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Nonni come Angeli - Invito alla lettura d’autunno

Argomento: Libri

di Giorgio Mancinelli
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Pubblicato il 02/10/2018 20:39:55

NONNI COME ANGELI - INVITO ALLA LETTURA D’AUTUNNO

L’autunno è ormai alle porte e qualcuno, ormai da qualche anno, si è inventato ‘la festa dei nonni’ relegandola al 2 Ottobre, una ricorrenza civile diffusa in gran parte del mondo. L'evento è celebrato in onore della figura dei nonni e della loro influenza sociale. Una data scelta nel 2005 dal nostro Parlamento per sottolineare l'importanza del loro ruolo in famiglia e nella società. E non sono forse loro, i nonni italiani, gli angeli custodi di ogni famiglia? Nel calendario liturgico cattolico il 2 ottobre è la ‘festa degli angeli custodi’, già festeggiata alla fine di settembre con ampia partecipazione ad Assisi presso la Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli e della Porziuncola di San Francesco. Ma anche se le attenzioni degli Angeli/Nonni per i nipoti non hanno prezzo è proprio la società che li deve ringraziare ricordandosi di loro in questo giorno e nei mesi successivi, col regalare loro un libro ‘significativo’ come segno della nostra/vostra considerazione.

Per quanto individuare un titolo che possa essere in qualche modo ‘speciale’ va indubbiamente valutato l’impegno sociale, il tempo a disposizione, il potenziale culturale individuale. Tuttavia nell’ampia gamma delle pubblicazioni più recenti o in uscita, la scelta è più che facilitata: si passa dal romanzo ‘classico’ (sempre valido), al nuovo ‘romanzo giallo / noire / thriller’ (in cui l’adrenalina è assicurata), al ‘saggio’ distensivo (acculturante), al ‘libro d’arte’ (icononografico illustrato). Di grande utilità sono sul mercato 14 nuovi ‘audiolibri’ per una collana che punta a far riscoprire il fascino e l’incredibile attualità della ‘mitologia classica greca’.

SAGGISTICA
"Gli antichi greci ci hanno lasciato un patrimonio inestimabile di storie. Vogliamo farle rivivere tornando alla dimensione originale dell'ascolto – scrive Giacomo Brunoro direttore editoriale di LA CASE Books 2018.
L'Antica Grecia ci ha lasciato un'eredità infinita di storie, un enorme immaginario collettivo che ha letteralmente plasmato la cultura occidentale. Storie da riscoprire e che a distanza di millenni sono ancora attualissime. Storie che sono nate migliaia di anni fa nel cuore del Mediterraneo in forma orale, e che per secoli sono state raccontante e tramandate a voce. Proprio per questo motivo LA CASE Books presenta una nuova collana di audiolibri : “Con questa nuova collana inauguriamo un filone inedito per noi, ma siamo sicuri che la potenza dell’immaginario creato dagli antichi greci sia ancora attualissimo. Sono storie perfette per essere ascoltate, storie che possono affascinare tantissimo anche gli uomini e le donne del ventunesimo secolo”.

‘MITOLOGIA GRECA’, i titoli della collana di audiolibri:
La nuova collana dedicata alla Mitologia Greca, distribuita in streaming in esclusiva su Audible di Amazon e in digital download in esclusiva su iTunes Store di Apple, è composta da 14 titoli: “Edipo Re”, “Cassanda”, “Medusa”, “Odisseo e le Sirene”, “Odisseo e Calipso”, “Odisseo e il ciclope Polifemo”, “Una fatica di Sisifo”, “La guerra di Troia - L’ultima battaglia”, “Apollo innamorato”, “Achille contro Ettore”, “Atena contro Poseidone”, “Polifemo e l’amore per Galatea”, “La fuga di Enea” e “Mida, storia un re ingordo”,

Finalmente in edizione paperback i primi due titoli della serie «Grandi racconti», libri riccamente illustrati da leggere e da guardare editi da il Mulino Biblioteca Storica:
‘IL GRANDE RACCONTO DEI MITI CLASSICI’ a cura di Maurizio Bettini – il Mulino 2018.
Per i Greci i miti sono in primo luogo racconti: narrazioni meravigliose, che mescolano il divino e l’umano, il quotidiano e lo straordinario, suscitando davanti ai nostri occhi immagini di eroi, dèi, fanciulle, mostri e personaggi fiabeschi. Una schiera interminabile, perché più ci si addentra in questo fantastico mondo - attraverso l’ausilio della voce, della scrittura o delle immagini - più ci si accorge che ciascuno di questi racconti non è mai concluso in sé, ma rinvia sempre ad altri eventi, altri personaggi, altri luoghi, in un raccontare infinito che chiede solo di diventare a sua volta immagine o scrittura. La mitologia ha infatti la forma di una rete, in cui si intrecciano mille nodi. Nel corso del tempo, questa rete con i suoi molteplici richiami narrativi è stata calata infinite volte nel mare della cultura e, trascinata sul fondo, ha raccolto nomi, fatti, rituali, usi, costumi, regole, atteggiamenti, visioni del mondo. Per questo, raccontare o ri-raccontare oggi i miti degli antichi significa entrare dalla porta principale nella memoria della loro, della nostra cultura.

l'AUTORE: Maurizio Bettini, classicista e scrittore, è stato professore ordinario di Filologia classica nell’Università di Siena. Per Einaudi è curatore della serie «Mythologica». Per il Mulino dirige la collana «Antropologia del mondo antico» e ha pubblicato, oltre a «Viaggio nella terra dei sogni» (2017), «Affari di famiglia. La parentela nella letteratura e nella cultura antica» (2009), «Elogio del politeismo. Quello che possiamo imparare oggi dalle religioni antiche» (2014), «Radici. Tradizione, identità, memoria» (2016); ha inoltre curato con W.M. Short «Con i Romani. Un’antropologia della cultura antica» (2014).

‘IL GRANDE RACCONTO DELL'EVOLUZIONE UMANA’ di Giorgio Manzi – il Mulino 2018.
Tentare di comprendere l’uomo attraverso la sua storia è una delle sfide più affascinanti della conoscenza scientifica. È nel tempo profondo che ritroviamo il nostro posto nella natura, è da lì che possiamo disegnare la genesi della biodiversità umana. Una storia prima della storia, ricomposta a partire da ossa fossili, manufatti, siti preistorici e dati di biologia molecolare. In questo libro si racconta il grande viaggio nel mondo dei primati che ci riporta a quel gruppo di scimmie antropomorfe bipedi che, all’inizio del Pliocene, intrapresero in Africa il percorso evolutivo che ha poi dato origine alla nostra specie. Incontreremo Lucy, assisteremo all’emergere del genere Homo, vedremo evolvere i Neanderthal e comparire infine sulla scena Homo sapiens, la specie destinata ad affermare il proprio dominio sull’intero pianeta.

l'AUTORE: Giorgio Manzi è professore ordinario di Antropologia alla Sapienza - Università di Roma, dove insegna Ecologia ed evoluzione umana, Storia naturale dei primati e Museologia; è direttore del Museo di Antropologia «Giuseppe Sergi». Per il Mulino ha pubblicato «Homo sapiens» (2006), «L’evoluzione umana» (2007), «Uomini e ambienti» (con A. Vienna, 2009), «Scimmie» (con J. Rizzo, 2011) e «Ultime notizie sull’evoluzione umana» (2017).

‘INTORNO AGLI UNICORNI’ Supercazzole, ornitorinchi e ircocervi, di Maurizio Ferraris – il Mulino 2018.

«Non sempre il trapasso dall’essere al sapere ha luogo, e magari non è neanche una rovina, giacché il mondo può funzionare, nella maggior parte dei casi, in assenza di pensiero e in balìa di supercazzole». Perché ci sono così tanti bicorni e nessun unicorno, se un corno è più semplice di due? Heidegger raccomandava ai suoi uditori di accostarsi a quella immensa e candida supercazzola che è lo Zarathustra con la stessa dedizione e pensosità riservata ai trattati aristotelici. Ferraris avanza analoga richiesta per unicorni, bicorni, ornitorinchi, e per la supercazzola vera e propria, quella di Tognazzi in Amici miei. Margini o briciole di filosofia, queste entità minori riservano più scoperte che Essere, Nulla e Divenire.

L'AUTORE: Maurizio Ferraris insegna Filosofia teoretica all’Università di Torino, dove è presidente del Laboratorio di Ontologia (LabOnt) e vicerettore alla ricerca in area umanistica. Internazionalmente noto per i suoi studi, ha pubblicato oltre cinquanta libri. Per il Mulino, tra l’altro, «L’imbecillità è una cosa seria» (2016) e «Postverità e altri enigmi» (2017).

ROMANZI
Dall’autrice del bestseller "La collezionista di libri proibiti" Cinzia Giorgio, Newton Compton Editori 2018, una delle autrici italiane più amate dalle lettrici, ecco ‘La piccola bottega di Parigi’ - presentata con successo alla Libreria "Pagina 272" di Roma.
La trama: Un’eredità inaspettata, un viaggio a Parigi, un passato tutto da scoprire. Corinne Mistral è un giovane avvocato che non perde mai una causa. Vive a Roma e lavora presso il prestigioso studio legale della famiglia del fidanzato. Si sta dedicando anima e corpo a una causa molto importante quando la raggiunge la notizia della morte di sua nonna e dell’eredità che le ha lasciato: un atelier di alta moda a Parigi, nel bellissimo quartiere del Marais. Corinne parte immediatamente, decisa a sistemare il più presto possibile la faccenda e tornare poi al suo lavoro. Ma, una volta lì, resta affascinata dalla straordinaria storia di sua nonna, una donna che lei ha potuto conoscere pochissimo e che è stata persino allieva e amica della grande Coco Chanel. Il ritorno a Roma è rallentato ulteriormente dalla presenza dell’esecutore testamentario: qualcuno che Corinne conosce bene, troppo bene… Che non si tratti di un incontro casuale? No, «Cinzia Giorgio ha compiuto l’impresa: presentare nel panorama della contemporanea narrativa italiana un libro che costruisce un ponte tra romanzo storico, romanzo di formazione e romanzo d’amore.» www.sulromanzo.it

L'AUTRICE:Cinzia Giorgio è dottore di ricerca in Culture e Letterature Comparate, conduce il gruppo di lettura "Book Club 272" presso la Libreria "Pagina 272" di Roma. Si è specializzata in Women’s Studies e in Storia Moderna, compiendo studi anche all’estero. Organizza salotti letterari, è direttore editoriale del periodico "Pink Magazine Italia" e insegna "Storia delle Donne" all’Uni.Spe.D. È autrice di saggi scientifici e romanzi. Con la Newton Compton ha pubblicato "Storia erotica d’Italia", "Storia pettegola d’Italia", "È facile vivere bene a Roma se sai cosa fare" e i romanzi "La collezionista di libri proibiti", "La piccola libreria di Venezia" e "La piccola bottega di Parigi".

Con ‘OMNILAND’ – Edizioni Esordienti E-book 2018, Giancarlo Ibba si è cimentato questa volta con un thriller molto particolare, ma avvincente come sempre. La trama: Uno spietato cacciatore di taglie, un apache in fuga, un pilota di astronavi, un investigatore privato nei guai, due belle ragazze confuse, un casanova palestrato, un uomo senza memoria di cui si conosce solo l’iniziale del nome, K., una sarta maltrattata dal marito alcolista, un bambino che sembra molto più maturo della sua età: personaggi che vengono da epoche differenti e luoghi diversi, senza spiegazione e all’improvviso, si trovano misteriosamente proiettati in un nuovo, strano “mondo”. Un insieme eterogeneo e mutevole di ambienti, dove c’è sempre un dettaglio che “non torna”, non in sintonia con le leggi della fisica e della natura. Come se non bastasse, un’oscura minaccia sembra incombere costantemente su tutti loro, in un crescendo di tensione che farà emergere i lati migliori o peggiori di ciascuno. Ma la realtà è ancora più terribile e difficile da accettare...

SCIENZA E ALTRO
Raffaello COrtina Editore presente al Festivaletteratura di Mantova 2018 ha presentato un certo numero di autori agli eventi che li vedono protagonisti sulla scena della letteratura contemporanea con saggi sulle diverse sociopatologie afferenti a ‘QUALE CURA PER LA MEMORIA?’. Un libro che ha segnato l’icontro con Arnaldo Benini con Agnese Codignola e Luciano Orsi intervenuti alla manifestazione.
Al Palazzo Ducale - Basilica Palatina di Santa Barbara …
‘Tra le forme più comuni di demenza degenerativa, il morbo di Alzheimer è senza dubbio il disturbo neurocognitivo più terribile. Secondo un dato del 2017, ne soffre il 4% della popolazione italiana over 65 e, nonostante alcune statistiche mondiali sembrino indicare una relativa diminuzione percentuale del rischio, è anche vero che l'aumento delle aspettative di vita comporta una crescita delle persone colpite. Al momento non esiste trattamento che arresti o rallenti il decorso della sindrome demenziale e la gestione dei pazienti incide a vari livelli sui sistemi sanitari e sulle famiglie. Arnaldo Benini (La mente fragile. L'enigma dell'Alzheimer), docente di Neurochirurgia e Neurologia, discute insieme al palliativista Luciano Orsi e ad Agnese Codignola (Il corpo anticancro) delle future sfide che attendono medici e ricercatori, provando a fare luce sul disorientamento che ancora oggi caratterizza il dibattito su questa malattia’.

‘Un incendio per un cuore di paglia’ ha segnato un incontro con Antonio Prete e Luigi Zoja, tenutosi al Teatro Bibiena, sul tema ‘NOSTALGIA - STORIA DI UN SENTIMENTO’ – Libro 2018.

‘Nella tesi Dissertazione medica sulla nostalgia, presentata a Basilea nel 1688 dallo studente di medicina Johannes Hofer, apparve per la prima volta il termine che ancora oggi indica il rimpianto per la lontananza da persone o luoghi cari. Una parola moderna per un sentimento antico e obliquo, che passa da Ulisse a Proust e tocca da sempre i cuori di esuli e migranti. Sul suo passaggio da malattia a sentimento, a partire dall'Europa ottocentesca, si confrontano Antonio Prete e Luigi Zoja (Nella mente di un terrorista), studiando la rappresentazione nel linguaggio poetico e l'evoluzione clinica e letteraria di una "melanconia umana resa possibile dalla coscienza del contrasto tra passato e presente", un concetto dalle mille sfaccettature, nella ricerca di un'ideale e salvifica Itaca, un "ritorno a casa" che possa portare conforto’.

‘MINDSCAPES: IL PAESAGGIO DENTRO DI NOI’ è la tematica affrontata nell’ incontro con Vittorio Lingiardi al Tenda Sordello: ‘Laghi, vallate, paesi inerpicati sulle montagne, distese marine abitano nella nostra mente e nei nostri sogni: come oggetti psichici sono impressi nella nostra memoria che Vittorio Lingiardi ‘Mindscapes’ – Collana Minima della Raffaello Cortina Editore 2018, compie nel viaggio lungo il sottile crinale tra psiche e ambiente, alla ricerca del paesaggio elettivo. Quale è dunque il vostro? Semplice, vi basterà leggerlo per scoprirlo.

MUSICA E SUONI
Il fascino de ‘IL SUONO. L’ESPERIENZA UDITIVA E I SUOI OGGETTI’. Libro di Elvira Di Bona e Vincenzo Santarcangelo, Raffaello Cortina Editore 2018, introduce il lettore nel mondo effimero dei suoni. Che cosa sono i suoni? Messaggeri di informazioni cruciali per il riconoscimento degli oggetti che ci circondano o entità evanescenti e distinte da essi? Perché, pur essendo sempre sommersi da suoni di cui non siamo consapevoli, ci accorgiamo immediatamente della loro assenza nelle situazioni di più totale silenzio? Come li percepiamo? Dove si trovano? E qual è la loro dimensione temporale? Queste sono alcune delle domande a cui risponde Il suono, un’inedita introduzione a temi che possono interessare tanto il lettore esperto quanto quello curioso. Scoprire cosa si nasconde dietro la percezione uditiva rivela il fascino di una modalità sensoriale davvero sorprendente che dà accesso al misterioso regno del suono e della musica.

GLI AUTORI:Elvira Di Bona è ricercatrice alla Polonsky Academy del Van Leer Institute di Gerusalemme. Ha conseguito il dottorato in Filosofia e Scienze cognitive presso l’Università Vita-Salute San Raffaele (Milano) e l’Institut Jean Nicod (Parigi). Si è diplomata all’Accademia nazionale di alto perfezionamento di studi musicali di Santa Cecilia. I suoi ambiti di ricerca sono la filosofia della mente, la filosofia della percezione e l’estetica.

Vincenzo Santarcangelo insegna al Politecnico di Torino ed è membro del Labont - Università degli Studi di Torino. Ha conseguito il dottorato in Filosofia del linguaggio e della mente presso l’Università di Torino. Scrive di musica per il Corriere della Sera, la Lettura, il giornale della musica e Artribune. Si occupa di filosofia della percezione, filosofia della musica ed estetica.

Alla musica Jazz è dedicato il libro di Anna Harwell Celenza ‘JAZZ ALL’ITALIANA’ Da New Orleans all'Italia fascista e a Sinatra. Pubblicato da Carocci Editore nella collana ‘Sfere’, per scoprire l’influenza di una musica che ha stravolto la nostra musica popolare e quella di tutta Europa.

‘Arrivato in Italia alla fine della Prima guerra mondiale, il jazz fu accolto, almeno in parte, come una forma artistica “indigena”. I futuristi ne lodavano l’energia virile, Mussolini lo descriveva come la voce della gioventù italiana e i musicisti, ipnotizzati da quei suoni nuovi, riempivano le sale da ballo e i night club.
Il jazz italiano prosperò fino alla fine della Seconda guerra mondiale grazie al sostegno del Duce, ma dopo la sua caduta e la fine della guerra, molti musicisti cominciarono a riscrivere la propria storia nel tentativo di cancellare ogni traccia delle scomode relazioni intessute con le politiche e le pratiche del fascismo, causando così la rimozione di quest’epoca dalla storia del jazz’.
Un libro da leggere ma anche da ascoltare che fa rivivere quelle che sono state le eccellenze italiane nel Jazz.

TUTTO AL FEMMINILE
Ma ci sono anche ‘le nonne’ non dimentichiamolo e chissà se gli Angeli che sicuramente le proteggono per il calore che ‘doppiamente’ restituiscono ai propri nipoti, ci ricordano di spendere un pensiero e magari un piccolo dono anche per loro?

Intervistiamo Daniela Carelli, dopo il successo ottenuto al BookFestivalBar di Cernusco sul Naviglio dove ha presentato il suo nuovo romanzo ‘Mosaico napoletano’ – Segmenti Editori 2018.

D. Grazie Daniela per la tua disponibilità, qualche giorno fa hai presentato per la prima volta Mosaico napoletano al pubblico del BookFestivalBar, in realtà è appena iniziato un vero e proprio tour che ti vedrà a Monza e poi a Napoli...
Il tuo romanzo è stato pubblicato da poche settimane, vorremmo quindi parlare con te di Mosaico napoletano e di Daniela Carelli scrittrice e lettrice.
Com’è nata l’idea che ha dato vita al libro?

R. Circa quattro anni fa, durante una telefonata Parigi-Milano con Jean Nöel Schifano.
Erano anni che non lo sentivo, dai tempi in cui, come direttore del Grenoble rappresentò il fulcro di un grande fermento culturale napoletano. Lo conoscevo perché mi invitò a dare un concerto all’auditorio dell’Istituto. Un’esperienza incancellabile.
Potere di Internet, e grazie ad Angelo Forgione, riuscii a ottenere la sua mail.
Il giorno dopo mi chiamò, mi fece i complimenti per la “bella lettera” che gli avevo inviato e mi chiese se avessi mai pensato di darmi alla scrittura. Timidamente gli confidai che a giorni sarebbe uscito il mio secondo romanzo “Vado a Napoli e poi... MUOIO!”.
Si congratulò e di punto in bianco disse:
“Il prossimo che scrivi dovresti intitolarlo: Mosaico napoletano.”
Il suggerimento mi colse di sorpresa, ma nei giorni a venire continuai a chiedermi di cosa avrebbe potuto parlare un libro così intitolato e, anche se mi sembrò folle, decisi che un episodio tanto insolito non poteva essere ignorato.
Ed eccoci qui.
Quanto tempo hai impiegato per la stesura?
R. Un paio d’anni circa. Purtroppo ho dovuto combattere un cancro al colon, e questo ha rallentato la stesura.
In questi giorni ho messo la parola fine al capitolo cancro e vedere anche il mio libro, finalmente, pubblicato, mi ripaga di tutto.

D. Quali sono i personaggi principali?
R. Giuseppe è il protagonista. Intorno a lui ruotano una serie di figure: la famiglia; Giacomo e Salvio i suoi amici di sempre, e le donne.

D. Come è strutturato il romanzo, qual è la sua originalità?
R. Ogni capitolo del libro è un ricordo. Ogni ricordo è legato a colori e sfumature fino ad arrivare al bianco, che è la somma di tutti i colori, e quindi la rivelazione finale.
Inoltre è un libro con una colonna sonora: Pino Daniele, nelle cui canzoni Giuseppe si identifica, così come è stato per molti che hanno vissuto quegli anni a Napoli.

D. Quando è ambientato il romanzo e perché proprio in quel periodo?
R. Il romanzo è ambientato prevalentemente nel periodo che va dagli anni ‘60 ai ‘90. E torna ai giorni nostri ogni volta che Giuseppe, ricordando, fa delle considerazioni.
Volevo descrivere la città in quegli anni e il sentimento che ci legava ad essa.

D. Quali sono i temi trattati?
R. Parla della crescita personale di Giuseppe che, per diventare adulto, come tutti noi, passa attraverso molte esperienze, felici e dolorose. Parla del suo rapporto con l’amicizia; del primo amore e di come si sviluppano nel tempo le sue relazioni con le donne.
Parla della famiglia che, nonostante dissidi e contraddizioni, resta sempre un porto sicuro.
Parla di Napoli, della sua storia in quegli anni, dei suoi miti e delle tragedie che hanno funestato questa città affascinante e problematica, che non smetterà mai di ispirare chi la ama.

D. Quanto c'è di autobiografico nel romanzo?
R. Questa volta molto poco, praticamente niente, se non alcune situazioni vissute da molti in quegli anni, come il terremoto, o l’amore per astri nascenti come Pino Daniele… anche se, come disse Mario Pomilio: "Un romanzo è sempre una metafora alla quale soggiace un'autobiografia del profondo."

D. Perché il titolo: Mosaico napoletano?
R. Perché il Mosaico sarà parte della rivelazione finale.

D. Le vicende narrate sono strettamente legate alla città di Napoli, sembra quasi che la Napoli descritta nel romanzo sia essa stessa la protagonista principale. Mosaico napoletano è anche un atto d'amore nei confronti della tua città? Cosa si dovrebbe fare per comprendere realmente Napoli?
R. Bisognerebbe viverla senza preconcetti. Questo vale sia per chi la visita che per chi ci abita.

In entrambi i casi, infatti, ho notato che la gente si fa fuorviare dalla cattiva pubblicità che i mass-media perpetrano a danno della città che, da un lato non invoglia il turismo e dall’altro fa credere ai napoletani di essere gli unici ad avere problemi.
Oggi, grazie a Internet e ai social si possono vedere le bellezze di Napoli e comprendere che tutto il mondo è paese.
Da quando vivo a Milano, riesco a vedere le cose più chiaramente. A volte allontanarsi permette di cambiare prospettiva e di avere una visione d’insieme.
Anche se... Napoli non si può lasciare, te la porti dentro.
Inoltre, quasi tutta la mia famiglia vive in città, e questo accentua la nostalgia. Alla fine è lì che tornerò a vivere.

D. 'Mosaico napoletano' si può definire una storia d'amore?
R. Più che “d’amore" la definirei "di amori", al plurale. L’amore ha molti aspetti; è in ogni cosa. È vita.

D. Attraverso il romanzo hai descritto anche la vita dei giovani negli anni 80/90, le speranza, le illusioni, i progetti, la gioia di vivere, la voglia di cambiare. Come è cambiata la tua città? Com'è Napoli oggi? E come la vivono i giovani oggi?
R. Credo che i giovani napoletani, come tutti i giovani, risentano del progresso informatico che ha segnato, a mio parere, un regresso sociale.
I ragazzi di quei tempi sono cresciuti senza i computer e senza telefonini. I rapporti interpersonali erano reali e non virtuali. Si incontravano, si guardavano negli occhi quando parlavano, erano assetati di conoscenza. Cercavano di comprendere il mondo circostante.
Oggi, paradossalmente, con le nuove tecnologie abbiamo la possibilità di accedere a qualsiasi informazione. Per alcuni della mia età è il bengodi, ma sembra che per i ragazzi l’accesso immediato a qualsiasi informazione sia coinciso con la perdita della curiosità.
Il “tutto e subito” non sta poi funzionando così bene.

D. Raccontaci qualcosa di te e della tua passione per la scrittura...
R. La scrittura è un dono tardivo, ricevuto inaspettatamente.
Io amo i libri da sempre e non potrei vivere senza, ma non avrei mai immaginato di poterli anche scrivere.
In realtà è stato il mio inconscio che, nelle ore di dormiveglia, mi suggerì di raccontare una storia intitolata “Volevo fare la segretaria”, poiché da bambina era il mio gioco preferito, ma crescendo sono diventata una cantante, contrariamente a quanto accade di solito. Era una storia buffa, una riflessione curiosa, mai fatta da sveglia. Alla fine ho ceduto ed è nato il mio primo romanzo (autobiografico), che è stato pubblicato grazie alle insistenze delle mie amiche che mi spinsero a trovare un editore. Cosa che avvenne con mia grande sorpresa. E oggi... eccoci qua.

D. Cosa significa per te essere scrittrice?
R. È una sensazione unica ed eccitante: rifugiarsi in mondi paralleli e inventare storie. Conoscere alcuni dei personaggi, mai immaginati, che si affacciano a sorpresa durante la scrittura è un’esperienza incredibile.

D. Come lettrice, quale genere preferisci, da chi ti senti ispirata, quali sono i tuoi autori romanzi, saggi ecc. preferiti?
R. Per me la lettura è evasione e riflessione. Amo tutti i generi della narrativa; meno i saggi. Spazio da Azimov a Dickens, dalla Rowling a Dostoevsky. Sono una libro-dipendente.
A questo proposito ho creato un blog in cui recensisco brevemente i libri che mi sono piaciuti. Lo faccio senza rivelare niente, o spoilerare (come si usa dire oggi). Cerco di incuriosire il lettore per spingerlo all’acquisto.
Credo che un blog letterario debba servire a questo: a dare un piccolo contributo alla cultura.

D. Puoi raccontarci un aneddoto o qualcosa di particolare legato alla nascita di Mosaico napoletano e poi in generale alla tua scrittura?
R. Al liceo avevo un professore di letteratura ispirato; un uomo dalla cultura spropositata che mi ha fatto amare le lettere, più di quanto già non fosse. Era apprezzato da tutti noi studenti per il suo essere diretto, sprovvisto di filtri: se ti doveva fare un appunto, anche sgradevole, lo faceva senza indorare la pillola.
Un giorno lo incontrai a Napoli. Ci fermammo a chiacchierare e mi disse che aveva letto il mio primo romanzo. Immaginatevi il panico; ero preparata al peggio quando, a sorpresa... mi porse le sue scuse!
Alla mia espressione attonita rispose che si sentiva in colpa per non avere intuito il mio dono, per non avere incoraggiato il mio talento.
Una cosa simile mi è capitata con 'Mosaico napoletano': quando ho terminato di scriverlo, impiegai settimane per decidermi a farlo leggere a Schifano e, credetemi, ho dovuto dare fondo a tutto il mio coraggio per sottoporglielo, ma mi sembrava giusto e doveroso.
La sua risposta (che potete leggere in quarta di copertina) ha rappresentato uno dei momenti più emozionanti della mia vita.

’Cuori nudi’ è una raccolta di racconti di Lucia Iasio edito da Segmenti Editore, da oggi in tutte le librerie.Intervistiamo l'autrice per parlare di questo suo esordio letterario, ‘Cuori nudi’ – Segmenti Editore 2018, e della sua passione per la scrittura.

Cuori nudi concede l'opportunità di misurarsi con grandi emozioni nello spazio sintetico di sei racconti, le cui trame si aprono al lettore attraverso uno stile elegante, trasparente ed essenziale, dove alcuna parola è superflua e ciascuna si mostra necessaria.
Proprio la ricerca dell'essenzialità, del significato puro della verità sembra guidare i protagonisti in ogni storia, di cui non si può ignorare il comune denominatore: nella vulnerabilità di un cuore messo a nudo risiede la sua forza, nella lealtà il coraggio per percorrere senza paure quelle zone grigie in cui l'esistenza può inciampare.
Lucia Iasio di origine partenopea, ha vissuto in diverse città tra il Centro e Sud Italia. Attualmente vive a Perugia.

D.Musicoterapista ed educatrice ambientale, conduce laboratori presso scuole ed enti di varia natura. Come nasce Cuori nudi?
R. Cuori nudi è una raccolta di storie brevi nata dal desiderio di raccontare quanto lontana possa essere la quotidianità dal vero “sentire” di un individuo.
Il processo che ha nutrito la stesura del manoscritto è stata la semplice osservazione di ciò che accade alle persone cosiddette comuni, come me come noi, che ad un certo punto, tuttavia, decidono di andare oltre, di emanciparsi.

D. Hai descritto il tuo libro come una raccolta di storie brevi. Ognuna ha un suo R. Sì. Ogni racconto è un'istantanea di un preciso momento della vita di ciascun protagonista, che si caratterizza per età, genere, contesto ambientale e culturale, esperienze. È proprio questa la peculiarità di Cuori nudi: non sono gli anni, il luogo dove si nasce e cresce, il lavoro che si fa a determinare chi si è; bensì il coraggio nel riconoscere la propria vulnerabilità, la lealtà nel mettersi a nudo ed attraversare senza bugie quel tratto di sofferenza che limita ed ingabbia.

D. Parli di vulnerabilità, coraggio, sofferenza e forza come ingredienti per elevarsi ad uno stato di maggiore emancipazione e libertà. Il dolore, dunque, rende migliori? È questo il messaggio che possono trovare i lettori in Cuori nudi?
R. Scrivere è una delle possibili espressioni estetiche che, in quanto tale, suscita emozioni nel lettore che le percepisce indipendentemente dalla volontà dell'autore. Un manoscritto, nel momento in cui si decide di renderlo pubblico, è un dono in cui ognuno può trovare quelle piccole o grandi verità di cui è alla ricerca. Non ho la presunzione di dare risposte, ma il desiderio di condividere esperienze che possono appartenere a chiunque.

D. Hai privilegiato la forma del racconto, più rara rispetto a quella del romanzo. In cosa si differenzia l'iter creativo?
R. Personalmente ritengo che il processo di scrittura sia simile per entrambe le forme espressive. In ogni caso l'autore lavora sull'idea originaria modellandola con i propri strumenti, affinando quegli aspetti che reputa incisivi per la trama ed incalzanti per il ritmo che deve sempre sostenere la lettura. È un gioco di equilibri che in una storia breve avviene in un intervallo di tempo e di spazio minore rispetto a quanto avvenga in un romanzo.

D. Per concludere, dove possono contattarti i lettori?
R. È possibile interagire con me e continuare a leggere i miei “momenti” di scrittura visitando i seguenti siti web: lamisuradelleemozioni.wordpress.com, www.facebook.com/dentroleparole, www.facebook.com/cuori.


Ce n'è per tutti i gusti, Buona Lettura!




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