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Ventisette Gennaio

di Loredana Savelli
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Pubblicato il 27/01/2012 09:28:28

"Per i musicisti hanno sistemato delle panche nell’area dei crematori. Non ci sono leggii, dovremo suonare a memoria (…). Suoneremo per persone che ben presto saranno bruciate; ma da chi? E’ un mistero. Forse proprio da noi? Le autorità impongono ai musicisti tanti lavori che non hanno nulla a che fare con la musica (…). Il concerto durerà all’incirca due ore. Il programma prevede anche delle melodie ebraiche."

(Simon Laks 1991, p. 135)

 

 

 

Il cane abbaia con rabbia,

fanno eco altri rumori

a comporre un’armonia irreale

in questo tempo come una sinfonia non scritta.

Sembra la scena di un teatro miserabile,

una bocca senza denti.

 

Al termine la luce prende corpo,

la nostra recita diventa insignificante.

Il finale è inciso sulla porta.

Sembra quasi uno spartito.

 


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