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Roma International Film Festival

Argomento: Cinema

di Giorgio Mancinelli
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Pubblicato il 21/10/2016 05:55:35

Al Rome International Film festival 2016 con Cineuropa

Festa del Cinema di Roma: varietà, qualità, internazionalità
di Vittoria Scarpa
30/09/2016 - L’11a edizione della manifestazione diretta da Antonio Monda si terrà dal 13 al 23 ottobre. Tra gli ospiti, Roberto Benigni, Tom Hanks, Meryl Streep, Ralph Fiennes, Juliette Binoche.
45 film e documentari in Selezione ufficiale, 24 anteprime mondiali, 14 incontri, e poi eventi speciali, retrospettive e omaggi. Per il suo secondo anno da direttore artistico, Antonio Monda conferma la dimensione “festa” dell’evento cinematografico della capitale, senza concorso (solo il premio del pubblico), senza madrine, puntando tutto su “varietà, qualità e internazionalità”. Sono 26 i paesi rappresentati quest’anno alla Festa del Cinema di Roma (11a edizione dal 13 al 23 ottobre) e tanti i generi, dalla commedia al melodramma, dal western all’horror, con temi ricorrenti la diversità – a partire dal film d’apertura, Moonlight di Barry Jenkins, su un giovane di colore di un quartiere malfamato di Miami che scopre la propria omosessualità – e il lavoro, la politica, l’Olocausto (il controverso Denial di Mick Jackson).
Tra le novità di quest’anno, la fascia denominata ‘Tutti ne parlano’ con alcuni tra i migliori film presentati in altri festival e non ancora distribuiti in Italia (tra questi, La tartaruga rossa di Michael Dudok de Wit), un ciclo di proiezioni nel carcere di Rebibbia e una nuova ‘sala’, il Mazda Drive-in al quartiere Eur. Invariati i tre pilastri del festival: i film, le retrospettive e gli incontri, perché ‘la caratteristica di questa Festa – ricorda Monda – è che gli artisti vengono qui a parlare di cinema e non solo a sfilare sul red carpet. Tra i tanti protagonisti degli Incontri ravvicinati figurano così Tom Hanks (che riceverà il Premio alla carriera e gli sarà dedicata un’ampia retrospettiva), Roberto Benigni, Bernardo Bertolucci, Andrzej Wajda, Meryl Streep, Viggo Mortensen e Oliver Stone. Le altre due Retrospettive di quest’anno sono riservate alla politica americana, in vista delle imminenti elezioni presidenziali, e al regista de Il deserto dei tartari, Valerio Zurlini.
Quanto ai titoli in Selezione ufficiale, quattro sono italiani: ruotano attorno al tema del lavoro '7 minuti' di Michele Placido, 'Sole cuore amore' di Daniele Vicari e l’opera prima 'Maria per Roma' di Karen Di Porto, una commedia che Monda definisce 'intelligente, nuova e fresca: la vera scommessa di quest’anno'. Il quarto titolo italiano è 'Napoli ’44' di Francesco Patierno, interessante mix tra documentario e finzione. Tra i titoli europei in selezione, 'Florence Foster Jenkins' di Stephen Frears, 'Into the Inferno' di Werner Herzog, 'Afterimage' di Andrzej Wajda, la coproduzione tedesca 'Snowden' di Oliver Stone, e poi ancora 'Fritz Lang' di Gordian Maugg,'The Secret Scripture' di Jim Sheridan, con Vanessa Redgrave, 'Irréprochable' di Sébastien Marnier, 'The Rolling Stones Olé Olé Olé!' di Paul Dugdale (sul concerto della leggendaria band a Cuba), il nuovo film di Alexandros Avranas, 'True Crimes', con Jim Carrey, e il film di chiusura, coprodotto dal Regno Unito, 'Lion' di Garth Davis, con Nicole Kidman.
'In guerra per amore' di Pif sarà presentato in pre-apertura il 12 ottobre, così come La guerra dei cafoni di Davide Barletti e Lorenzo Conte (il 9 ottobre), con Claudio Santamaria. Omaggi a Michael Cimino, Luigi Comencini, Gregory Peck e Alberto Sordi, tra i tanti altri. Tra gli eventi speciali, la proiezione e reunion del cast de 'Il paziente inglese vent’anni dopo', con Ralph Fiennes, Juliette Binoche e Kristin Scott Thomas. Non mancherà, infine, la sezione industry con il MIA, il mercato internazionale dell’audiovisivo che si terrà dal 20 al 24 ottobre e il cui programma dettagliato sarà presentato l’11 ottobre.

'Maria per Roma': un’attrice in cerca di ruolo
di Vittoria Scarpa
20/10/2016 - L’esordiente Karen Di Porto firma un’opera prima ironica ed esile sulla giornata frenetica di una giovane donna nella capitale, tra turisti, provini per il cinema e illusioni. Donne che corrono, che inseguono lavoro e passioni, e che per sopravvivere compiono acrobazie quotidiane, tra affanni e sorrisi. Dopo Sole cuore amore, sbarca all’11ma Festa del cinema di Roma un altro film italiano che ci racconta la frenetica vita di tutti i giorni di una giovane donna. Ma laddove il film di Daniele Vicari si calava in un contesto proletario e di periferia, Maria per Roma dell’esordiente Karen Di Porto, in selezione ufficiale, ci porta nel centro di Roma, per le strade intorno a Piazza Navona e in case bellissime, tra consegne di chiavi, prove a teatro e feste alla Casa del Cinema.
Maria (interpretata dalla regista stessa) è figlia di una borghesia che ha visto svanire il suo sogno di ricchezza: gli opulenti anni ’80 sono passati da un po’ e il negozio di antiquariato di sua madre è in liquidazione. Per sbarcare il lunario, fa la key holder per un’agenzia di case-vacanza di lusso: accoglie i turisti stranieri e consegna le chiavi. Nel frattempo, coltiva il suo sogno di fare l’attrice. Così, in sella al suo motorino e accompagnata dalla sua inseparabile cagnetta cardiopatica, la vediamo dalle prime ore del mattino fino a notte inoltrata correre, sempre in ritardo, da un portone a una sala prove, da un set indie in riva al Tevere a un check-in di clienti inferociti, passando per il Colosseo (dove un suo caro amico, attore fallito, incarna Gesù a favore di selfie) fino a un provino importante, dove però la formula è sempre la stessa: ‘le faremo sapere’.
Privo di una trama vera e propria, il film, di base autobiografica (alcuni ne accostano il tono al primo Nanni Moretti, altri a Eleonora Danco), si muove con leggerezza tra una situazione e l’altra, non mancando di momenti divertenti legati in particolare alle strane esigenze dei turisti (c’è chi le chiede compagnia, chi i biglietti dell’autobus, chi si rifiuta di portare le valigie per ragioni di casta), mentre meno accattivanti, e più prevedibili, risultano le sue vicissitudini da aspirante attrice in cerca di ruolo. Sullo sfondo, una Roma da cartolina – piazza Venezia, i Fori Imperiali, Campo de’ Fiori – sulla quale però la regista non indugia. ‘Ho preferito utilizzarla come sfondo, non come protagonista’, spiega Di Porto. ‘La inquadro sempre molto velocemente, perché rappresenta il palco su cui gli attori si esibiscono. Una città piena di difficoltà, ma di una bellezza straordinaria che ristora’.
Interpretato da attori sconosciuti, perlopiù amici della regista, Maria per Roma (il titolo nasce dal detto romano ‘cercare una Maria per Roma’, ossia qualcosa che non troverai mai) eccede talvolta nell’autoreferenzialità, ma ci mostra come anche i benestanti, con la crisi economica degli ultimi anni, siano scesi di un gradino nella scala sociale: i nobili affittano le loro case, i borghesi si fanno le pulizie da sé… Può lasciare indifferenti i più, forse, ma è comunque un altro punto di vista, in cui qualcuno non mancherà di identificarsi.
Maria per Roma è prodotto da Galliano Juso per Bella Film. La fotografia è di Maura Morales (Onda su onda, La prima luce), il montaggio di Mirco Garrone (montatore, fra gli altri, per Nanni Moretti, Carlo Mazzacurati e Daniele Luchetti). La distribuzione del film è ancora in trattative.

MARIA PER ROMA di Karen Di Porto
sinossi
Maria per Roma è la storia della giornata, dalle prime ore del mattino alla notte, di Maria, una donna confusa ma al contempo dinamica che insegue la sua carriera di attrice ma si perde nel caos quotidiano di Roma. Un quotidiano che ruota intorno a quella che sembra l’unica fonte di sostentamento della città eterna: il turismo. Vediamo Maria correre dalle prove in teatro ai check-in ai turisti e dai check-in ai provini, in una frenesia che sfocerà in situazioni comiche ed estenuanti.

titolo internazionale: Maria per Roma
titolo originale: Maria per Roma
paese: Italia
anno: 2016
genere: fiction
regia: Karen Di Porto
durata: 93'
sceneggiatura: Karen Di Porto
cast: Karen Di Porto, Andrea Planamente, Cyro Rossi, Diego Buongiorno, Nicola Mancini
fotografia: Maura Morales Bergmann
montaggio: Mirko Garrone
scenografia: Federico Faini
musica: Metarmonica
produttore: Galliano Juso
produzione: Bella Film

Cineuropa incontra Oliver Stone • Regista
di Birgit Heidsiek
20/10/2016 - Oliver Stone ha incontrato Cineuropa per discutere del perché Snowden sia stato per lo più prodotto come film europeo.
All'11ma Festa del Cinema di Roma, lo sceneggiatore e regista statunitense Oliver Stone ha presentato il suo film Snowden, in gran parte girato e finanziato in Germania. Il regista ha inoltre partecipato ad un Incontro Ravvicinato con Antonio Monda, direttore artistico della Festa del Cinema di Roma e il moderatore Richard Pena, durante il quale Oliver Stone ha parlato dei suoi precedenti film, così come della politica degli Stati Uniti, alla vigilia delle elezioni presidenziali americane.
Cineuropa: Da famoso regista di Hollywood, ha chiesto finanziamenti per gran parte di questo film alla Germania. Gli studios avevano paura di affrontare questo problema?
Oliver Stone: È stato molto difficile finanziare il film, perché gli studios l'hanno rifiutato. Abbiamo dovuto ridurre il budget a $45 milioni. Germania e Francia hanno finanziato la maggior parte del film. Le major non hanno neanche voluto toccare questo film, nemmeno per la distribuzione. È strano perché gli piaceva la sceneggiatura e mi dicevano che si sarebbero fatti vivi.
Che tipo di reputazione ha Snowden agli occhi del pubblico degli Stati Uniti?
La maggior parte degli americani non sa nemmeno chi sia. Edward Snowden è una persona che ha rivelato segreti e pensano che sia un tipo di comportamento sospetto. Ma la cosa importante che non hanno colto è che ciò che ha rivelato Snowden è la conferma del fatto che il nostro Paese ha costruito, schierato e sviluppato il sistema di sorveglianza globale più massiccio della storia - senza costrizione democratica, senza approvazione, senza dirlo a nessuno - e poi sono state approvate retroattivamente le leggi che l'hanno reso legale.
Com'è riuscito a lavorare con Edward Snowden?
Anche questo è stato un problema, perché è un fatto d'attualità che potrebbe essere interessante per i notiziari. Siamo sempre alla ricerca di nuove prove, nuove storie, ma l'aiuto più grande è giunto da Snowden stesso, perché ci ha spiegato tecnicamente ciò che sapeva e ciò che aveva fatto. Ciò richiede una quantità enorme di lavoro e di semplificazione, perché si tratta di questioni complesse. Ha letto la sceneggiatura e ci ha dato continuamente consigli su come migliorare le questioni tecniche in cui era coinvolto. Il rapporto con Lindsey Graham è venuto fuori delle nostre osservazioni sulla sua importanza nella sua vita nell'arco di nove anni.
Ci sono stati elementi che avete dovuto cambiare?
Sì, abbiamo cambiato diverse cose. Non voleva una caccia all'uomo per nessun collaboratore, non voleva far male a nessuno. Ha sempre sostenuto di aver fatto tutto da solo, a mio avviso, per convinzione e amore per la patria. E sappiamo che ha dato le informazioni ai giornalisti, poiché ha detto di "far decidere loro, lasciare che la gente discuta, escludendomi dal quadro, la storia non riguarda me, ma del contenuto di questo materiale". Questa è la vera storia. Il messaggero era timido. Non voleva essere un personaggio pubblico, ma ora lo è.
Dove avete girato il film?
Abbiamo girato per lo più a Monaco di Baviera, prima di trasferirci alla Casa Bianca per una settimana, con qualche giorno di riprese alle Hawaii e a Mosca. In Germania, abbiamo costruito il maggior numero possibile di set e abbiamo fatto molti esterni americani lì. Abbiamo anche trovato un buon set per la sede della NSA a Monaco di Baviera. Abbiamo combinato lo stadio Olimpico e la parte inferiore del vecchio ufficio postale di Monaco di Baviera, un interessante edificio degli anni '20. Siamo anche andati alle Hawaii, dove ha vissuto Snowden, e nel tunnel dove ha lavorato. L'esterno è stato girato alla sede hawaiana.
Nel suo film mostra come la NSA guarda nelle nostre camere da letto. Com'è stata la collaborazione con una troupe cinematografica europea?
Il team VFX, la scenografia e Anthony Dod Mantle, il direttore della fotografia, sono stati superlativi. Ho avuto grandi tecnici in Germania. Molti di loro venivano ad aiutarci a visualizzare, perché avevano davvero studiato le diapositive di Snowden e sembrava abbastanza realistico allo stesso Snowden. Ha detto che gli sembrava un ottimo lavoro al computer.

'SNOWDEN' di Oliver Stone
sinossi
Nel film, il dipendente della NSA vola dalle Hawaii a Hong Kong per raccontare al mondo il programma di sorveglianza della NSA, e diventa uno degli uomini più ricercati al mondo.

titolo internazionale: Snowden
titolo originale: Snowden
titolo provvisorio: The Snowden Files
paese: Stati Uniti, Germania, Francia
rivenditore estero: Wild Bunch
anno: 2016
genere: fiction
regia: Oliver Stone
durata: 135'
data di uscita: DE 22/09/2016, FR 1/11/2016
sceneggiatura: Kieran Fitzgerald, Oliver Stone
cast: Joseph Gordon-Levitt, Nicolas Cage, Scott Eastwood, Shailene Woodley, Timothy Olyphant, Zachary Quinto
fotografia: Anthony Dod Mantle
montaggio: Alex Marquez, Lee Percy
costumi: Bina Daigeler
musica: Craig Armstrong
produttore: Mark Popp, Philip Schulz-Deyle
produzione: KrautPack Entertainment, Wild Bunch Production, Endgame Entertainment [US], Vendian Entertainment [US], Onda Entertainment [US]
supporto: FFF Bayern
distributori: Universum Film GmbH, Pathé Distribution

Si ringrazia Cineuropa per la gentile collaborazione.
Cineuropa è il primo portale europeo dedicato al cinema e all'audiovisivo in quattro lingue. Con news quotidiane, interviste, database, inchieste approfondite sull'industria dell'audiovisivo, Cineuropa promuove l'industria del film europeo nel mondo. Benvenuti sulla piattaforma dove i professionisti possono incontrarsi e scambiare informazioni e idee.

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