Pubblicato il 23/03/2015 18:02:02
PASSAGGIO QUARTO Dopo il diluvio solo parole annegate, gorgoglio dal fondale dov' posa di scafi e legni di unarca che non ha retto l'ondata. Non invidio chi naviga ora la superficie assolata, chi vede lazzurro e neanche un confine, una nube, un puntino, il presagio che il tempo ha un inizio e la fine. Dopo il diluvio meglio starsene zitti, tacere gli avvisi del fortunale che arriva, non dire la vista alla fine del viaggio, non distrarre chi ancora in vacanza. Dopo il diluvio, il silenzio dei morti che gi lhanno visto.
PASSAGGIO QUATTORDICESIMO Cresco in amore e vertigine, per lalba che accender candele sulle lenzuola a fiori, per la rondine testarda che ancora questaprile sfiorer il mio balcone (e neonate piume nei nidi, vuoti e voli a chiamare). Cresco, in un pensiero che impara qualche nuova parola, nel verbo che schiude ancora un poco di luce (e sassottiglia la faglia, si apre unaltra prigione). Cresco, per la ragazza di maggio a vestirsi di rose e sar carne il suo seno per pi vaste pupille (sar graffio la voglia, di un morso, un appena). Cresco. In amore e vertigine. E nel frattempo muoio. NON E' VERO Non vero che morire solo mutazione gi prevista (passare dal solido al gassoso, frantumarsi in soli e stelle e diventare vento, anni luce, una saetta da un qui al dappertutto). Non vero che morendo non si perde niente. Si perde tutto se non ricorder chi sono e cosa sono stato, l'accelerazione al sangue per te che non sapevo e poi tu il nome proprio tatuato sulla pelle se non mi accoglieranno i tanti volti persi e non rivedr mia figlia che avr lasciato sola (e non trover il fragore dei sogni che ho sognato, di una mattina presto coi passeri gi svegli ed il silenzio quieto dopo la nevicata, del cielo quando maggio che apre le finestre e il sonno di una casa che guarda verso il mare). Non vero che morendo non si perde niente. Io avr perso tutto se in un'altra vita non mi ricorder di questa.
(Terna classificata al posto 17 del recente concorso indetto da La Recherche)
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