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giorni sensibili

di Loredana Savelli
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Pubblicato il 29/08/2012 09:59:34

Vengono all'improvviso, col gusto acerbo della frutta strappata,
puntuali nell'amarezza.
Pare impossibile che emergano dalla notte,

immensi, non sopiti.
La corrente li conduce dove ogni passo è un affondo nel ricordo.
Incisa la carne, portano via lo spirito,
sensibili nello scegliere i destinatari,
rinnovando il dolore.
A nulla serve l’orizzonte del mare: non li contiene.
Né il cielo chiaro dentro di loro, a specchio.

Risalgono la china, lasciandosi dietro sassi rotolanti.
Sono blu.

Nel passaggio, lenti.
Sospinti da una volontà ignota

a rivestire con oro di offerte perpetue
celle dove si alzano laiche preghiere:
che stiano lontani a lungo,
che vadano via con i migratori, via dai nidi,
che portino in serbo il guadagno dei giorni trascorsi,
il sale dell’esperienza.
Ma, ecco,
il tempo cambia ancora.


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