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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Noi quotidiani politi automatismi

di Giuseppe Vetromile
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Pubblicato il 05/03/2012 18:57:37

Non sfuggire, mia cara: c’è da ascoltare fuori

il respiro del giorno, un soffio di primavera,

c’è da raccogliere nuovi amori ad ampie boccate

gioendo ai colori vivi del cielo, e l’azzurro del vento

tra i ciliegi, e la risacca del grande mare

c’è da sentire...

 

Ma tu non hai tempo di veder nascere il sole,

per dare un bacio, una carezza non c’è possibilità:

nelle nostre ampie terse caverne di vetrocemento

non abbiamo tempo: noi non abbiamo noi!

 

Chi sei, da dove vieni, o Signore, che fai qui dentro,

che cosa vuoi da noi quotidiani politi automatismi

ormai che fluiamo silenziosi, inerti,

attenti solo al ritmico regolare sicuro clangore

di queste fabbriche, così sudando olio in camice tecnico,

scrutando bei manufatti noi, sorridenti,

attaccati alle grondaie come grappoli

di colombi tubanti semifelici in attesa

in attesa, in attesa,

in attesa...



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