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Landscape ..lettere dal fronte dell’amore.

di Giorgio Mancinelli
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Pubblicato il 02/11/2013 11:20:53


Landscape (..lettere dal fronte dell'amore).

“..il sole del tramonto accende di fuoco i miei pensieri, le mie più intime emozioni, i miei nascosti sentimenti, e mi ritrovo in mezzo a tutto che brucia, così come l’estate brucia tutte le altre stagioni, onde lo sguardo si abbaglia, scoprendo inattese pareti di solitudine. Ah, se solo potessi gridare, forse riuscirei a evitare d’incontrare la mia stessa presenza, come di certe nuvole che vanno nella calma rarefatta del meriggio e che oscurano a tratti il cielo. Un lampo, laggiù, un’improvvisa luce. Il grande oceano è là, rigurgitante di flutti e di spuma, eppure non s'ode il fragore dell’onda che s’infrange alla riva, né il pigolio soffocato del gabbiano che viola la linea netta dell’orizzonte, né il battito sconnesso delle sue ali quando s’inabissa – quasi che il vento, maestro fuggevole di fuggevoli accordi, si sia dimenticato di trascrivere sul pentagramma della vita, la nostra musica segreta, le voci dissonanti di noi due smarriti nella tempesta”.

“..allora mi sveglio, e nell’oscurità scopro il tuo corpo caldo accanto al mio, e in te ripongo ogni mio pensiero, fino a che ogni cosa mi cattura ancora una volta nella morsa del piacere e mi travolge, nello spasimo infinito dei nostri corpi. Quando all’improvviso, m'accorgo di non essere più io quello, ma un altro, prigioniero di un mutato sentore che si rivela in qualche modo avverso, e che mi spinge a infrangere ogni mia riposta intenzione. Fino a violare la limpidezza d’ogni più puro sentimento, e ad agire furtivo, brutale quasi, come per un atto di coraggio concepito al culmine del suo adempimento.”

“..perché, mi chiedo, di quest’amore, se amare è correre dietro al vento, chiedere al tempo di fermarsi, al sole di bruciare tutto quello che ci sta attorno. Sono qui che aspetto un giorno come questo, afoso e vuoto, affinché io possa avvolgere il tuo corpo con le mie mani, violare i tuoi angoli più segreti, e lasciarti bruciare infine nella mia stessa voglia – come l’estate brucia insieme a tutte le altre stagioni, tutto di te, il tuo corpo, il tuo viso, dentro i miei occhi”.

“..eccomi dunque, pronto a cogliere ogni tuo respiro, ogni tua volontà di silenzio, ogni tua decisione di stare lontana, come parte inspiegabile di una possibile fine, che mai mi sfiora l’idea di vedere infranti i sentimenti che mi legano a te, e mai mi capita, come in questa notte, di non trovare dove collocare queste mie parole … Se forse dimenticassimo chi siamo, allora... ”.

“..sembra incredibile come il nostro vissuto a un certo punto si allontani da noi in silenzio e per sempre, come finanche i ricordi si dissolvano nell’alone luminoso del tempo, eppure, non c’è bisogno alcuno di chiamarci per nome affinché fra noi avvenga il desiderato incontro, come fossimo l’uno nell’altro corpo uniti, quasi che dietro la facciata apparente delle nostre vite, un destino comune disegni, il cammino che sarà dei nostri giorni”.

“..qui, dove con un preannuncio di gloria inizia l’estate della vita, questo istante ricolmo di possibilità, si fa sostanza concreta, il sangue mio ribolle nel desiderio che in qualche modo cerco di trattenere, vibrante e rilucente nel rosso del tramonto, nel desiderio carezzevole di questo momento, sentire la trama vellutata del passato come sul palmo della mano, e tuttavia fremere sul ciglio dell’abisso piuttosto che gettarmi a capofitto nel futuro, fino a essere saturo del presente”.

 

 

 

 


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