Pubblicato il 24/05/2011 12:53:26
Se il populismo pi becero prevale sulla politica di stampo popolaredi Italia Futura , pubblicato il 23 maggio 2011
In vista del secondo turno delle amministrative di Milano e Napoli la coalizione di governo sembra avere scommesso sulla liquefazione di ogni strategia politica. Gi il primo turno aveva rivelato linsofferenza di tanti moderati nei confronti della retorica dellestremismo a cui si erano dedicati Berlusconi e i suoi alleati. Evidentemente il messaggio dellelettorato non stato recepito con chiarezza. Il presidente del consiglio ha occupato tutti i media televisivi usando toni ed espressioni che mal si conciliano con il suo ruolo istituzionale, cos come hanno fatto i numerosi esponenti del governo che hanno paventato fantomatiche invasioni di gay, spacciatori, musulmani e zingari.
Ma non sono queste le preoccupazioni della stragrande maggioranza degli italiani: mentre le ultime statistiche segnalano che un italiano su quattro sperimenta la povert e la disoccupazione giovanile raggiunge ogni mese un nuovo record temono piuttosto gli effetti catastrofici della mancanza di crescita. Geniale, poi, la sparata della Lega di spostare a Milano alcuni ministeri: una proposta che se tradotta in pratica significherebbe pi spesa pubblica e meno efficienza amministrativa.
Il centrodestra, invece di incalzare le proposte di Pisapia sulla base del contenimento della spesa, sembra orientato a scavalcarlo a sinistra offrendo mance elettorali sotto forma di nuovi posti pubblici che i gi tartassati cittadini italiani dovranno poi pagare. Una proposta che dimostra il passaggio del PDL dalla rivoluzione liberale al neostatalismo elettorale. E tanto per non farci mancare nulla la Moratti promette condoni sulle multe a Milano e Berlusconi la sospensione degli abbattimenti degli immobili abusivi a Napoli. Anche in questi casi siamo di fronte a provvedimenti che mal si conciliano con la tradizione del centro destra (dov' finito il richiamo a legge ed ordine?).
L'ultima settimana di campagna elettorale riserver nuove eccitanti sorprese e l'esito dei ballottaggi tutt'altro che scontato. Ma di sicuro possiamo dire che questo centrodestra non ha pi nulla a che fare, nei toni e nei contenuti, con quello che una forza moderata dovrebbe rappresentare in un grande paese europeo.
Lo spostamento a sinistra del PD e l'evanescenza del Terzo polo che, decidendo di non scegliere, ha rinunciato persino a fare l'ago della bilancia, avrebbero dovuto semplificare il compito al PDL nella riconquista degli elettori moderati. Invece di tornare ai contenuti tradizionali delle coalizioni di centrodestra (liberalizzazioni, contenimento della spesa, sussidiariet, sicurezza e legalit etc..), si deciso di procedere sulla strada di un populismo becero e confuso.
Ma in un paese in maggioranza moderato che avrebbe disperato bisogno di una seria politica di stampo popolare e liberale, lo spettacolo che si offre l'harakiri di un centrodestra che sceglie la strada della guerra civile a bassa intensit. Ben pi del candidato della sinistra, questa decisione che rischia di far avverare la profezia di Bossi: "con Pisapia ci tagliamo le balle".
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