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Rosa purpurea

di Michele Rotunno
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Pubblicato il 14/11/2011 11:15:36

Squadrone..alt!
Al perentorio comando i cinquantadue soldati componenti il reparto delle nuove reclute provenienti dal CAR si fermarono allunisono e restando sullattenti. Poco dopo, un secondo ordine ordinava loro di mettersi in posizione di riposo. Sulla ghiaia che rappresentava il piano di calpestio dello spazio antistante gli uffici del distaccamento di artiglieria contraerea il rumore degli scarponi veniva maggiormente amplificato e pi di qualche birba, come gi venivano scherniti dal loro sbarco dai camion, non abituata a quel particolare piano stradale, sembr comicamente sbandare provocando ancor pi ilarit tra la dozzina di veci che bigollonavano nei dintorni pronti a inquadrare le future prede degli scherzi da bullismo a cui saranno sottoposti nellimmediato futuro.
Lo spazio in cui lo squadrone si era fermato era quello delimitato dai vari uffici del distaccamento, Fureria, Amministrazione, Sala riunione, Comando distaccamento, Comando di batteria, Magazzino, Dispensa, Cucina, ed infine OATIO, il secondo per ampiezza dopo quello delle riunioni. Era, questultimo, lanima dellintero distaccamento, qui veniva ospitato il centro pianificatore di tutte le attivit militari, esercitazioni varie, vi aveva sede il centro degli avvistatori PAO (pattuglie di avvistamento ottico) nelle varie esercitazioni, il centro NTBS (lapparato radar di primo avvistamento aereo) ed infine quello delle trasmissioni radio.
A gestire tutte le attivit dellOATIO era un maresciallo capo, ma essendo sempre introvabile (dicasi grande imboscato) il tutto era sotto il ferreo controllo del sergente maggiore Loddu Enrico, per tutti capo e solo per pochi intimi Rico. Alto un metro e ottanta e con oltre novanta chili di peso, quasi tutti muscoli eccessivamente malriposti, incuteva pi che rispetto un vero e proprio timore fisico convalidato da una maschera impressionante che rappresentava il volto, zigomi sporgenti e naso distorto e schiacciato erano solo alcuni dei tratti pi caratteristici. A ci si aggiungeva una voce rauca, quasi cavernosa e uno sguardo penetrante e quasi sempre minaccioso.
A troncare le sghignazzate dei nonni fu proprio lapparizione di Loddu che, fermatosi sul vano della baracca, a gambe larghe e mani sui fianchi, dopo aver squadrato con la solita autoritariet le pallide reclute, con la voce pi rauca del solito grid:
Chi di voi, bestie, capace di disegnare? e mentre i nonni restavano in perplesso silenzio chiedendosi quale diavoleria stava escogitando il sergente lintero reparto delle reclute, temendo anche loro trattarsi del solito trucco per appioppare agli sprovveduti qualche lavoro pesante o poco gratificante, non fu da meno, rimanendo nel pi rigoroso silenzio.
Allora siete sordi? Ho chiesto chi voi sa tenere in mano una matita, se anche sapete cosa sia una matita. Non costringetemi a spulciare lelenco con i vostri dati personali precis con un ghigno feroce Loddu sventolando un fascio di fogli, ovvero lelenco che aveva citato. Passarono alcuni secondi e infine dal fondo del gruppo una timida voce si fece a malapena sentire.
Io so disegnare, signore disse uno sbarbatello dallaspetto pi da collegiale che militare.
Non sono un ufficiale, imbecille, non ti hanno insegnato che il signore non si da ai sergenti?
Signorn sergentecio..sissignore Questa volta nulla pot la minacciosa presenza del capo a trattenere lilarit dei nonni ma subito repressa dal sergente maggiore con il solo sguardo, poi rivolgendosi al soldato disse:
Come ri chiami artigliere?
Artigliere Bruno Rossi..di Brescia, sig..sergente!
Uhm, che sai fare? interpell con voce pi normale e poggiandosi allo stipite della porta dopo aver abbandonato la posa plastica.
Disegnare..
A mano libera o con righello?
A mano libera
Che scuola hai fatto?
Terzo liceo artistico
Ok, fuori dalle righe e vieni qua Pochi secondi dopo quando lartigliere Rossi fu a pochi passi dal sergente questi, osservandolo con malcelata ironia, gli chiese se per caso lavessero arruolato alla scuola elementare spacciandolo per maggiorenne.
Ho diciannove anni compiuti da poco.. precis ingenuamente Rossi, strappando una divertita risata al sergente.
Beh, ora sei arruolato alle mie dipendenze, raccogli i tuoi stracci e vieni dentro. Ehi, Voialtri dov finito il vostro capo? chiese rivolto alle altre reclute.
Sono qui, arrivo, disse un suo pari grado spuntando dalla fureria. Ma ne manca uno non che te lo sei gi preso tu?
Ti dispiace forse?
Cazzo..Loddu, lo sai che poi gli altri fanno storie, non puoi aspettare una benedetta volta?
A me serve un disegnatore, mi sai dire cosa se ne farebbero i meccanici o i capo-pezzi?
S, fingi sempre di cascare dalle nuvole tu, lo sai che vogliono sentirselo chiedere per accampare punti sui favori
Cosa? Ripetilo di nuovo, sacco di merda, mettetevelo in testa che qui sono io che faccio i favori, e nessun altro, e adesso portami via dalle scatole questo branco di ricchioni, te compreso! Sbuffando e incassando laltro sergente ordin alla truppa prima lattenti e poi lavanti marsh e, in testa al reparto, si incammin verso il piazzale di smistamento, che poi era lunico piazzale di degne dimensioni presente nellintero distaccamento.
Imbecille! esclam sottovoce Loddu, accompagnando con gli occhi il reparto che si allontanava poi, rivolgendosi al soldato Rossi lo invit a entrare nella baracca.
Su, avanti, non stare l impalato a raccogliere mosche, butta da qualche parte lo zaino e facciamo meglio la conoscenza dopo di che and a sedersi sullunica poltroncina presente dietro una degna scrivania zeppa di scartoffie. Lartigliere Rossi, dopo essere entrato titubante nella baracca, si ferm a pochi passi dalla scrivania e furtivamente inizi ad esplorare quello che gi prefigurava come lanticamera dellinferno. Anche il sergente, stravaccato nella poltroncina e con le mani in panciolle osservava divertito il soldato immaginando ci che gli passava per la testa. Inoltre, almeno in questa situazione che gi riteneva straordinaria, laspetto del soldato riusciva a intenerirlo, e ci in passato non era mai successo. Osservandolo meglio ancora si meravigliava dei tratti adolescenziali del suo volto, di militaresco non aveva nulla ma del collegiale, perbacco, tantissimo!
Allora..soldato, hehehe!, cosa non ti convince di questo posto? gli chiese, divertito.
Oh, niente, o meglio..non so.. il tutto..
Ah, capisco! Non ti par vero di stare in un posto che sembra pi una topaia che una caserma. Immagino che al CAR stavate in una bella struttura moderna con vialoni alberati e asfaltati mentre qui, invece, strade in ghiaia e baracche tipo accampamento da Corea, come in MASH. Ma se allunghi lo sguardo di qualche centinaio di metri, oltre il reticolato, c il campo dellaviazione, e l tuttaltra cosa. Ma anche questa sistemazione ha i suoi vantaggi, come ad esempio sotto i nostri piedi, lo spazio sotto il pavimento stato occupato interamente da legna da bruciare per quella stufa l al centro che dinverno resta accesa anche di notte e la baracca si trasforma in bisca clandestina dei sottufficiali
Il soldato Rossi abbozz un sorriso accentuando ancor pi i lineamenti del volto, e volgendo lo sguardo intorno sembrava chiedere al superiore dettagliate informazioni sullambiente interno della baracca. Il sergente, intuendo, riprese la spiegazione.
Qui dentro c tutto ci che occorre per far diventare operativa una sala comando. L il tavolo da disegno, a fianco due tabelloni in plexiglas per disegnare le rotte degli aerei avvistati, in quellangolo lapparecchiatura radio e telefonica che ci portiamo dietro nelle varie esercitazioni e dallaltra parte langolo eliografico. Ti avverto che quello il punto cruciale di tutto lappararato, ne capirai limportanza nel tempo, diciamo che serve soprattutto ad allontanare dalle scatole gli ufficiali. Cosa c? Perch mi guardi cos? Ah, sappi solo che vi maneggiamo lammomniaca, che non emana certo un bel profumo hahahaha! Ma non pensarci troppo, siamo nel 75 e queste sono diavolerie di fine secolo.
Allora, ti mostro il tuo compito, devi sempre e solo disegnare ci che ti ordino e, quando inizier linverno dovrai recarti al deposito legna a rifornirti. Tutto chiaro?
Ma qui sotto non pieno di legna?
Ah,ah, acuto il ragazzo! Quella la nostra scorta segreta, per i tempi delle vacche magre e, in questo dannato buco di culo, dinverno ti si gelano anche i coglioni se non stai attento a dove pisci, ok? Ora va, la tua camerata la baracca dodici, in fondo a sinistra. Dopo che ti sarai sistemato ritorna qua. Ah, se non ci sono io vi troverai altri due imboscati, un caporale e un soldato, d loro che hai gi parlato con me
Sissignore! scand Rossi scattando sullattenti.
E lascia perdere queste fregnacce, riservale ai damerini ufficiali. E ora via dal cazzo!

Lautunno quellanno arriv precocemente, e con esso i primi freddi. La stufa nella baracca venne anzitempo accesa e, come aveva preannunciato il sergente, una volta accesa non veniva pi spenta. Rossi, nel frattempo, era riuscito ad ambientarsi benissimo, totale armonia con i commilitoni e, in fondo, anche con il sergente, che poi aveva pian piano scoperto che non era affatto quellorco che gli era sembrato di primo acchito. Spesso si era soffermato ad osservarlo impegnato nel lavoro, era coscienzioso, brusco con i colleghi seccatori e nemmeno servile con gli ufficiali. Questi a volte invadevano lufficio alle ore pi impensate pretendendo di studiare utopistici piani di battaglia spesso non accorgendosi che si faceva tardi, allora Loddu facena un cenno al caporale che con discrezione versava un dito di ammoniaca in una piccola bacinella che faceva scivolare inosservato sotto il tavolo da disegno. Entro pochi minuti nella baracca non si riusciva pi a respirare e, con gerande sollievo di tutti, gli ufficiali se la davano a gambe subito seguiti da tutti loro dopo aver rimosso la bacinella, con laccortezza di lasciare le due finestre aperte ma la stufa accesa. Unora dopo laria ritornava salubre e lambiente pronto per trasformarsi in bisca clandestina. Ma non sempre ci avveniva, a fine settimana nella baracca restavano solo loro due, gli unici lontani da casa e quindi obbligati a rimanere per forza di cose.
Era in quelle circostanze che i due, accovacciati nei pressi della stufa, approfondivano la loro conoscenza. Loddu era sempre pi meravigliato dalla semplice bravura di Rossi come disegnatore, a mano libera faceva di tutto, una volta a sua insaputa si era prodigato a fargli un ritratto e un sabato sera glie lo mostr.
Accidenti, sei davvero bravo! disse complimentandosi con lui. Quando lhai fatto, non me ne sono accorto
Mi basta cogliere i tratti principali di un volto, poi li memorizzo nella mente, e su quelli ci lavoro nei ritagli di tempo
Quindi non qui che lhai fatto?
S, invece, solo che non te ne sei mai accorto
Infatti non me ne sono mai accorto, almeno se me lavessi detto mi sarei messo in posa
Ma lo sei stato continuamente
Cio quando?
Spesso ti scoprivo a guardarmi ed allora aggiungevo qualche tocco
Allora avrai cancellato spesso il tuo lavoro, dico..era sempre frutto della occasionalit
No, sai..ogni volta vedevo nei tuoi occhi sempre lo stesso sguardo e questo mi aiutava parecchio
E lo stesso che hai disegnato?
S, lo stesso
E cos che mi vedi, dunque?
Cos..come?
Beh, un ritratto dovrebbe essere fedele come lo uno specchio
Questo non lo ?
No, sono diverso, oppure non so, questi occhi sono i miei?
S!
Ma il volto non il mio
E come io ti ho visto e..ti vedo..sempre..
Anche ora?
S, anche ora. Il tuo viso segnato dalla sofferenza ma gli occhi lo rendono pi dolce
Sei riuscito a vedere questo?
E ci che vedo, sempre, almeno quando tu mi guardi
Credevo di incutere timore nella gente
Io non sono la gente e quello che vedo in te non mi fa nessuna paura
Sai, anche io ti vedo in un certo modo
Come il collegiale che hai semre detto?
Il tuo viso semplice e in esso traspare ingenuit e debolezza
Spesso cos, e tu, senza saperlo, mi offri ci che intimamente chiedo?
Sarebbe?
Non so...la tua forza..mi infonde sicurezza..
Vieni, avvicinati. Dal primo momento il tuo viso mi ha colpito, hai dei lineamenti delicati e i tuoi occhi, poi, sembrano quelli di un cerbiatto in fuga
Oh..perch tu hai visto dei cerbiatti da qualche parte?
Dai, stupido, non farmi ridere
Tu, invece, mi hai messo una fifa addosso la prima volta che ti ho visto..
Davvero ti ho fatto tanta paura?
Lo sai benissimo, perch me lo chiedi?
E poi?
Poi, te lho detto, con te mi sento protetto. Mi ha sempre incuriosito il tuo naso, perch storto?
Violenze del passato
Cosa vuoi dire?
Fino a qualche anno fa ho fatto pugilato, militare dilettante
Davvero? Perch non hai continuato?
Perch mi hanno rotto il naso, e ne ho avuto abbastanza
E prima comeri?
Pi bello di te
Che ridere, e dovrei crederci?
Sciocco, tu sei bello come un angelo. Coshai, perch tremi?
Non sono un angelo. Gli angeli sono buoni
Lo sei anche tu, Bruno. Non lo sai ma lo sei
No, tu sei troppo buono, io so solo disegnare, nientaltro
Per disegni anche lanima delle persone
Tu non sei una persona..
No? E cosa allora?
Tu sei Enrico
Oh, piccolo!
Sento freddo, tanto freddo, per favore..
Vieni, piccolo, vieni!
Il resto della sera pass cos con i due, ormai amici, abbracciati. Bruno, con gli occhi chiusi del tutto abbandonato tra le braccia di Enrico e questi a sfiorargli con le dita lovale del volto.
Bruno..BrunoBruno..
S, Enrico
Ti voglio bene
Anche io, Enrico!
Timidamente Enrico accost il volto a quello di Bruno e infine, quando le labbra di lui si schiusero, delicatamente le sfior, ricambiato, con le sue. Fu il loro primo bacio, tenero, quasi ingenuo, sacro di sicuro.

Cos questo disse una sera Enrico, notando quella che sembrava una medaglietta al collo di Bruno. Questi, sorridendo, gli rispose..
Oh, una sciocchezza che ho creato una volta
Lhai fatta tu? bellissima, cos
E una rosa!
Una rosa rossa!
No purpurea
Purp..cosa?
Purpurea, una rosa purpurea precis Bruno divertito.
Cosa vuol dire purpurea?
Una tonalit di rosso
Allora mi prendi in giro? Come lhai fatta?
Con il filo di rame, poi ho usato lo smalto
Oddio, e per usare tutti questi colori?
Con un pennellino sottile, e con una lente dingrandimento
Accidenti, unopera darte
Ti piace Enrico?
S, bellissima!
Voglio regalartela, cos mi penserai sempre
Cosa dici? Intendi forse lasciarmi?
Io mai, ma tu forse s, un giorno troverai un altro angelo
Sei tu il mio angelo
Stringimi Enrico, stringimi forte, ho paura. Non lasciarmi mai, no saprei vivere senza di te
Questa rosa mi ricorder di te, sempre
Attento, non stringerla forte, delicata. Stringi me semmai!

Un mese dopo Bruno ricevette da Enrico la brutta notizia, era stato trasferito presso un altro distaccamento. Venne sopraffatto dalla disperazione, temeva di non vederlo pi e a nulla valsero le rassicurazioni di Enrico perch il destino, spietato, non volle farli pi incontrare.
Una mattina i funzionari della Polizia Militare vennero allertati dalla notizia di un militare trovato senza vita nella stanza d un alberghetto. Aveva ingoiato un intero flacone di pillole che gli avevano procurato anche una lunga agonia. Era rannicchiato su un fianco, non fu facile distenderlo, aveva inoltre le mani serrate a pugno e in una di esse stringeva con forza una minuscola rosa purpurea.






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