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L’inutilità della sopravvivenza

di Franca Figliolini
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Pubblicato il 20/07/2013 19:08:38

ecco, leggo e sono lì

 

in tutti questi lì,

 

sono sempre fra questi corpi disarticolati

 

decomposti

 

torturati corpi            coperta di cenere

 

o trasformata in cenere o

 

chopped, you know, as the meat

 

 

 

in realtà io non so, non so niente

 

anche se conosco tutto

 

i cecchini di sarajevo, i fiotti di napalm e i gulag

 

gli uliveti sradicati in memoria di auschwitz

 

e i terroristi suicidi in memoria degli ulivi

 

srebrenica e ancora corpi scheletri di ossa

 

risonanti

 

 

 

i campi di lavoro

 

                    di rieducazione

 

                              di sterminio

 

 

 

i killing fields

 

 

 

e auschwitz il buco nero più 

 

profondo

 

              il vuoto di senso

 

 

 

perché leggi queste cose se ti fanno impressione? lascia

 

stare

 

ma io non volevo lasciare niente

 

tralasciare niente, volevo conoscere conoscere

 

riconoscere

 

 

 

di precipizio in precipizio

 

il garage olimpo

 

il sangue del ruanda

 

myanmar o timor est, sowetho,

 

l'estadio nacional de chile, kabila, pristina

 

my lai dal nome così dolce

 

 

 

halabija, la strage del pane, la strage del mercato, la strage

 

di sabra e shatila, la strage

 

 

 

i corpi spiattellati del wtc, i corpi annichiliti

 

di guantanamo, la counterinsurgency

 

 

 

o come si chiama adesso.

 

 

 

tutta, tutta la geografia del dolore

 

 

 

e ovunque l'umanità - ah! l'umanità, che dire? -

 

ovunque uccide, io volevo sapere

 

toccare con mano, un san tommaso di sangue

 

di sangue

 

di sangue

 

 

 

non c'è niente di più umano della procurata morte

 

dunque di cosa parliamo, di cosa parliamo adesso?

 

 

 

parliamo dei vivi amore, parliamo dei vivi

 

 

 

subito prima o subito dopo la rottura della simmetria

 

quando dipingono la cappella sistina

 

compongono la suite n. 1 per violoncello solo

 

scoprono la doppia elica

 

scrivono l'equazione di dirac

 

 

 

subito prima o subito

 

dopo

 

 

 

parliamone. diamo fiato al

 

fiato, fiato mio

 

 

 

perché noi sopravvissuti per caso

 

siamo tutto e il contrario, stelle pronte

 

a chiudere la sequenza principale

 

esplose di luce o implose in buchi neri

 

 

 

inutili cieche stelle

 

trasfigurate di bellezza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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