Pubblicato il 12/12/2011 10:31:34
Il caporalmaggiore Paolo Libertelli, vestito in abiti borghesi, varc la soglia della biglietteria della Calabro-Lucana di Matera marted 11 novembre del 1940 alle ore 17,02 minuti. La sala dattesa era pressocch deserta e quindi si diresse direttamente allo sportello della biglietteria, anchesso deserto. Bussando a pi riprese sul vetro attrasse lattenzione di un addetto a cui chiese a che ora partiva il primo treno per Bari. Non ci sono treni, lultimo partito mezzora fa inform questi un po sgarbatamente. Non ci sono treni? ripet chiedendo Libertelli. Esatto, forse domani mattina E come devo fare? Devo essere a Bari per questa sera chese sgomento il caporale. Non posso farci niente, ci dovete andare domani Ma dovrei essere l stasera. Mi hanno richiamato! Ah, siete stato richiamato? chiese ora con pi apprensione il bigliettaio. S, adesso come faccio? Secondo me dovete andare in Prefettura e spiegare l come stanno le cose Ed lontana la Prefettura? No, qui a due passi. Ecco, uscite dalla stazione e attraversate la piazza, di fronte c una strada in discesa che porta proprio alla Prefettura. Ci arrivate in cinque minuti
Chi cercate? chiese con manifesta autorit il piantone della Prefettura. Non so di preciso, sono stato richiamato e dovrei raggiungere Bari. Non so come fare Avete un foglio? Fatemi vedere Il piantone dispieg il foglio che gli venne subito consegnato e lesse con attenzione quanto riportava. Ma qui c scritto che dovreste essere a Bari gi questa sera Lo so, solo che la corriera ha avuto un guasto e siamo stati fermi pi di tre ore fin quando non lhanno riparato. Ecco, io non vorrei passare dei guai, perci sono qui Ma questa non la stazione! Dalla stazione mi hanno suggerito di presentarmi qui. Hanno detto che non ci sono treni fino a domani. Mi pare strano.. Caporalmaggiore, a che ora sei partito questa mattina? Le quattro e mezzo, signore rispose con soggezzione Libertelli alla domanda diretta espressa in tono molto pi che formale. Ah!, quindi non sapete nulla di quanto successo? Perch, cosa successo? chiese confuso il caporalmaggiore. Questa notte c stato un vile attacco dei perfidi inglesi alla base navale di Taranto Un attacco? E come finito? Hanno fatto danni? Non si sa di preciso, pare che abbiano colpito qualche peschereccio allattracco. Che vigliacchi! Scusate, ma questo cosa centra con il mio treno? Centra, centra, tutte le linee ferroviarie sono in subbuglio e sono state momentaneamente soppresse tutte le linee notturne. A che ora doveva partire il vostro treno? Alle 17,30 signore Tardi, troppo tardi, a quellora gi quasi buio. Non se ne parla Ed io, ora, cosa faccio? Dovrei almeno segnalare al distretto di Bari il mio ritardo. Non vorrei pensassero che sono un disertore A questo non dovete preoccuparvi, adesso chiamamo il distretto e segnaliamo la vostra presenza qui. A che unit appartenete? Ventunesima divisione, secondo reggimento granatieri di Sardegna Dopo Bari dovete proseguire oltre? S, devo raggiungere il comando di reggimento a Parma Ah, capisco. Quindi siete stato richiamato! Eravate in congedo da molto? Diciannove mesi, signore. Per favore ditemi dove posso passare la notte? Avete soldi con voi? No, solo pochi centesimi, non posso spenderli per un posto letto Capisco. Non so cosa suggerirvi. Dovrete arrangiarvi nella sala dattesa della stazione. Lo so, fa piuttosto freddo la notte, con il maltempo che c la temperatura si p abbassata di brutto. Pazienza, che ci possiamo fare!
Alle diciotto in punto il caporalmaggiore Libertelli era di nuovo nella sala dattesa della stazione, aveva trovato un angolo riparato dagli spifferi e vi si era rintanato. Rannicchiato su una panchina con la valigia di cartone pressato usata per cuscino e la pesante palandrana avvolta intorno al collo come una coperta, stentava a chiudere gli occhi bench la stanchezza per un viaggio breve nella distanza ma logorante si facesse sentire in ogni membro del corpo. Con lo sguardo fisso verso la porta dingresso alla biglietteria, che aveva solertemente chiuso, cos come aveva fatto per laltra che dava sui binari, lasci che la mente varcasse i confini del tempo. Diciannove mesi, era questo il tempo intercorso dallaltima volta che si era trovato in quella stazione, ma con lo stato danimo ben diverso.
Matera, stazione di Matera annunci una voce stentorea, come se ci fosse bisogno visto che quella era il capolinea proveniente da Bari. La littorina si ferm poco dopo con ampio stridore di freni e i pochi occupanti si apprestarono a scendere. Erano le sette e trenta di una tiepida giornata di fine aprile e tra i passeggeri vi era un anchilosato giovane dallanimo sereno per essere di ritorno a casa dopo una ferma di circa tre anni e mezzo, interrotta saltuariamente per poche settimane. Scendendo dal treno rivolse un radioso sorriso alla prima persona che si trov davanti, un carabiniere scelto in servizio che lo guard con curiosit mista a sospetto. Finalmente ho finito la mia naia specific Libertelli per fugare ogni perplessit. Ah, quindi sei a casa, soldato Magari, il mio viaggio non ancora finito. finito solo quello su rotaia Dove sei diretto? A Montepiano rispose Libertelli e, osservando una strana smorfia del carabiniere, aggiunse.. Devo solo prendere una corriera.. Ah, allora buona fortuna rispose questa volta ridendo il carabiniere. Dov la fermata? lontana da qui? No, appena fuori la stazione, dallaltra parte della piazza. Da dove vieni? Dal Brennero, ma il mio reggimento di stazza a Parma Che reggimento ? chiese curioso iol carabiniere. Secondo granatieri di Sardegna disse fiero Libertelli, poi aggiunse caporalmaggiore Libertelli Il carabinieri allora assunse unaria pi riguardosa, in fondo il caporalmaggiore era di un grado superiore al suo, che equivaleva a quello di un semplice caporale. Allora avete fatto un lungo viaggio? chiese con diverso tono. S, quasi due giorni. La tradotta fermava in tutte le stazioni, anche le pi piccole Beh, anche la corriera che dovete prendere far la stessa cosa Solo che ora respirer pi forte laria di casa rispose felice il caporalmaggiore.
Seguendo il flusso dei pochi viaggiatori scesi dal treno attravers la piazza della stazione e insieme agli altri si trov nelle vicinanze di un trabiccolo fermo con il motore acceso. Scusa, la corriera per Montepiano quando arriva? chiese allautista del mezzo. Come quando arriva? Semmai quando parte! rispose questi un po seccato. S, vabb la stessa cosa, ma dov? Come sarebbe dov, questa, non la vedi? Cosa? Questo ferro vecchio? Perch ti fa schifo forse? Ma questo che cos? E un Fiat 18BL, non sai leggere? Ma un carro militare di ventanni fa! E allora? Porta diciotto persone e non c rischio di bucare, lo sai? Tiene ancora le gomme piene? pi che una domanda la sua era una constatazione, anzi una costernazione. Imaginava cosa sarebbe stato un viaggio su una strada quasi del tutto in terra battuta con un mezzo con gomme piene. La spina dorsale sarebbe stata messa a dura prova. Ora capiva la risatina del carabiniere a proposito della durata del viaggio. A che ora parte? chiese sconsolato allautista. Tra pochi minuti, alle otto in punto. Noi siamo puntuali, almeno per la partenza fin ridacchiando e alludendo lautista. Il caporalmaggiore Libertelli, alzo gli occhi al trabiccolo che sembrava sul punto di accasciarsi in mille pezzi e con la mente ripass la scheda tecnica che aveva studiato in caserma. Motore a benzina di 25 cavalli, 30 chilometri allora, in discesa. Calcolando il tragitto fino a Montepiano, un saliscendi continuo, tortuoso e malridotto, di oltre trecento chilometri defin sarebbe arrivato a casa verso le sedici, ovvero circa otto ore di viaggio. Sospirando con mestizia e rassegnazione sal a prendere posto, maldicendo quando aveva scelto la linea adriatica alla tirrenica. Se non altro arrivato a Potenza avrebbe preso la corriera per Montepiano che percorre la statale 103. E forse su quella linea non ci sarebbe stato il 18BL. Che stramberia! Montepiano in provincia di Matera ma la strada per raggiungere il capoluogo quasi una mulattiera, mentre quella per il capoluogo di regione almeno asfaltata.
Alle sedici e dieci finalmente la corriera ferm in piazza Garibaldi. Ormai i passeggeri si erano ridotti solo a cinque. Oltre a lui, una coppia di sposi piuttosto anziana, e un paio di mezzadri raccolti per strada non molto lontano dal paese. La seconda discesa dal mezzo pubblico fu davvero liberatoria, era lultima. Nelle vicinanze della fermata sostavano alcune persone e tra questi un paio di giovani della sua et, che conosceva bene. Con questi scambi calorosi abbracci e amichevoli informazioni sul periodo di naia che aveva condiviso. La chiacchierata si complet nella pi vicina osteria e solo allimbrunire il congedato Paolo Libertelli riusc a varcare la soglia di casa nel non lontano rione Caporetto. Ad accoglierlo festosamente la mamma e i suoi sette fratelli e sorelle. Il padre Giovanni era e rimase seduto alla tavola, gi pronta per la cena. Padre! salut con soggezione. Questi accennando uno stentato saluto allung la mano che subito il figlio prese e sfior con un bacio. Come sei arrivato? chese con finta naturalezza al figlio. Con la corriera Ci sono stati degli intoppi per strada? chiese ancora. Non, nessuno rispose Paolo, accorgendosi solo allora dove andava a parare la discussione. Quindi sei arrivato alle quattro e adesso sono le cinque constat con voce dura. Si, padre. Mi dispiace, ho incontrato degli amici alla fermata che mi hanno trattenuto Il fiato ti puzza di vino E vero, ci siamo fermati alla cantina di zia Concetta, poi si sono aggiunti altri amici.. Adesso hai fame? S, certo. Non mangio un boccone da ieri sera Siediti e rimettiti in forze. Domani mattina devi venire al cantiere Si padre.
La cena, un piatto di fagioli e cotiche si consum in assoluto silenzio e appena ingoiato lultimo boccone, prima che il padre si alzasse da tavola, per indicare che il rito della cena era ultimato, rivolgendosi al figlio rientrato da militare disse.. Devi sposarti, sei grande abbastanza Si padre rispose Paolo. Quella sera, con il padre ormai coricato, Paolo, che era il primogenito, fu intrattenuto dai fratelli e dalle sorelle a raccontare la sua vita militare e solo verso la fine si accorse che la sorella Concetta, di soli diciotto anni, aveva la mano sinistra fasciata e che teneva quasi nascosta sotto uno scialletto. Le chiese cosa le fosse successo e alle risposte evasive della sorella che subit si dilegu in casa, fu costretto a chiederlo agli altri ma nessuno volle parlargli. Allora si rivolse alla madre. E successo il mese scorso sul cantiere. Lei portava dal fontanile il barile da trenta litri di acqua che serviva per limpasto della calce, ad un certo punto scivolata e cadendo, per paura di mollare il barile, lha tenuto stretto e cos il cerchio di ferro sul bordo gli ha tranciato il dito medio Mio Dio terribile! Gi Concetta non bella di per s, ora con la mano deturpata non la vorr pi nessuno Non preoccuparti, questo non sar un problema, c gi chi si fatto avanti. Vedrai che alla fine sar lunica della famiglia a fare un buon matrimonio Chi , lo conosco? S, Antonio, la guardia forestale Ma non gi sposato? chiese meravigliato Paolo. E vedovo, la moglie, pace allanima sua, morta un anno e mezzo fa, appena dopo la tua partenza. Gli ha lasciato due figli..Lo so, ha venticinque anni pi di lei ma ha un posto e un salario fisso. Meglio di cos..
Sposarsi, per Paolo, non fu un problema. Rosina, la sua ragazza gli si era promessa gi dalla tenera et e caparbiamente lo aveva aspettato. Il fidanzamento, che doveva quindi durare solo pochi mesi, venne rinviato ben due volte per tragici eventi, la prima volta per la perdita del nonno di lei e la seconda volta per quella di uno zio di Paolo, un fratello della madre. Alla fine fu celebrato a maggio dellanno successivo. Sei mesi, appena sei mesi e lo avevano richiamato. Credeva di aver gi dato tutto alla patria ma evidentemente si sbagliava. La guerra era scoppiata pochi mesi prima e lItalia si era imbarcata nellavventura greca. Dopo un inizio che sembrava favorevole le sorti della guerra si erano capovolte e la situazione in Albania si era fatta critica. Questa era la spiegazione del suo richiamo. Ed ora l, su una panchina della stazione di Matera, con gli occhi che si rifiutavano di chiudersi Paolo ripensava agli ultimi mesi passati a casa. Su tutto rivedeva la scena di Rosina che gli diceva di essere incinta, appena sei mei prima. E solo ventiquattro ore prima laveva lasciata con le guance solcate da fiumi di lacrime. Laveva rassicurata dicendole che lui in fondo era solo un riservista e lo avevano richiamato per servizi interni.
Il caporalmaggiore Paolo Libertelli un mese dopo venne spedito in Albania e una scheggia di bomba gli tranci la vita sulle rive del Kalamas. Non avrebbe mai visto nascere sua figlia che Rosina, con lanimo colmo di dispertazione chiam Addolorata. Di lui restano ben poche cose, tra cui un distintivo a braccio dalla forma di uno scudetto con la scritta 21 divisione granatieri di Sardegna. Pocaltro!
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