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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Sulla ricerca (poetica)

di Antonio Terracciano
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Pubblicato il 05/01/2018 19:48:11

Premetto che si tratta soltanto di un mio criticabilissimo pensiero, ma mi sono iscritto volentieri a questo sito soprattutto perché attratto dal suo nome (non per vantarmi, ma sono uno dei non tantissimi italiani ad aver letto - pur impiegando decenni! - tutte le tremila pagine della "Recherche" in originale) . Pensavo che le ricerche poetiche che qui si facevano fossero improntate allo spirito proustiano (ricerca dell'approfondimento delle verità attraverso una forma letteraria sostanzialmente classica) . Ho letto però, un po' a caso, un centinaio di poesie e, a parte tre "sonetti" non proprio ortodossi in una stessa pagina, tutto il resto che mi è capitato sotto gli occhi (come spesso in altri siti, del resto) era costituito da tentativi più o meno riusciti di mettersi sulla scia della grande poesia italiana del Novecento, di cercare una patente di poeta accodandosi ai famosi italiani del secolo scorso (Montale, Ungaretti, Quasimodo, ma anche Luzi, Gatto... ) Se questo sito si chiamasse "Ulysses" non avrei nulla da obiettare, ma, dato che si chiama "La Recherche" , mi sembra di ricordare che il poeta preferito da Proust fosse il "classico" Baudelaire, anche se Marcel faceva qualche eccezione per alcuni suoi contemporanei, soprattutto per Mallarmé (del quale anch'io trovo grandissimi dei versi isolati, in particolare "Le vierge, le vivace et le bel aujourd'hui" e "Un coup de dés jamais n'abolira le hasard" ) . Secondo il mio modestissimo parere, la vera ricerca può talvolta consistere (come in cucina, nell'abbigliamento... ) nel ritorno alle radici, alle vecchie tradizioni, nel ripescaggio (adattato alla realtà attuale) delle vecchie forme metriche almeno (e - perché no? - qualche volta anche delle rime) , che sembrano essere ormai misconosciute in Italia (ma non in Francia) da quasi un secolo a questa parte.


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