:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | 4 mani  ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
 

Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Sei nella sezione Prosa/Narrativa
gli ultimi 15 titoli pubblicati in questa sezione
gestisci le tue pubblicazioni »

Pagina aperta 1173 volte, esclusa la tua visita
Ultima visita il Sun Apr 26 13:21:44 UTC+0200 2026
Moderatore »
se ti autentichi puoi inserire un segnalibro in questa pagina

monologo

di Giulia Archer
[ biografia | pagina personale ]


[ Raccogli tutti i testi in prosa dell'autore in una sola pagina ]

« indietro | stampa
# 1 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »




Pubblicato il 05/04/2012 19:13:27

Grazie per le uova.

Esther e Alan

P.S. questo non un gran vino, ma bio e fatto con amore. Il foglietto era attaccato con lo scotch alla bottiglia, posata sul tavolo in cucina. Sono dunque passati i vicini a cui ieri ho portato delle uova. Sette galline ho, e sette uova al giorno raccolgo. Sono puntigliose. E perch poi una storia devessere raccontata dallinizio alla fine e non viceversa? Oggi regalo uova ai vicini e mi ubriaco di primavera. Preferirei morire in primavera, malgrado la canzone di Brel.

Porto sempre al collo il reliquiario tibetano dargento con un corallo al centro e spero di potere, un giorno, metterci le mie ceneri.

E quello che ho pensato quando me lhai regalato e lassurdo ci ha messo un po a farsi strada nel cervello. Troppo bella lidea di portarsi al collo le proprie ceneri.

Il buon senso proprio triste!  Dunque una storia sarebbe quella cosa che incomincia dallinizio e finisce con la fine. La fine di cosa? Ma della storia, perdiana! Nulla finisce, a parte la storia. Se non c storia, non c fine. Per finire bisogna che ci sia una storia.

Cio mi rallegra, perch alla storia non ci credo affatto. Cosi non finisce niente.

Se provi ad avanzare camminando allindietro avrai unidea di cosa intendo. Un po come quando in treno ti siedi contromarcia: il paesaggio si aggiunge al paesaggio (addizione). Quando invece viaggi nel senso della marcia il paesaggio sparisce e ne compare un altro (sottrazione).

Alla fine - quella che non c se non c storia ti gira la testa e ti addormenti: se Dio vuole e se sei in prima.

Arriviamo.

Il treno annunciato in ritardo.

I vagoni indicati allinverso.

Maree umane si incrociano (bellissimo) cercando l1 indicato al 9 cercando il 9 indicato all1. Il contrario mi avrebbe stupita in un mondo che marcia alla rovescia!

Ho assistito a una cena dove una giovane architetto (che ha concepito la stazione TGV di Valence che peraltro un orrore) ha parlato per 2 ore di seguito unicamente di s, facendo aspettare a ogni portata i suoi amici silenziosi e attenti, ma coscienti e imbarazzati.  

 

Ci sono persone che ignorano la cultura del cibo: mangiano perch si deve mangiare, riempiono il sacco e si rivolgono ad altro. Altre invece coltivano il gusto del cibo, sia come momento di convivialit, o di piacere, sia come  fenomeno estetico-culturale.

Nei due casi devi aver fede, se no non ce la fai ad essere cannibale.

Stamattina la mia cagna ha sgnaccato due canidi di quelli tascabili con le zampe sottili sottili che fanno pensare alle ali di pollo disossate che vende il macellaio della coop per farle saltate che se le prendi in mano si spezzano come grissini che ti chiedi come fanno a starci in piedi. La popolazione al mare ricca di canidi e umani. Bellissimi vecchi coi baffi bianchi che ti dici in fondo non poi male esser vecchi e grassocce megere cordiali e tutte denti che sorridono al tuo cane e tu al loro perch non sei mica scema e sai che se sei gentile laltro non resiste poi vai a berti un caff e il tavolino talmente piccolo e traballante che al primo canide tascabile che si avvicina sgnac la cagna lo prende per un gatto o altro e ti manda il caff zuccherato che macchia da matti sulla giacca scamosciata che anche in saldo lhai pagata tremila franchi a Parigi che era ancora lepoca dei franchi quindi in fondo ha fatto una bella durata quando ci abitavi e non avevi cani perch la citt non adatta e poi a lavorare non avresti potuto portarcelo. Anche se...

Insomma stamattina il caff sul giaccone e lei tutta fiera dei complimenti che si becca da questo e quello e soprattutto le donne: com bella! Che et ha? Eh, si, caro Giacomo, secondo me ti rivolti nella tomba. Nella quale non sei perch tutto eterno ma non bisogna dirlo perch detto cosi di brutto fa spavento. Mi chiedo se luomo non ha proprio paura di essere eterno tanto che si odia!

 

 



« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 1 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »

I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Giulia Archer, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa puó sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.

 

Di seguito trovi le ultime pubblicazioni dell'autore in questa sezione (max 10)
[se vuoi leggere di più vai alla pagina personale dell'autore »]

Giulia Archer, nella sezione Narrativa, ha pubblicato anche:

:: Storia di Luna (Pubblicato il 16/04/2012 12:31:18 - visite: 1655) »