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Dentro un cappotto di lana grigio

di cristina bizzarri
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Pubblicato il 29/10/2013 18:48:28

Era smisurato ancora - il mondo -
e l'asfalto aveva un suono asciutto
quando l'odore buono dell'inverno
era occasione per lucidare scarpe
con la cera - aroma legnoso ambrato
e secco
come le parole nei fumetti di vapore
senza fretta di arrivare prime al cielo -
si sostava in stanze da tè affaccendati
a guardarsi attentamente -
libere le mani a indicare in giri d'aria
tutta l'evoluzione di un pensiero -
la gestazione
con la schiena appoggiata a una cedevole spalliera -
il suo percorso lungo i sentieri d'ombra
che le lampade tracciavano su mappe
tappezzate di strane isole a circumnavigare muri -
la nascita bagnata dai sorsi gocciolanti
e dalle tracce
sul bordo circolare della tazza - vagiti -
la giovinezza, poi, mentre la luce entrando
esplode zampillando dai vetri colorati
in velature d'oro e ammorbidisce i volti - colmi -
così la voce scende piano mentre la mano plana
poi s'abbassa stanca e come un cigno scivola
sulla tovaglia bianca.
Era smisurato ancora il mondo
quando in trasparenza vedevi le lancette
aver compiuto un giro intero -
tutto il percorso dove le montagne
erano vette per la mente da scalare -
senza fretta -
infine ti guardavi intorno
riposato - in quel rifugio con i tuoi compagni -
entravi nel cappotto di lana grigio
arcano di antica civiltà -
ancora solo uomo -
non liberato ancora - eppure intero.







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