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Grammatica, arte vera e regole infrante

Argomento: Alimentazione

di Mary Blindflowers
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Pubblicato il 13/01/2010 00:54:53

Grammatica, arte vera e regole infrante

Maria Antonietta Pinna



Come nata la Grammatica?
Difficile rispondere.
Chi lo sa alzi la mano.
Silenzio.
Torniamo indietro.
Gli antichi Romani?
Pi indietro, pi indietro.
I Babilonesi?
Pi indietro ancora.
I primitivi?
Prima, prima...
Adamo ed Eva?
Bene.
Il primo uomo e la prima donna, nudi, puri, soli e beoti con laquilone.
Il serpente cambia la storia e noi lo ringraziamo facendo della sua pelle scarpe e borsette per raffinati esigenti.
Eva mangia la mela, si mette i jeans e butta laquilone addosso ad Adamo ancora un po intontito.
Gesti, espressioni facciali. Il suono originario che viene dalla gola, e via a vocali, consonanti, rosari di parole, come petali di fiori.
Per ogni oggetto un nome, senza nome non esiste niente perch loggetto non avrebbe caratterizzazione.
Lo sapeva bene Ulisse che ha gridato il suo nome allaccecato Ciclope.
Lumanit cresce, si moltiplica...
Ci vogliono delle regole stabilite dai pi bravi, da quelli che hanno imparato a parlare per primi, dai pi astuti, i pi feroci, i pi furbi, gli stessi che hanno chiuso un terreno di tutti e lo hanno chiamato propriet privata. Regole? Si. Convenzioni. Si decide, gambe incrociate attorno a un fuoco.
La pietra, il cielo, la preda, la carne, la lancia, tutto ha un nome,cos non ci sono fraintendimenti. Se uno ordina che vuole la lancia non rischia che gli venga portata una donna dalle medesime qualit trafittive. Si decide dunque.
Nasce un bel giorno la scrittura e tutto si complica, diventa incredibilmente difficile.
I pi saggi, quelli con pi esperienza si siedono attorno ad un tavolo e decidono. Questo tavolo piccolo piccolo, perso nellinfinita grandezza dellUniverso, come un puntino, un morso di mosca, un sesso di pulce, un granello di polvere.
Sono molto pi grandi le stelle ed il mare e i pianeti e pi potenti gli uragani... Ma ai saggi riuniti attorno al tavolo questo non importa. Stabiliscono che a si scrive a e b, b e c, c, fino alla zeta.
, con laccento, terza persona del verbo essere, e senza accento congiunzione, a con o senza h, per indicare o no possesso. Stabiliscono accenti, virgole, punti e punti e virgola e non si permettono di abbondare come faceva il grande Tot.
E poi sono nati i diplomi e le lauree, definiti prosaicamente pezzi di carta che oggi non servono quasi pi a niente, perch il mondo non si divide in colti e ignoranti ma in ricchi e poveri. Infatti un ignorante ricco ricco, un ignorante povero povero.
Le regole stabilite per cambiano perch il mondo gira, si evolve. Certo un ricco sempre ricco, per la grammatica e il lessico non sono pi gli stessi.
Avete mai trascritto un documento antico compilato da un professore o un colto prelato?
Non ci crederete forse, ma troverete un al maschile con lapostrofo, voce del verbo essere una volta con laccento e una volta senza laccento. S pronome senza accento. La maiuscola laddove ci vorrebbe la minuscola, etc.
Veri e propri errori di ortografia e sintassi.
La grammatica oggi ha le sue regole. Bisogna rispettarle. Per questo esistono i correttori di bozze che correggono refusi, errori di battitura e via dicendo.
Mi capitato di trascrivere documenti antichi pieni di errori ortografici, omissioni, sviste, parole ripetute due volte, etc.
Probabilmente chi ha scritto quei documenti dava poca importanza a quelli che noi oggi riteniamo errori.
Le cose cambiano.
La cristallizzazione delle regole non pu essere assoluta in nessun campo, altrimenti il mondo si fermerebbe.
Nascono neologismi, alcuni anche molto brutti: sitografia, autoconvocarsi, cartolarizzazione, bipartisan, no global, badante, videofonino, bioterrorismo.
In certi casi manca perfino una regola precisa, come specifica la stessa Accademia della Crusca: In conclusione, sebbene negli attuali testi di grammatica per le voci rafforzate se stesso, se stessa e se stessi non sia previsto luso dellaccento, preferibile considerare non censurabili entrambe le scelte, mancando in realt una regola specifica che ne possa stabilire il maggiore o minore grado di correttezza. Si raccomanda di tener conto di questa irrilevanza specialmente in sede di valutazione di elaborati scolastici e affini.
Le regole sono fatte per essere infrante, altrimenti non sarebbero regole. Infatti si rivelano tali soltanto a contatto con ci che regolare non .
Il caos tale soltanto se paragonato allordine. stato inventato il Diavolo per far in modo che conoscessimo Dio, sua antitesi, altra gran bella invenzione che ha causato non pochi impicci.
La luce tale soltanto perch esiste lombra, altrimenti non saremmo in grado di distinguerla.
E il bello di fronte a una cosa pi bella cessa di essere bello, per sembrare normale. Di fronte a una cosa brutta diventa invece bellissimo. Il mondo comparazione. La regola elastica per gli spiriti antidogmatici, anche perch non detto che il bello lo sia per tutti indiscutibilmente. Tutto relativo...
Nella Regola di un documento darchivio o manoscritto inedito risalente agli anni 1710-13: Gallarate, Collegium Aloysianum, Archivio storico, Diario del Collegio dei Nobili. Regole, Avvisi, Istruzioni pel Convitto de Nobili in Parma, documento inedito da me trascritto, il direttore di un collegio gesuita scrive sulla vita quotidiana di nobili convittori, sulle loro attivit ricreative, gli spettacoli di esterni, il gioco, lalimentazione, labbigliamento, le visite di illustri personaggi.
Per lo scrivente, gesuita di buona cultura, era normale scrivere i nomi propri con liniziale minuscola e riportare qualche (essere) senza accento, per non parlare di altri errori ortografici per noi inammissibili.
I tempi cambiano e alle voci dei vecchi pedanti che difendono a spada tratta la purezza della lingua a tutti i costi, rispondo che la purezza vera non esiste, n nella lingua, n nella razza, n nella religione (che tanti impicci ha combinato in nome di Dio), n nella vita.
Esiste forse una regola unica dai tempi dei tempi? C qualcosa che in eterno dura? Nemmeno le regole grammaticali saranno eterne, n cos rigide come i puristi credono, perch ci sono contesti e contesti...
Per esempio il tanto aborrito a me mi, pleonasmo con la p maiuscola non sempre inaccettabile. Parole della Crusca: E infatti in bocca alla vecchia cui Renzo chiede consiglio sulla strada per Gorgonzola che Manzoni, nel cap. XVI dei Promessi Sposi, mette la battuta "A me mi par di s". A guardar bene, per, non si tratta di una ripetizione, la quale implica identit con l'elemento ripetuto, n di un riempitivo, il quale implica superfluit e inutilit. Qui si avverte bene che il primo pronome, tonico, ha pi forza del secondo, atono, quindi ha un valore diverso. sempre, certo, legato al verbo parere, ma estratto dalla frase e preposto ad essa, come "tema" del prossimo enunciato; equivale dunque a "quanto a me, per quanto ne so io" e quindi contiene maggiore informazione del semplice complemento di termine che lo segue (mi). Per rendere evidente l'analisi della struttura logica e intonativa del tutto, si potrebbe porre una virgola dopo a me, separando il tema dell'enunciato dal suo "rema", ossia dalla sua parte predicativa, che contiene la vera informazione della frase, cio, nel caso del colloquio tra Renzo e la vecchia, la risposta di questa alla domanda del fuggiasco. Manzoni giunge fino ad assolutizzare il tema, cio a togliergli la preposizione che lo lega sintatticamente al resto dell'enunciato, mettendo, nel cap. IX, in bocca a Gertrude la maliziosa battuta per il padre guardiano: "Lei sa che noi altre monache, ci piace di sentir le storie per minuto".Prima, dunque, di misurare e giudicare tutta la lingua col metro di una grammatica del discorso logico, bisogna pensare che accanto ad essa c' anche la grammatica del discorso affettivo, ad una grammatica del parlato accanto a quella dello scritto. O meglio, c' una lingua sola, ma che adempie funzioni comunicative ed espressive diverse, di tutte le quali una grammatica moderna deve render conto, guidando lo scolaro a distinguerle e ad usarle nei contesti opportuni.
Confesso che a me mi in fondo in fondo mi piace, lerrore di uno che vuole affermare se stesso.
La regola infranta fa camminare il mondo, larte, il pensiero, la vita.
Il verso libero dei futuristi scavalca le regole grammaticali e poetiche allora esistenti . Lentropia, il disordine, la velocit, miti inauditi.
Marinetti regalava i suoi libri autografati agli amici, dato che sarebbe stato difficile venderli.
Provate a chiedere oggi quanto costa un libro di Marinetti in una libreria antiquaria.
Questo vi chiarir qualche idea sulle regole.
Ci che vale oggi domani forse non varr pi perch siamo carne mutevole, assassinata dal ciclo delle stagioni, voraci di novit.
Siamo figli del nostro tempo, rispettiamo le regole ma offriamo a noi stessi la possibilit di dare unocchiata anche ad altri universi creativi.
Se nel lavoro dellartista sfugge qualche accento, se manca qualche virgola, sar andata a prendere un po daria, dopo aver assistito alle lezioni dei pedanti.. Lasciamola vagare per un po nel mondo, libera e felice. La sua una ben misera libert. La mano impietosa di qualche correttore di bozze la ricondurr giustamente ai suoi ranghi, nel rispetto delle regole, con buona pace dei puristi.
Punto, due punti, punto e virgola, ma s, abbondiamo, dunque, come quel grande che dellerrore ha fatto unarte.












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