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Oblivion - tango - ad Astor Piazzolla

di Giorgio Mancinelli
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Pubblicato il 05/10/2012 18:46:29

Oblivion - tango (ad Astor Piazzolla)


El buscarse cuerpos
un bandoneon que lángue
nosotros dos abandonado en el abrazo
la caricia leve de las mejillas
la mano que roza tu espalda
un escalofrío que baja sobre tu piel
como sobre la mía
el destello de luz vívida en tus ojos y luego
la blancura de tus brazos quitados
el rozar tus piernas entre las mías
una señal de preocupación
el latido que acelera después de la pausa
qué habría querido no acabara nunca
la carrera interminable
de mi corazón como del tuyo
por un gozo lleno
sin añoranzas
y aquel perfume de ti
de tu pelo recogido tras el cogote
mi beso ligero sobre tu cuello
un soplo en cuanto
un intervalo de largos silencios
cómo pausas de respiración
. . .
y luego el olvido.


Oblivion – tango (ad Astor Piazzolla)

Il cercarsi dei corpi
un bandoneon che langue
noi due abbandonati nell’abbraccio
la carezza lieve delle guance
la mano che sfiora la tua schiena
un brivido che scende sulla pelle tua
come sulla mia
lo sprazzo di luce vivida nei tuoi occhi e poi
il candore delle tue braccia levate
lo sfiorare delle tue gambe tra le mie
un sentore d’affanno
il battito che accelera dopo la pausa
che avrei voluto non finisse mai
la corsa interminabile
del mio cuore come del tuo
per un godimento pieno
senza rimpianti
e quel profumo di te
dei tuoi capelli raccolti dietro la nuca
il mio bacio leggero sul collo tuo
un soffio appena
un intervallo di lunghi silenzi
come pause di respiro
. . .
e poi l’oblio.


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