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Finché c’è vita c’è speranza

Argomento: Esperienze di vita

di Roberto Maggiani
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Pubblicato il 09/02/2009 21:05:40

Avevo pensato di tacere di fronte al caso di Eluana, poiché è veramente impossibile stabilire un giudizio etico nei confronti di una situazione del genere. Tutto si può dire, ma tutto il dicibile è anche controbattibile. Un campo, quello dell'etica della vita, che rischia di essere talmente soggettivo, e fondabile sull'esperienza di ogni persona, che è veramente la soluzione più facile quella di schierarsi in una corrente maggioritaria o nell'altra, l'una a favore dell'eutanasia e l'altra contro. Difficile competere con l'agonia di una famiglia davanti al corpo inerme della figlia, difficile competere con chi vede, nel più piccolo barlume di vita, una speranza. Rigetto sicuramente i partiti presi, cioè le affermazioni intransigenti che dall'una o dall'altra parte non tengono conto di chi vive o ha vissuto certe dolorose esperienze. Penso che il confronto sia tra coloro che il dolore lo vivono o lo hanno vissuto sul serio, da una parte il padre di Terri Schindler Schiavo (caso simile a Eluana, il cui corpo ha già raggiunto la morte per fame e sete), di cui quest'oggi ho letto la testimonianza nella lettera rivolta al padre di Eluana, e dall'altra il padre di Eluana che sta vivendo penso una delle esperienze più dolorose che si possano vivere, decidere sulla vita e sulla morte di un figlio. Il padre di Terri Schiavo non voleva la morte della figlia, ma il tribunale ha dato ragione al marito e così si è compiuto il suo destino. Questa testimonianza mi ha fatto molto pensare. Ho pensato che tutti noi ci troviamo, alle volte, chi purtroppo in modo definitivo, chi transitoriamente, davanti a situazioni di dolore e scoraggiamento, fino addirittura a desiderare la morte, come strada per la pace. Poi, inaspettatamente, un barlume di speranza soffia sempre, da una qualche fessura, un alito di vento che porta odori, profumi e nuova speranza, un sussulto di vita, un sussurro della vita alle nostre orecchie che pensavamo sorde.
Io personalmente sono per la vita ad oltranza, non so come mi comporterei di fronte a una situazione simile a quella in cui si trova il padre di Eluana, ma posso dire che in questo momento della mia esistenza, come è sempre stato in passato, sono per la vita. Lo dico in tutta semplicità, e non voglio confutare in nessun modo coloro che la pensano diversamente, però mi piaceva qui dirlo, tirare un sospiro e dire: "Finché c'è vita c'è speranza".

Penso che la cultura della vita debba passare da ognuno di noi, da ogni momento della giornata, da ogni spiraglio di bene fattibile. Penso inoltre che in questo momento storico si stia vivendo una forte schizofrenia sociale, politica e spirituale. Se da una parte il governo vuole difendere la vita di Eluana, dall'altra si fanno leggi contro la preservazione della vita che, molto semplicemente, consisterebbe nel garantire, al di là dello stato sociale, politico, legislativo, eccetera - quindi ad oltranza e senza rendiconti - le cure a chiunque (si vedano le recenti leggi del governo che prevedono la denuncia per i clandestini che hanno bisogno di cure). Inoltre se da una parte il Vaticano è contro la morte di Eluana, dall'altra non condanna esplicitamente i vescovi che non riconoscono l'Olocausto...mi pare che qualcosa rischi di schricchiolare seriamente. Forse tocca al popolo aprire le braccia e chiedere a Dio la pace, la concordia, la vita - per chi crede. Per chi non crede, vale la stessa cosa, aprire le braccia!
Ecco la lettera tratta da http://www.ilsussidiario.net:

"Caro Signor Englaro,

Mi presento: sono Bob Schindler, il padre di Terri (Schindler) Schiavo.

Malgrado noi veniamo da due continenti diversi con differenti culture, abbiamo molte cose in comune. Entrambi siamo padri ed entrambi abbiamo avuto dallo stesso Dio il dono dei figli. Nel mio caso tre. La nascita di Sua figlia e di mia figlia Terri non sono solo accadute, sono state un atto di Dio.

Mi ricordo di quando mia figlia Terri era bambina e di come ero orgoglioso dei commenti della gente su quanto fosse carina. Fui altrettanto orgoglioso quando fece i primi passi e disse le sue prime parole. Lo stesso orgoglio mi ha accompagnato per tutta la sua adolescenza fino a quando è diventata una persona adulta.

Entrambi abbiamo una figlia che ha sofferto gravi danni cerebrali e io so molto bene quali profondi effetti questo può causare alla persona colpita e alla sua famiglia. Entrambi abbiamo fatto esperienza della stessa disgrazia e dello stesso dolore. Tuttavia, vi è una differenza. Sua figlia è ancora viva, la mia non più. Lei ha ancora il controllo sul futuro di Eluana, io non ho potuto far nulla per Terri.

Quando mia figlia Terri subì il trauma cerebrale, le promisi che le avrei fatto avere le cure appropriate. Ho fallito. Ho combattuto senza successo i tribunali e suo marito per poter intervenire nel suo trattamento e riportarla a casa. Ciò non è accaduto e oggi io sono afflitto per il mio fallimento, perché ha portato alla sua morte.

La mia famiglia e io siamo addolorati per la perdita di Terri e io in particolare lo sono per il modo in cui lei è stata messa a morte. È morta per fame e sete.

Questo tipo di morte è crudele e barbarico. I sostenitori dell’eutanasia Le diranno che far morire di fame e di sete una persona con danni cerebrali non causa dolore. Sono stato testimone di questo tipo di esecuzione e posso dire che è falso. È di gran lunga la morte più dolorosa che un essere umano possa sperimentare. Questa è la ragione per cui accade sempre nella più stretta riservatezza, al riparo di testimoni e cineprese.

Se Lei ha intenzione di fare questo a Sua figlia, Le consiglio di prepararsi a come soffrirà. Verrà ridotta a pelle e ossa. Gli occhi usciranno dalle orbite. I suoi denti diventeranno sporgenti in un modo abnorme e i suoi zigomi si ingrandiranno. Non c’è bisogno che Le dica altro, sua figlia soffrirà in un modo incredibile.

Mia figlia sembrava un detenuto di quelli che si vedono nei documentari sui campi di sterminio nazisti. Negli ultimissimi giorni della sua vita, quando chiesi che i media potessero essere testimoni della sua morte, mi fu negato. Non voglio che nessun altro muoia in questo modo.

Dio ha dato a Lei e a me la responsabilità di insegnare principi morali ai nostri figli e di tenerli fuori dalla cattiva strada. Far morire di fame e di sete Sua figlia è lontano da ciò che Dio desidera.

Bob Schindler Sr".

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