Pubblicato il 27/03/2015 16:08:11
Cosa resta della primavera quando oltre il calvario della malattia è già notte fonda e non più sera.
Cosa resta di un sogno dopo che la bufera cancella il sentiero e si rimane soli e spersi mentre nevica disincanto ed è compagna solo l' amarezza.
Cosa resta del domani quando tace persino la speranza, assopita fra le pareti bianche. Vuote restano le mani, naufraghe e stanche, nel bagliore al neon di una corsia e la penombra di una stanza disegna il nulla quotidiano, mentre senza più parole veglio e ti guardo.
Cosa resta di una vita, mamma, dipinta nell' azzurro immemore di uno sguardo tremulo ora che dei ricordi e di me, che in silenzio ardo, ti giunge soltanto un ultimo sussurro e la malinconia in lirico assolo.
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