Pubblicato il 18/10/2014 09:00:03
In stilla prende piede lo slancio della mano nuda da guanto. Tremano fiori pelle a pelle (Molle, l’autunno si sveste terra vestendo di ciò che è stato. Gode gola col chicco d’uva passa , d’acqua onirica zampilla poliedrici melograni imprigionati. Così canta il Poeta fingitore senza più cetra sua la refurtiva la fragrance de Spleen) … ma chiuso il freddo fuori ardo io <camino nell’intreccio degli abbracci> che brillo del tuo sguardo lontano. E spruzza desideri in silenziosa punta di domanda tutta la mia voglia di baciarti
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