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Zen VII: pini all’oriz./uccelli in volo / musica di vento

di Giorgio Mancinelli
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Pubblicato il 07/12/2013 11:33:29

Zen VII: pini all’orizzonte / uccelli in volo / musica del vento

(a solo di violino)
dall’albero senza fiori nascono gli uccelli
moltitudine di colori piumati
che si levano in volo
nel canto dell’eterna bellezza – del creato

suono di violino che si spande
nella cosmica avvenenza dei cirri
delle nuvole barocche
che imbiancano le cime dei monti – all’orizzonte

(pausa)
un cinguettio di note profuse
di resine linfatiche
che si disciolgono aromatiche
sul fusto screziato dei pini – nell’aria

onde libero vorticare d’ali
sequenze di note
brani di una sinfonia poetica
che s’avvale del corale respiro – del mondo

(per soli archi e celesta)
“sono forse liberi gli uccelli dalle catene delle strade del cielo?”
canta il poeta (*)
coprendo la distanza che separa
l’immaginario e il reale senso – dell’esistere

e già l’alba regala colori screziati
all’occhio fulgido della Fenice
onde il cauto risveglio dell’albero
rende la vita ai rami – e sussurra

(per archi e percussioni)
un canto di fuoco si leva dalla fronda
al sorgere del sole
e una nuova moltitudine d’uccelli
s’invola e l’accompagna – nel suo ultimo volo

ed è un tranquillo morire alla luce
il suo canto d’amore
onde rinascere nella nuova era
che ivi verrà a restituire la libertà – edenica

(a solo di violino – prova d’orchestra al completo)
un vento calmo si leva
nell’immaginaria sospensione della corsa
onde la terra s’arresta nell’infinito
cosmico afflato – della musica che incombe

nell’attesa che la linfa rigeneri
le forze propulsive
che renderanno alle radici dell’albero
la linfa vitale scaturita dalle radici – del mondo
.  .  .
"là dove si trovano gli ampi pascoli del sole" (**)

*Bob Dylan **Henry Bauchau




Zen VII: pine on the horizon / birds in flight / wind music

(violin solo)
from the tree without flowers the birds are born
crowd of feathered colours
that they raise in flight
in the song of the eternal beauty - of the create

sound of violin that spreads
in the cosmic attractiveness of the cirri
of the Baroque clouds
what they bleach the tops of the mountains - to the horizon

(pause)
a chirruping of profuse notes
of lymphatic resins
what they are dissolved aromatic
on the stem variegated of the pines - in the air

whence free to whirl of wings
sequences of notes
passages of a poetic symphony
what it uses some choral breath - of the world

(for arcs and celesta)
"are birds ever free from the chains of the skyway? "
sing's the poet (*)
covering the distance that separates
the imaginary one and the real sense - to exist

and the dawn already gives variegated colours
to the radiant eye of the Phoenix
whence the cautious awakening of the tree
it makes the life to the branches - and it whispers

(for arcs and percussions)
a song of fire raises from the leafy branch
to rise some sun
and a new crowd of birds
it is stolen and it accompanies him - in his last flight

and it is a calm die to the light
his song of love
whence to revive in the new one was
what there will come to return the liberty - of the beginning

(violin solo & ‘prova d’orchestra’ to the suit)
a calm wind raises
in the imaginary suspension of the run
whence earth arrests in the endless one
cosmic inspiration - of the music that impends

in attends that the sap regenerates
the propulsion strengths
what will make to the roots of the tree
the lifeblood sprung by the roots - of the world
. . .
"there where the ample pastures of the sun are found." (**)

*Bob Dylan  - **Henry Bauchau

 


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