Pubblicato il 30/03/2020 16:07:30
Filippo Turati non amava la definizione riformisti, ma la riconosceva perch permetteva di contraddistinguere la sua corrente. Egli fond nel 1892, a Genova (dove i congressisti si riunirono per usufruire degli sconti ferroviari concessi per le Celebrazioni Colombiane 400 anniversario della scoperta dellAmerica) il Partito dei Lavoratori, divenuto poi Partito Socialista Italiano, insieme ad Anna Kuliscioff. Si identific con il PSI dalla fondazione (1892) sino al 1912 quando venne messo in minoranza. Tuttavia sino al 1926 fu la personalit eminente del socialismo e, dopo la sua fuga in Francia, fu tra i capi pi ascoltati ed apprezzati dellantifascismo. Turati mor il 29 marzo 1932, a Parigi, in casa della famiglia di Bruno Buozzi, dove era ospitato. Venne considerato un perdente, perch non riusc ad impedire lavvento di Mussolini e del regime fascista, di cui aveva lucidamente e profeticamente intuito le intenzioni totalitarie, al contrario di Gramsci e Togliatti (e della stessa Kuliscioff) che prevedevano una breve durata della parentesi Mussolini. Consultare archivi storici allinterno delle fondazioni Comuniste e Socialiste. Il riformismo era bandito nei due maggiori partiti del movimento operaio, il PCI e il PSI, uniti tra loro dal patto di unit dazione, sottoscritto prima della guerra e rimasto in essere sino al 1957. Ventanni fa i comunisti pi corretti diedero ragione a Turati. In seguito a questo rilancio del riformismo, proprio nel 1982, in piena era come ancora si usa definire i socialisti dellepoca Craxiani in occasione del 50 della morte di Turati in esilio, e in parallelo allevidente crisi del sistema sovietico e del comunismo, ci fu finalmente un dibattito storico politico su scala nazionale che invest la sinistra ed ebbe eco sui grandi organi di stampa e in televisione. Autorevoli dirigenti e fondatori del Partito Comunista, come Umberto Terracini, riconobbero che Turati aveva avuto ragione Nel suo profetico discorso al Congresso di Livorno del 1921 (quello della scissione che diede luogo al Partito Comunista dItalia) aveva tra laltro detto: Ond che quandanche voi aveste organizzato i soviet in Italia, se uscirete salvi dalla reazione che avrete provocata e se vorrete fare qualcosa che sia veramente rivoluzionario, qualcosa che rimanga, come elemento di societ nuova, voi sarete forzati a vostro dispetto a ripercorrere completamente la nostra via (riformista) la via dei socialtraditori di una volta, perch essa la via del socialismo, che il solo immortale, il solo nucleo vitale che rimane dopo queste nostre diatribe. La sua considerazione dellestremismo di sinistra come comportamento pernicioso per la crescita e le lotte del partito socialista e del movimento dei lavoratori non fu dissimile da quella di Lenin che, pur attestato su altra sponda, vedeva i pericoli del settarismo. Le sue compromissioni (una delle accuse dei massimalisti) con i governi Giolitti riguardarono le garanzie (ottenute) per il lavoro delle donne e dei fanciulli, le otto ore lavorative, il suffragio universale, le leggi per le cooperative.
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