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nonna pupilla

di Silvana Baroni
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Pubblicato il 04/12/2011 13:56:55



Il treno sbuffa lungo la china dei ricordi, plana sulla pianura dellinfanzia, falcidia ingovernabili distese derba e rimpianti, fino al crinale arso dagli attuali incendi dolosi. Rare case e pagliai, ognuna col suo fabbro che batte sullincudine le curve del tempo. Insomma, un paesaggio straziato da stradine sterrate che salgono a scardinare dal cielo un coperchio di piombo.
Brando torna al paese dalla nonna materna, che gli han detto morente, per immortalarla con la sua nuova Canon, comprata di seconda mano a Quattrobaseleghe di Mezzo.
Nello scompartimento seduto tra una monaca di Palermo e un Commissario di Monza. Pi li osserva pi si convince che i due non la raccontano giusta a parlare di tip-tap, ma conclude che non sono poi fatti suoi se il sangue siciliano non acqua, se lacqua brianzola non sangue.
Quindi si mette comodo a riflettere sulla sua gente. Ai pro, ai contro.
Che poi, a ripensarci, se vero che la mafia non bada a spese sui proiettili, altrettanto vero che risparmia, coi pizzini, sulla cancelleria.
A mezzogiorno il treno rallenta fino a svenire su di un binario storto, corto, morto.
Attorno fossili di locomotive e cani randagi sbadiglianti sotto panchine divelte.
- finita!- Urla il capostazione schiodando le braccia in un eureka.
- Non se ne parla pi fino a marted! -
E, tirandosi su le maniche, i baffi e il pomo dAdamo, riprende il suo posto al gioco del tressette accanto al manovratore, al netturbino e avanti al sindaco di San Basiluzzu Suprusceccu.
Il sindaco, che per hobby fa il ritrattista, sfuma il profilo degli amici con la nicotina della sigaretta, socchiudendo gli occhi cisposi a cerca negli astanti di un barlume di condivisione.
Brando, cos si chiama per la passione di sua madre per Marlon, si avvia, sgomitando tra i vicoli, verso la casa che non conosce, descrittagli come un cubo gigante in cemento armato, posto in alto sul finire del paese.
Si racconta che, alla vista di tanta equivoca bruttezza, il geometra del Comune, costretto a firmarne il progetto, avesse preso a picchiettarsi gli incisivi col righello fino a procurarsi una piorrea a soli trentanni.
Brando rivanga linfanzia con difficolt, cos da doverla picconare dove pi gli resiste.
Ricorda gli gnomi sotto le gonne della nonna, il gioco a sottomuro con le palline di vetro di Murano, la festa del Congedo dai Geloni a febbraio, il grufolare dei grulli in tripudio a San Tristino, le papere di Pasqua, i porci sulla griglia a Ferragosto.
Il cubo che ora lo fronteggia sa di sterilit sanguinaria.
un pugno nellocchio, una cassaforte in ardita fierezza isolana; e, tra i cespugli qua e l, monconi di pollice verde.
Il tutto recintato da inferriate importate a prezzo dimezzato dal cimitero di Dsseldorf attualmente in restauro.
La bianca facciata del bunker crepita al sole ventiquattrore su ventiquattro, di fronte alla stazione dei pompieri.
Una vecchia, che mastica epiteli inesorabilmente con le sole gengive, e che resiste imperturbabile alle crescenti esigenze domestiche dei suoi animali da cortile, lo anticipa:
- Tu sei Brando!
Il giovane sta per risponderle, quando nonna Pupilla compare sulla soglia, tuttaltro che moribonda, anzi fin troppo altera per la sua et, penetrandolo con sguardo indagatore e smaliziato.
Con un cenno rapido della testa invita il nipote ad entrare e:
- Prima di tutto scusami per averti attirato con linganno. Sapevo che altrimenti non saresti venuto ma dimmi.ti ricordi di me? Eh? Della tua nonna?-
E continua scandendo le vocali come revolverate tra consonanti invece cerimoniose:
- Lultima volta che ci vedemmo avevi soltanto nove anniti sarei venuta a trovare a Quattrobaseleghesoprattutto dopo la morte della tua povera mammamail mio Michele, che agli arresti domiciliari ormai da molti anni non sopporta che lo lasci soloinsomma mi ricattadice che potrebbe morirne.-
Cos, infilato il braccio sotto quello del nipote, lo conduce allinterno, attraverso corridoi e cunicoli fino a stanze perfettamente insonorizzate.
La paranoia del giovane saffaccia sfrontata dalle vene della fronte nel sapere daver tutto per s un salottino di Gerrit Thomas Rietveld, una camera da letto disegnata da Kaare Klint e un bagno progettato da Eames e realizzato dalla Evans Products Company. Insomma un quartierino niente male rivestito da carta da parati disegnata a bossoli, che gi lo incarta e laggroviglia in dubbi e sospetti.
Pi tardi, davanti a una tavola apparecchiata di ogni ben di Dio, Brando solo.
Nemmeno lombra di Don Michele e la nonna.
Affamato, se pur dedito alla morigeratezza, savvolge in panegirici al prosciutto, si trastulla tra sedani e cardi evitando i soliti bocconcini dantipasto, triti, troppi.
Ma quando la serva gli sfodera davanti la caponata pepata di Trinacria, non resiste; scorpaccia di tutto, fino alla nausea.
Quindi torna alle sue stanze e si sdraia sul letto a confondersi le idee.
Un poliziotto in divisa, dal viso di cuoio, dai capelli impomatati, dalle basette a cespuglio, entra dopo aver delicatamente bussato. Sostiene un vassoio dorato sul quale fuma una tazzina di caff.
Un colpetto di tosse e via che rantola, servile, tutto dun fiato:
- Don Brando! Agli ordini! grandissimo onore pe mia servire vossignorianella casa delleminentissimo Don Michele e Donna Pupilla-
Ritossisce e rirantola:
- La vita qui dura, madre arcigna e rancorosa, pronta sempre a incolpare o affamare. Dopo tante esperienze, io ho preferito la colpa.-
E ancora in affanno:
- Sempre se voi lo desiderate, potrei accompagnarvi dal barbiere, a far spese in citt o da Natuzza beddavoi intendete!?Insomma, agli ordini vostri! -
Brando beve il caff ma si nega alle aspettative del poliziotto. stanco per il viaggio e il sonno sta per calargli come una mazzata sul capo.
Rimasto solo, infatti, subito si addormenta.
Durante la notte sogna di aver sonno. Si sveglia per un incubo, si riaddormenta in piedi, si sveglia sdraiato. Insomma delira.
Allalba nonna Pupilla siede al capezzale del nipote e lo bacia con pressanti labbra a misurargli la febbre.
- Deve essere stato il caff di San Basiluzzu Soprusceccua volte lo fa con chi non del luogo.-
Commenta Pupilla col poliziotto che tenta di prodigarsi in cento modi tra ghiaccioli al gelso e lecca lecca al mandarino.
La febbre a quaranta. La mente del giovane sciaborda fuori dal cervello, tenta rientrare invano dal lavandino del respiro, resta in sospensione come un miraggio nel deserto. A quarantuno urla:
- Dio Maestrale ZeffiroTramontanavento di famiglia, vento della nostra Famiglia-
Pupilla, intuendo bene dove sta andando a parare, lo innaffia di rosolio e sostituisce prontamente il monologo del giovane con il suo:
- Dio implacabile nellimpigliarsi nel potere dellimponderabile e se ne impipa dellinfinito, anzi, lo prende tra parentesi e se lo mette proprio dove gli pare e piace-
Colpito dalla aulicit della predica, ma senza nulla capire, il nipote si fa pi sotto al viso della nonna, e cambiando tono e argomento:
- Madre Adalgisa mi prepar alla priminasorella Gioia mi prepar alla Cresimacugina Trudy mi prepar al sessoma mia madre cosa cavolo faceva nel frattempo? -
- Nipote caro! - Risponde la donna, puntuale, con la punta acuminata della lingua a girare la vite spanata della storia.
- Devi sapere che la vita un party meraviglioso in cui manca sempre il padrone di casa e troppo spesso lo ChampagneSi sachi ha il pane non ha i dentie quei pochi che hanno il salmone si fanno le tartine o le penne per i fatti propri...Tornando a tua madre, devo ammetterlo, da sempre, fin dallinfanzia, come dire, fu scarsa di lievito-
A questo punto Pupilla appare la vecchia che . Piange ininterrottamente per unora e smette solo al fracicarsi evidente delle ossa. Poi riprende:
- Suo padre, tuo nonno, avrebbe, per lamore che le portava, messo su una fabbrichetta di impacchi e cataplasmiper farla felice ma un ferale giorno arriv tuo padre e se la leg al dito con un semplice cerotto. Ce la port via, su al nord. Cos noi, poveretti, rimanemmo soli. Si, tu dirai che avevamo altri sei figli. Ma queste cose le capirai soltanto quando sarai padre anche tu!
Successivamente venimmo a sapere che tuo padre sera fatto impertinente e tracotante, e che soprattutto imperversava spudoratamente senza nessi tra i cessi del McDonalds abbandonando sempre pi spesso tua madre sui divani in esposizione allIkea..
Per tuo nonno temetti il peggio, sera fatto impenetrabile nel volto e nella fondina. Quindi, disperata, mi decisi.
Insomma, chiesi a Don Cimino Della Chiaia Viola di intervenire.-
Brando, appena Celsius e Faranaith smettono di giocare a morra con i gradi del suo povero corpo, si trasferisce in poltrona e:
- Ma Don Cimino Della Chiaia Violase ben ricordonon era?-
- Si! Proprio lui! - Ribatte Pupilla stringendosi al nipote.
- Certo! Don Cimino esager, come sempre usava fare in questi casi. Trov la soluzione che pi gli era congeniale. In conclusione non avemmo pi notizie di tuo padre. Tua madre per torn a casa. In cinta di te.-
E guarda finalmente il nipote con occhi di nonna. Poi:
- Noi allepoca eravamo molto poveri, tuo nonno oltre ai nostri sette figli, aveva anche quattro figli naturali, naturalmente un po qua, un po l, cos riandai a parlare con Don Cimino, a chiedere il da farsi. Finch tu nascesti ci accontentammo di otto pensioni di invalidit e sei assegni daccompagno, ma poi, con la tua nascita, le esigenze aumentarono. Cos Don Cimino aggiorn le nostre entrate con altre due pensioni di guerra e quattro assegni integrativi per ex-terremotati o alluvionatinon ricordoCi costru una casa, ci compr unauto a testa...e quando tu nascesti volle che ti chiamassimo Brando Cimino. -
- Ma quello che dici tremendo! Urla Brando, come un sughero esploso a mezzanotte dellultimo dellanno.
- Il peggio deve ancora venire.- Prosegue Pupilla:
- Seguirono gli anni in cui tuo nonno, per comprovare le invalidit dichiarate, dovette emigrare, recarsi in varie stazioni termali, viaggiare in lungo e in largo per lItalia, per sottoporsi ad indagini diagnostiche assai specialistiche, perfino in Svizzera and e poi a Bruxelles. Finch, un triste giorno, un autartico, gli fece un aut-aut proprio difronte alla fermata dellautobus. Fu troppo! Nonno gli spar. E jella volle che allautopsia trovassero proprio il suo autografo. La vita del povero nonno fu cos disegnata dallautocommiserazione, anzi di pi. Fu definitivamente segnata da una mina. Fu in udienza che gli si spezz per sempre lautoritratto.
Don Cimino pag i funerali, ma, per rimettersi dalle spese, pretese che io e tua madre andassimo a vivere da lui, insomma lo servissimo, ognuna a suo modo. Inoltre riusc a farti partire militare a nove anni, per tenerti lontano dagli avvenimenti, divenuti oltremodo scabrosi. Insommache devo dirti?!
Tua madre, donna assai debole e indifesa, ne soffr fino a morirne.-
Accorata, continua:
- Per me fu troppo! Comprendi? Quindi, per regolare una lunga serie di equivoci, io in persona, presi la decisione irrevocabile di uccidere Don Cimino.
Dalle nostre parti, tu ancora non lo sai, non concepibile che una donna possa tanto da sola. Ferirebbe lorgoglio maschile. Per cui nessuno mi incolp. Insomma la passai liscia.
Soltanto Don Michele mi fu grato, per via di alcuni interessi che aveva sulle propriet del morto. In seguito, qualche mese dopo, mi chiese la mano.
Io acconsentii, pur riducendo il consenso a quattro dita, sapendo ormai bene che nella vita bisogna sempre trattare. Lui, da signore che , ci mise sopra tre smeraldi, due diamanti, quattro rubini. Adesso puoi ben capire lorigine della tua rapida e smagliante carriera militare. E vedrai che presto salirai ancora di grado! -
Pupilla, a questo punto, abbassa la voce, abbassa le serrande, scende dallenfasi e dai tacchi. E solo per poco riprende:
- Devi sapere che per colpa di Michele, che sta agli arresti domiciliari e ce ne vorr ancora per molto, temo, ho dovuto limitare gli affari. Gli uomini, da queste parti, sono lenti a capirea progredire. Sono retrogradi. Tu non sai, che vivi al nord! L ti ho mandato proprio perch evolvessi, come Padania comanda! Poi ti sapr dire.Ho in animo, per lappunto, di studiare con te un progetto a cui penso da mesie che potrei affidarti volentierisempre dopo aver constatato la tua abilit a trattare certi argomenti. Ma adesso pensa a riprenderti!
Ah! Dimenticavomi sono permessa di predisporre il tuo trasferimento a Palermo, senza fretta, per, senza frettaHai tutto il tempo che vuoi per ambientarti e studiare come qui stanno le cose.
Cos dicendo gli rimbocca le lenzuola, lo scruta benevola ma sempre con occhi dacciaio, ed esce tirandosi dietro luscio e un progetto.
- Non lo lasciare per un minuto soltanto! - Comanda al poliziotto seduto dietro la porta.
Quindi Pupilla percorre il lungo corridoio fino alla sala delle riunioni, dove in otto gi laspettavano.

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