovato ed effervescente Music Inn Jazz Club di Roma, dove il Quartet si è esibito lanciando, per così dire la sfida a quanti erano presenti, con nuovi brani in preparazione che hanno letteralmente strabiliato (leggi spaccato) con straordinaria “forza d’urto”.
Dopo la proposta di almeno due pezzi consolidati come “Twin Peaks” (colonna sonora del famoso telefilm) e “Berlino Est”, si è quindi passati a un’arrendevole “Sudoku Killer”, dopodiché i quattro (ormai scaldatisi) si sono spinti vicendevolmente ad afferrare sonorità inusitate, scambiandosi ruoli ed effetti sonori rasentando in “Hitori” perfino il virtuosismo percussivo, con la forza dirompente del sax duro (da picconatrice rock) di Danielle Di Majo, e i graffianti sferzi della chitarra di Giacomo Ancillotto. E mentre Caterina Palazzi al double-bass lacerava la superficie della tela oscura dei suoi percorsi creativi dando luogo a intermittenze liquide con “La lettera scarlatta”, la “follia lucida” delle percussioni di Maurizio Chiavaro distruggevano tutto attorno, senza lasciare niente per dopo. Straordinario nei suoi contrasti e infine addirittura violento nei brani successivi, “Futushiki” e “Vampiri”, i nuovi pezzi che faranno parte del prossimo album, il Quartet ha dato alla concertazione il piglio necessario a stravolgere quello che poteva essere il canovaccio “numerico” della composizione, trasformando quello che all’inizio era sembrato il gioco di un “matematico impertinente” in espressione alchemica nel bis di “Sudoku Killer”, mediante la presa di coscienza fisica del rumore e del suono, così com’erano forse in principio, cioè dello strato “physically” che li riveste, e che una volta afferrato, il Quartet ha rilanciato nel cosmo della musica con tenacia risoluta.
Ed eccoci infine alla logica ritrovata, per così dire, a quel “senso” che vede il “nuovo” aprirsi verso l’orizzonte musicale contemporaneo sempre più contaminato dalle nuove tecnologie: digital talks, dissonanze lab, physical music, che in maniera pervasiva stanno rivoluzionando ogni aspetto della nostra vita sociale e culturale i cui interpreti, musicisti, compositori ecc., non mancano però del talento necessario e della voglia di fare che li fa protagonisti della nuova scena jazz romana e non solo.

Discografia plus:

Caterina Palazzi Quartet – “Sudoku Killer” – Zone di Musica – CD 1001 - 2011
Danielle Di Majo Quintet – “Eccedere di Blu” – Picanto CD 0019 - 2010
Baap! - “Sweet Dreams, baby!” – Monk CD 006 - 2011

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