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Nel giuoco del caso con le nuvole estrose.

di Giorgio Mancinelli
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Pubblicato il 20/03/2012 19:15:30



Di pioggia le foglie bagnate
il viale nel parco, silenzioso
le vuote aiuole avvolte di nebbia.
Non odo i tuoi passi sulla ghiaia
né le voci dei bambini lontani
che si rincorrono.

Accanto alla panchina isolata
raccolta nei pensieri
vai oltre il silenzio che ti fa da cornice.
Sotto l’ombrello aperto
scorrono le parole che non ti ho detto
e che forse avresti voluto sentire.

L’ora dell’appuntamento è passata da un pezzo
avvii i passi lentamente, sei nervosa
o forse solo stanca per la lunga attesa.
Io non verrò
l’avevi intuito
impossibilitato senza un perché.

Raccolto lo sguardo ti sfioro
ti trovo diversa, come dire, più intensa
sotto la pioggia che continua a cadere.
Perso dietro le nuvole
osservo lo stillicidio del tempo
il rumore della tua auto che va via.

Che la strada sia lunga lo dicono
memorie di pacata dolcezza
tremule incertezze di foglie appese
all’albero della vita
. . .
di soliloqui, ricolmo è il letto vuoto
di solitari ritorni.


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