Pubblicato il 30/03/2009 20:38:57
LI VECCHIARIEDDI
Li vecchiarieddi vuardano luntano. A li vuerre, a la famma, a li stiendi,a lu surore re la fronta pe aff esse na vrancata re raurinio ra int la terra, certi vvoti avara, certi vvoti pure matregna. Vuardano a li figli crisciuti ntiempi re vuerra cuma li puorci magnanno la farina re li gliandi, li mmeli ancora acevere ca cariano nterra ra larbero nzecculluto annanzi a lu purtone re la casa. Sallicordano ca puri quanno mura na jaddina vicchiaredda ca nun serva mango a fare l ova la matina, era na festa pe tutta la casa. Ardia lu ffuoco rint lu fucone e se metta a volle pe tutta la jurnata. La sera se facia festa. Nu tuozzo re pane niuro, nzuppato rint la vrora caura, nu pezzettudo re carni tuosto cum na preta e iddo ca se rusucava, chianu chiano, cu chiri quatto rienti trumulianti, li pieri arrappuliati re la jaddina. Lu vecchiarieddo vuardava li niputi, assettati a circhio annanzi a lu fucone, aizava lluocchi a lu suffitto affummuchiati e po ringrazziava a Dio!
Catello Nastro
TRADUZIONE (dal dialetto cilentano)
I vecchi guardano lontano. Ricordano le guerre, la fame, gli stenti, il sudore della fronte per cavare dal terreno, certe volte avaro, certe volte addirittura malvagio, una manciata di granoturco. Guardano i figli cresciuti in tempo di guerra mangiando pane fatto con la farina con aggiunta di ghiande macinate, come i maiali, e le mele ancora acerbe cadute prematuramente da un albero poco produttivo davanti casa. Ricordano che quando moriva una gallina vecchia, che non serviva nemmeno a fare le uova ogni giorno, era gran festa. Si attizzava il fuoco nel camino, si poneva la carne con le ossa e le frattaglie in un paiolo di rame stagnato e si metteva a bollire per tutta la giornata. La sera era gran festa. Un tozzo di pane nero inzuppato nel brodo e qualche pezzo di carne duro come una pietra. Al nonni toccavano le zampe della gallina, la testa, il collo e le parti meno prelibate. Le parti migliori venivano date ai bambini. Il vecchietto guardava i nipoti che crescevano, alzava gli occhi al soffitto pieno di fumo e poi ringraziava Iddio.
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