Pubblicato il 20/03/2011 19:41:09
[ Tratto da "il Fatto Quotidiano": http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/20/le-tecnologie-italiane-che-fermano-il-nucleare/98520/ ]
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Dopo le celebrazioni per lUnit dItalia, vogliamo celebrare il genio italiano nel campo dellenergia: uomini e aziende che indicano, oggi pi che mai, al mondo intero le strade tecnologiche per uscire dalleconomia basata sulle fonti fossili e sul nucleare.
Tutto il mondo riconosce agli italiani la capacit di pensare fuori dagli schemi. Gli anglosassoni dicono to think out of the box, pensare fuori dalla scatola. questa capacit che ci permette da decenni di generare innovazione in tutti i campi, compreso quello dellenergia. La ricerca in Italia pu contare su risorse esigue rispetto agli investimenti di altri paesi europei e industrializzati. Eppure, il numero di ricerche prodotte per ciascun ricercatore italiano il pi alto dEuropa. E le ricerche degli italiani sono le pi citate da altri studi. Non un caso. la natura degli italiani.
Molte delle tecnologie che ci daranno lenergia del futuro sono state ideate da italiani. Eppure, pochi conoscono nomi, facce, aziende che hanno scritto e sempre pi scriveranno la storia dellenergia nel mondo. E pochi sanno che le idee italiane per il futuro dellenergia sono gi oggi sfruttate commercialmente da aziende straniere. vero, era italiano anche colui che ha inventato il nucleare. proprio vero. Abbiamo inventato quasi tutto noi. Il peggio e il meglio.
Ma oggi vogliamo dare voce allItalia migliore. Quella che ci permette di dire, molto pi della paura per il disastro atomico giapponese, no, grazie a tutti coloro, governo e gruppi di potere economico, che vogliono mettere il destino energetico della nostra nazione nelle mani dellindustria nucleare francese. Una industria di stato, alla faccia del liberismo. Un no, grazie gioioso e illuminato dalla creativit e dalla capacit di innovazione degli italiani. Non la paura, ma la capacit di futuro che ci muove.
Giovanni Francia, con le sue intuizioni e sperimentazioni presso la Stazione solare di S. Ilario, nellarco di meno di ventanni, richiam lattenzione di tutto il mondo su Genova, che a met degli anni Settanta poteva essere considerata capitale mondiale del solare. Progett e costru il primo impianto solare a concentrazione nel 1968. Era capace di produrre 1 Mw di energia elettrica. Molti anni dopo, nel 1981, nel Sud della California la sua tecnologia fu perfezionata in un impianto da 354 Mw.
Mario Palazzetti nel 1973 ide presso il Centro Ricerche Fiat il primo esempio di cogeneratore. Utilizzava il motore di una 127, di 903 cm3, modificato per funzionare a gas o biogas. Il motore azionava un alternatore di 15 Kw che forniva allutenza lenergia elettrica. Il calore generato dal motore, solitamente disperso mediante i gas di scarico e il corpo del motore stesso, veniva invece utilizzato per scaldare lacqua destinata al riscaldamento degli ambienti e agli usi sanitari. Laccurata progettazione consentiva un recupero del 90% della energia introdotta con il combustibile, e la sua modularit consentiva linstallazione di molteplici unit controllate elettronicamente. Molti anni dopo, possibile acquistare cogeneratori non dalla Fiat, ma da Volkswagen, Totyota e Mitsubishi.
I giovani ricercatori del Polo solare organico dellUniversit Tor Vergata di Roma, hanno avviato nel 2009 la fase di industrializzazione di una nuova generazione di pannelli fotovoltaici senza silicio. Hanno utilizzato il succo di mirtillo, perch nel sottobosco quelle piante hanno sviluppato pi di altre la capacit di sfruttare la poca luce del sole di cui dispongono. Lo hanno fatto con poche risorse e le capacit di uno straordinario gruppo di giovani scienziati. Tutti italiani.
Mauro Mengoli, allevatore di Castenaso, alle porte di Bologna, ha realizzato uno dei primi impianti capaci di ricavare metano da liquami e scarti agroalimentari. Lo ha fatto quando ancora non cerano incentivi economici per le energie rinnovabili. Lo ha fatto da solo, riprendendo e perfezionando tecnologie messe a punto da contadini italiani negli anni Settanta.
Alessandro Cascini, ingegnere aeronautico che lavorava per Maserati e Ferrari e che ora, con la sua Mact, si riconvertito alla produzione di piccoli impianti eolici, alti tre metri e con lelica in legno lamellare, conformata come una piccola scultura. Alternativi alleolico impattante da 120 metri. Che uniscono design e tecnologia nel miglior spirito del made in Italy.
La Archimede Solar, del Gruppo Angelantoni, azienda attiva nel settore dellalta tecnologia, lunica al mondo che produce tubi per il solare termodinamico a concentrazione. Lo fa su brevetto Enea. Oggi partecipata dalla Siemens, che, mentre usciva dal progetto nucleare Epr francese, ha scelto la tecnologia italiana per realizzare il progetto Desertec: impianti solari nel deserto del Sahara.
Lelenco potrebbe continuare. Ma inutile dilungarsi, il senso di queste parole uno solo: il nucleare una tecnologia contraria agli interessi dellItalia sotto tutti i punti di vista. Non si tratta solo di mettere in mani straniere il destino energetico della nazione, ma di fare una scelta di campo: essere terra di conquista di gruppi economici multinazionali oppure svolgere un ruolo di guida a livello internazionale per aiutare Francia, Giappone e Germania a uscire dal tunnel del nucleare.
Io scelgo lItalia.
di Massimo De Maio, Movimento per la decrescita felice
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