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L’odore del vino, in strada, le barche in rada, e

di Frank Gallo
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Pubblicato il 05/08/2012 11:58:09

L’odore del vino, in strada, le barche in rada, e ferme

La tua bocca, i Capelli azzurri

I sussurri che non vedo

Mentre credo nel mio cammino.

È vicino il giorno dei lunghi addii

Delle mani calde, bagnate dal sole

E muore la mia penna sulla carta stamattina

O prima che ti svegliassi nella mia memoria

Nella storia dell’amore e della vita

Davanti a queste dita, ancora una volta

Prima che crolli la mia montagna

Che bagna la tua voce, la tua rosea e leggera armonia

La mia gioia, il mio pianto, tanto forte che ne sento il peso

E, indifeso, aspetto i cavalli rossi e i pugnali

I canali, i fossi pieni di ricordi

I fiordi, stretti vicino alla mia nave

E il sole, che è sempre più lontano

La mia mano

Adesso che non mi resterà più niente

si pente di non aver scritto del fiume

Del suo fresco morire, o della finestra

O di questa strada fuori dal petto

Il tetto e i gabbiani che piangono felici

Le radici, le vie gelate

Le giornate trascorse nel dolore

Il motore delle barche sotto di me

E c’è il profumo della loro trepidazione.

Questa canzone, che gli dedicherò

ora so, che non possono sentire.

Quando l’aria antica che scende dal monte

Lungo le tegole antiche

amiche delle mie mani piene di sangue

Mi segnerà di nuovo il viso

All’improvviso,

Griderò assieme ai gabbiani

E insani sogni di libertà

Scuoteranno questa strada

Questa bella città di folli

E di molli marciapiedi in mezzo al fango

E piango…


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